L’erba di Wimbledon non concede mai regali, nemmeno a chi arriva da campione in carica. Jannik Sinner lo ha scoperto subito nel suo debutto ai Championships 2026, costretto a rincorrere per oltre tre ore un Miomir Kecmanovic ispirato e determinato a complicare i piani del numero uno del mondo.
Alla fine, però, il verdetto sorride all’azzurro. Dopo cinque set combattuti, Sinner stacca il pass per il secondo turno imponendosi 4-6, 6-3, 6-7, 6-2, 6-3, dimostrando ancora una volta quella capacità di cambiare marcia nei momenti in cui la partita sembra sfuggirgli di mano.
Kecmanovic gioca senza paura
Il serbo interpreta il match nel migliore dei modi. Aggredisce la seconda di servizio di Sinner, prende spesso l’iniziativa negli scambi e riesce a togliere ritmo al campione altoatesino. Il primo set premia proprio questo atteggiamento. Kecmanovic trova il break nel momento decisivo e costringe subito Sinner a rincorrere, mentre il pubblico del Centrale assiste a una sfida molto più equilibrata di quanto racconti il ranking ATP.
La risposta dell’italiano – il campione più atteso insieme a Serena Williams – arriva nel secondo parziale. Il servizio torna a funzionare, gli errori diminuiscono e basta un break per riportare il punteggio in perfetta parità.
Il momento che fa trattenere il fiato
Quando il match sembra finalmente girare dalla parte dell’azzurro, arriva l’episodio più delicato della giornata. Nel corso del terzo set Sinner perde l’equilibrio durante uno scambio e scivola sull’erba del Centrale, cadendo in modo piuttosto violento. Per qualche istante cala il silenzio sugli spalti, ma il numero uno del mondo si rialza senza particolari conseguenze e decide di continuare immediatamente la partita.
Il gioco riprende, ma il set resta apertissimo fino al tie-break. Qui Kecmanovic mantiene grande lucidità e riesce a riportarsi avanti, alimentando il sogno dell’impresa.
Sinner, il campione cambia volto
È proprio nel momento di maggiore difficoltà che emerge la differenza tra un grande giocatore e un campione Slam. Sinner alza progressivamente il livello del proprio tennis. Il servizio diventa quasi imprendibile, il diritto torna a fare male e gli scambi iniziano a pendere con maggiore continuità dalla parte dell’azzurro.
Il quarto set scorre via rapidamente, mentre nel quinto è sufficiente un break per indirizzare definitivamente l’incontro. Da quel momento il numero uno ATP non concede più occasioni e chiude una partita che aveva rischiato di complicarsi oltre ogni previsione.
Trentuno ace e tanta resilienza
Il dato che fotografa meglio la prestazione di Sinner è quello relativo al servizio. L’azzurro mette a segno 31 ace, un bottino fondamentale per uscire indenne da una giornata nella quale il suo tennis non è stato sempre brillante. Più dei numeri, però, conta la reazione. Per due volte Kecmanovic è riuscito a mettere il campione in carica con le spalle al muro, ma ogni volta Sinner ha trovato le risorse per riprendere in mano la partita.
Adesso c'è Borges
Superato uno degli esordi più complicati della sua recente carriera a Wimbledon, il numero uno del mondo guarda già al secondo turno, dove troverà il portoghese Nuno Borges.
Il debutto ha lasciato qualche indicazione su ciò che dovrà migliorare nelle prossime giornate, soprattutto nella gestione degli scambi iniziali. Allo stesso tempo ha confermato una qualità che, negli ultimi mesi, è diventata il marchio di fabbrica di Sinner: anche quando il suo tennis non gira alla perfezione, riesce comunque a trovare il modo di vincere.