Chi vincerà il Mondiale 2026? Percentuali, numeri e calendario dei quarti

Il Mondiale si è fermato per un giorno, ma solo in campo. Fuori, invece, è iniziato il vero esercizio collettivo: provare a capire chi vincerà il Mondiale 2026, sapendo benissimo che il calcio farà di tutto per smentire ogni previsione.

Il calendario dei quarti di finale

Le semifinali sono in programma martedì 14 e mercoledì 15 luglio, mentre la finale si giocherà domenica 19 luglio alle 21:00 al New York New Jersey Stadium. La finale per il terzo posto è prevista sabato 18 luglio alle 23:00 al Miami Stadium. Ecco inveve il calendario dei quarti

Data Ora italiana Partita
Giovedì 9 luglio 22:00 Francia-Marocco
Venerdì 10 luglio 21:00 Spagna-Belgio
Sabato 11 luglio 23:00 Norvegia-Inghilterra
Domenica 12 luglio 03:00 Argentina-Svizzera

Le percentuali delle otto squadre rimaste

Sono percentuali indicative, costruite mettendo insieme rendimento, qualità della rosa, percorso, peso dei singoli e difficoltà del tabellone. Non sono una profezia. Anche perché, se il calcio fosse davvero prevedibile, probabilmente non lo guarderemmo con questa ostinazione.

Squadra Probabilità di vincere il Mondiale
Francia 24%
Argentina 21%
Spagna 18%
Inghilterra 13%
Belgio 9%
Marocco 7%
Norvegia 5%
Svizzera 3%

I numeri del torneo: gol fatti e gol subiti prima dei quarti

Il dato più forte è quello della Spagna: nove gol fatti e zero subiti considerando girone, sedicesimi e ottavi. Il tabellone conferma il successo spagnolo sul Portogallo di Cristiano Ronaldo (1-0) e l’approdo ai quarti contro il Belgio.

La Francia resta però la squadra più completa: aveva chiuso il girone con 10 gol fatti e 2 subiti, poi ha superato Svezia e Paraguay senza incassare reti nella fase a eliminazione diretta.

Squadra Gol fatti totali Gol subiti totali Nota
Francia 14 2 Miglior equilibrio tra attacco e difesa
Argentina 14 5 Attacco trascinato da Messi
Norvegia 13 9 Segna tanto, concede molto
Belgio 13 5 Esplosa agli ottavi contro gli USA
Inghilterra 11 5 Kane e Bellingham decisivi
Marocco 10 4 Solida, concreta, in crescita
Spagna 9 0 Difesa ancora imbattuta
Svizzera 9 3 Squadra meno appariscente, ma molto stabile

La classifica marcatori pesa sulle percentuali

Messi guida la classifica marcatori con 8 gol, davanti a Mbappé e Haaland, a 7. Kane è a quota 6, mentre Dembélé, Bellingham e Oyarzabal sono nel gruppo dei giocatori a 4 reti. Tra le otto rimaste ci sono quindi quasi tutti i bomber principali del torneo.

Questo cambia il modo di leggere i quarti. Non ci sono solo squadre forti: ci sono squadre forti con finalizzatori in stato di grazia. E in un Mondiale, spesso, la differenza tra una semifinale e un’eliminazione sta tutta lì.

Giocatore Nazionale Gol
Lionel Messi Argentina 8
Kylian Mbappé Francia 7
Erling Haaland Norvegia 7
Harry Kane Inghilterra 6
Ousmane Dembélé Francia 4
Jude Bellingham Inghilterra 4
Mikel Oyarzabal Spagna 4
Romelu Lukaku Belgio 3
Ismael Saibari Marocco 3
Johan Manzambi Svizzera 3

Francia, 24%: la favorita più completa

La Francia è la squadra che dà più garanzie. Non necessariamente quella che ha emozionato di più, ma quella che sembra avere più soluzioni. Ha chiuso il girone con 10 gol fatti e 2 subiti, poi ha vinto 3-0 contro la Svezia e 1-0 contro il Paraguay. Il totale dice 14 gol segnati e appena 2 incassati.

Il dato offensivo è impressionante, ma quello difensivo è forse ancora più importante. Nelle partite a eliminazione diretta la Francia non ha ancora subito gol. Questo significa che può vincere in più modi: dominando, gestendo, aspettando, ripartendo. Mbappé è a 7 gol e resta il volto tecnico ed emotivo della squadra. Dembélé, con 4 reti, aggiunge un’altra minaccia costante. Attorno a loro c’è una rosa profonda, abituata a questo livello e capace di sopportare la pressione.

Il quarto contro il Marocco, però, è una trappola perfetta. La Francia parte favorita, ma affronta una nazionale che ha già dimostrato di saper rendere scomoda qualsiasi partita. Per questo il 24% è alto, ma non altissimo. La Francia è davanti a tutte. Ma non è al sicuro.

Argentina, 21%: Messi sta riscrivendo ancora la storia

L’Argentina ha una cosa che nessun’altra squadra possiede: Lionel Messi in versione capocannoniere del torneo. Otto gol, leadership totale e un peso specifico enorme in ogni partita. Se il Mondiale fosse una narrazione, l’Argentina sarebbe probabilmente la storia più potente.

I numeri confermano la candidatura: 8 gol fatti e 1 subito nel girone, poi due vittorie complicate ma pesanti nella fase a eliminazione diretta, entrambe per 3-2 contro Capo Verde ed Egitto. Il totale sale così a 14 gol segnati e 5 subiti.

Il punto forte è evidente: l’Argentina ha tanti modi per fare gol. Oltre a Messi, hanno segnato anche Enzo Fernández, Lo Celso, Lautaro Martínez, Lisandro Martínez e Cristian Romero.

Il punto debole è altrettanto chiaro: nelle ultime due partite ha concesso troppo. Vincere 3-2 è emozionante, ma in un quarto di finale può diventare pericoloso. Contro la Svizzera servirà più controllo, perché gli elvetici sono una squadra che vive proprio sugli errori altrui. L’Argentina non è la più solida. Però ha Messi, esperienza e una fame che sembra ancora intatta. Basta questo per tenerla al secondo posto.

Spagna, 18%: la squadra che non concede nulla

La Spagna è forse la candidata più elegante. Non ha il capocannoniere del torneo, non ha il rumore dell’Argentina e nemmeno la potenza fisica della Francia, ma ha un dato che pesa tantissimo: zero gol subiti.

Nel girone ha chiuso con 5 gol fatti e 0 incassati. Agli ottavi ha eliminato il Portogallo di Cristiano Ronaldo per 1-0. Nel complesso, il percorso racconta una squadra che controlla le partite, concede poco e ha una struttura chiara.

Oyarzabal, a quota 4 gol, è il riferimento offensivo più produttivo. Ma la vera forza spagnola è collettiva: possesso, occupazione degli spazi, pressione dopo la perdita del pallone, gestione del ritmo.

Il quarto contro il Belgio dirà molto. Perché il Belgio arriva da un 4-1 agli Stati Uniti e ha trovato gol da De Ketelaere, Vanaken e Lukaku.

La Spagna ha il vantaggio della solidità, ma dovrà dimostrare di poter reggere anche contro una squadra più verticale e più fisica. Se supera questo esame, la sua percentuale può salire molto.

Inghilterra, 13%: talento enorme, pressione ancora più grande

L’Inghilterra resta una delle grandi candidate, ma anche una delle più difficili da decifrare. Ha chiuso il girone al primo posto con 6 gol fatti e 2 subiti, poi ha eliminato la Repubblica Democratica del Congo 2-1 e il Messico 3-2. Il totale è 11 gol segnati e 5 incassati. Il reparto offensivo è di altissimo livello. Kane è a 6 gol, Bellingham a 4. Due giocatori diversi, ma complementari: il primo dà profondità, finalizzazione e presenza in area; il secondo rompe le linee, attacca lo spazio e pesa nei momenti decisivi.

La domanda, come sempre, è psicologica. L’Inghilterra ha abbastanza talento per vincere il Mondiale, ma deve gestire la pressione di una nazionale che da decenni convive con il peso della propria storia. Contro la Norvegia sarà una partita particolare. Da una parte la rosa più completa, dall’altra il centravanti più dominante del torneo insieme a Messi e Mbappé. L’Inghilterra è favorita nel quarto, ma non può permettersi distrazioni.

Belgio, 9%: la mina vagante più pericolosa

Il Belgio è partito più lentamente rispetto ad altre favorite, ma agli ottavi ha mandato un segnale forte: 4-1 agli Stati Uniti, con doppietta di De Ketelaere e gol di Vanaken e Lukaku. Nel girone aveva chiuso al primo posto con 6 gol fatti e 2 subiti. Poi ha battuto il Senegal 3-2 nei sedicesimi e gli Stati Uniti 4-1 negli ottavi. Il totale complessivo dice 13 gol fatti e 5 subiti.

È una nazionale che ha tanti marcatori: Lukaku è a 3, De Ketelaere, Tielemans e Trossard sono a 2. Questo rende il Belgio meno dipendente da un singolo rispetto ad altre squadre. Il problema è il tabellone. Per arrivare in semifinale deve battere la Spagna, cioè la squadra che finora non ha ancora subito gol. E per vincere il Mondiale dovrebbe poi presumibilmente affrontare un’altra big. Il Belgio non è la favorita. Ma è la squadra che può rovinare il torneo a chiunque.

Marocco, 7%: non è più una sorpresa

Il Marocco non va più trattato come una favola. Dopo il 2022 e dopo questo percorso, è una realtà stabile del calcio mondiale. Nel girone ha chiuso al secondo posto, poi ha eliminato l’Olanda ai rigori e ha battuto il Canada 3-0.

Il totale è molto interessante: 10 gol fatti e 4 subiti. Non è solo una squadra difensiva. È una nazionale che sa colpire, ha fisicità, qualità e una struttura tattica riconoscibile. Tra i marcatori spiccano Ismael Saibari con 3 gol, Azzedine Ounahi e Soufiane Rahimi con 2. Anche Hakimi ha segnato nel torneo, confermando il suo peso da leader tecnico e simbolico. In caso di pareggio il Marocco può contare su Bounou, il re dei rigori già decisivo al Mondiale 2026.

Il quarto contro la Francia è durissimo, ma anche emotivamente enorme. Il Marocco ha già dimostrato di saper vivere partite di questo tipo senza complessi. Non parte favorito, ma è probabilmente la squadra che più di tutte può trasformare un quarto di finale in una battaglia mentale.

Norvegia, 5%: Haaland cambia tutto

La Norvegia ha il dato più sbilanciato tra le otto rimaste: 13 gol fatti e 9 subiti. È una squadra che segna tanto, ma concede molto. Questo la rende meno affidabile rispetto alle grandi favorite, ma anche estremamente pericolosa.

Nel girone aveva chiuso seconda dietro la Francia, poi ha eliminato la Costa d’Avorio e il Brasile per 2-1, con una doppietta di Haaland nell’ottavo. Battere il Brasile ha cambiato completamente la percezione della sua corsa mondiale.

Il motivo principale si chiama Erling Haaland. Sette gol, presenza totale, capacità di segnare in ogni modo. È il giocatore che può spostare da solo una partita. E in un’eliminazione diretta questo pesa più di qualsiasi statistica collettiva. La Norvegia ha il 5% perché per vincere il Mondiale dovrebbe probabilmente battere Inghilterra, Argentina o Svizzera, e poi un’altra tra Francia, Spagna, Belgio o Marocco. Un percorso enorme. Però una cosa è certa: nessuno vuole davvero affrontare Haaland in questo momento.

Svizzera, 3%: la più sottovalutata

La Svizzera è la meno spettacolare delle otto, ma non la meno credibile. Ha chiuso il girone al primo posto, poi ha battuto l’Algeria 2-0 e ha eliminato la Colombia ai rigori dopo lo 0-0 degli ottavi. Il totale è di 9 gol fatti e 3 subiti. Numeri molto solidi. Non ha la potenza offensiva della Francia, il genio dell’Argentina o il centravanti della Norvegia, ma ha organizzazione, disciplina e una grande capacità di restare dentro le partite.

Il successo sulla Colombia ha riportato la Svizzera ai quarti di finale mondiali per la prima volta da oltre 70 anni, con un contributo decisivo del portiere Gregor Kobel nella lotteria dei rigori. Contro l’Argentina parte sfavorita. Ma se c’è una squadra capace di trasformare una partita teoricamente sbilanciata in una gara sporca, chiusa e nervosa, quella è la Svizzera.

Quindi, chi vincerà il Mondiale?

La risposta razionale dice Francia. La risposta narrativa dice Argentina. La risposta tattica dice Spagna. La risposta emotiva dice Inghilterra. La risposta folle dice Norvegia, perché Haaland può rendere improvvisamente possibile anche ciò che non lo sembrava.

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