Il percorso del Tour de France 2026 è stato costruito per esaltare gli scalatori. Le grandi montagne saranno distribuite lungo tutta la corsa, ma sarà soprattutto l’ultima settimana, con due arrivi consecutivi all’Alpe d’Huez, a indirizzare la lotta per la maglia gialla.
Tourmalet e Gavarnie-Gèdre: il primo esame per i favoriti
La sesta tappa rappresenta il primo vero spartiacque del Tour de France 2026. Da Pau il gruppo entrerà nel cuore dei Pirenei affrontando due salite leggendarie. Prima arriverà il Col d’Aspin, poi il mitico Col du Tourmalet, il passo più iconico della Grande Boucle, affrontato più volte di qualsiasi altra montagna nella storia della corsa.
Dopo oltre 2.000 metri di altitudine e una lunga ascesa, i corridori – su tutti Pogačar a caccia del quinto Tour de France – dovranno completare la giornata con l’arrivo in salita a Gavarnie-Gèdre, novità assoluta del Tour. Una tappa destinata a fornire le prime indicazioni sulle reali condizioni dei pretendenti al successo finale.
Le Vosgi e il Plateau de Solaison possono fare la differenza
Dopo i Pirenei il percorso non concederà tregua. La quattordicesima tappa porterà il gruppo a Le Markstein, passando per il Grand Ballon e il duro Col du Haag, due ascese capaci di mettere in difficoltà anche gli scalatori più resistenti.
Il giorno successivo sarà invece protagonista il Plateau de Solaison, altro arrivo inedito al Tour de France. Le sue pendenze costanti e la lunghezza dell’ascesa potrebbero favorire attacchi da lontano e creare distacchi importanti prima dell’ultima settimana.
Anche la cronometro di Évian può cambiare la classifica
Tra le tappe più importanti del Tour de France 2026 c’è anche la cronometro individuale tra Évian-les-Bains e Thonon-les-Bains. I 26 chilometri del percorso, caratterizzati da continui saliscendi e circa 500 metri di dislivello, richiederanno qualità da passisti ma anche ottime doti in salita. Una prova che potrebbe ridisegnare la classifica generale prima del gran finale alpino.
L'Alpe d'Huez torna al centro della Grande Boucle
L’immagine simbolo del Tour de France è spesso quella dei ventuno tornanti dell’Alpe d’Huez. Nel 2026 questa salita entrerà nella storia della corsa grazie a una scelta inedita: sarà infatti l’arrivo di due tappe consecutive.
La diciannovesima frazione partirà da Gap e attraverserà il Col Bayard, il Col du Noyer e il Col d’Ornon, prima dell’ascesa finale verso uno dei luoghi più celebri del ciclismo mondiale. Una giornata spettacolare, ma non ancora la più dura.
La tappa regina passerà dal Galibier
Il capolavoro degli organizzatori arriverà il giorno seguente. La ventesima tappa, considerata da molti la tappa regina del Tour de France 2026, proporrà una successione di salite leggendarie come il Col de la Croix de Fer, Col du Télégraphe, Col du Galibier, Col de Sarenne e l’ Alpe d’Huez. Con oltre 5.500 metri di dislivello, sarà una delle frazioni più impegnative viste negli ultimi anni alla Grande Boucle. Se la classifica sarà ancora aperta, è qui che potrebbe essere assegnata la maglia gialla.
Le salite più dure del Tour de France 2026
Il Tour de France 2026 è stato disegnato per esaltare gli scalatori e mantenere la classifica aperta fino agli ultimi giorni. Le prime grandi sfide arriveranno sui Pirenei con il Col d’Aspin, il Tourmalet e l’arrivo a Gavarnie-Gèdre. Successivamente saranno protagonisti il Grand Ballon, il Col du Haag e il Plateau de Solaison, prima del gran finale sulle Alpi. Qui i corridori dovranno affrontare Croix de Fer, Télégraphe, Galibier e Sarenne, prima del doppio arrivo all’Alpe d’Huez, la salita che potrebbe decidere definitivamente la corsa alla maglia gialla.