Argentina e Inghilterra tornano a sfidarsi sul palcoscenico più importante del calcio mondiale. La semifinale del Mondiale 2026 (mercoledì 15 luglio alle 21:00) non è soltanto una partita tra due grandi nazionali: rappresenta il nuovo capitolo di una rivalità costruita nell’arco di sessant’anni, fatta di episodi controversi, campioni leggendari e sfide rimaste nella memoria degli appassionati. Ogni incrocio tra Albiceleste e Three Lions ha lasciato un segno nella storia dei Mondiali, trasformando questo confronto in uno dei più attesi del torneo.
Argentina-Inghilterra ai Mondiali
Il primo round e il controverso precedente del 1966
La rivalità tra Argentina e Inghilterra esplose ai Mondiali del 1966. Nei quarti di finale disputati a Wembley, gli inglesi vinsero 1-0 grazie a un gol di Geoff Hurst, ma il risultato passò quasi in secondo piano rispetto alle polemiche arbitrali.
Il capitano argentino Antonio Rattín fu espulso dall’arbitro tedesco Rudolf Kreitlein dopo una lunga serie di proteste. Rattín rimase per diversi minuti sul terreno di gioco rifiutandosi di uscire, sostenendo di non aver compreso le motivazioni dell’espulsione. Al termine della partita il commissario tecnico inglese Alf Ramsey impedì ai suoi giocatori di scambiarsi la maglia con gli avversari, definendo gli argentini “animali”. Da quel momento il rapporto tra le due nazionali cambiò per sempre.
Il 1986: la Mano de Dios e il Gol del Secolo
Vent’anni più tardi arrivò la partita che trasformò questa rivalità in una leggenda. Nei quarti di finale del Mondiale messicano, disputati pochi anni dopo la guerra delle Falkland (Las Malvinas per gli argentini), Diego Armando Maradona firmò una delle prestazioni più celebri della storia del calcio.
Prima segnò la discussissima “Mano de Dios”, con un tocco di mano non visto dall’arbitro. Pochi minuti dopo realizzò quello che molti considerano ancora oggi il gol più bello di sempre, partendo dalla propria metà campo e superando mezza squadra inglese prima di battere Peter Shilton.
L’Argentina vinse 2-1 e conquistò poi il titolo mondiale, mentre quella sfida divenne il simbolo della rivalità tra le due nazionali.
Il rosso a Beckham nel 1998
Al Mondiale di Francia 1998 le due squadre si ritrovarono negli ottavi di finale. Fu una gara spettacolare, terminata 2-2 dopo tempi supplementari e decisa ai calci di rigore. L’episodio destinato a fare storia fu però l’espulsione di David Beckham. Il centrocampista inglese reagì a una provocazione di Diego Simeone con un leggero fallo di reazione che gli costò il cartellino rosso. L’Argentina sfruttò la superiorità numerica e si impose ai rigori, mentre Beckham divenne per mesi il bersaglio delle critiche dei tifosi inglesi.
La rivincita inglese nel 2002
La risposta dell’Inghilterra arrivò quattro anni più tardi. Nel Mondiale disputato tra Corea del Sud e Giappone, le due nazionali si affrontarono nella fase a gironi. A decidere la partita fu un calcio di rigore trasformato proprio da David Beckham, che trovò così la propria rivincita personale dopo il dramma sportivo del 1998. L’1-0 contribuì anche all’eliminazione dell’Argentina già al termine della fase a gruppi, una delle sorprese più clamorose di quel torneo.
La semifinale del 2026 riaccende la rivalità unica
Sono trascorsi ventiquattro anni dall’ultimo incrocio mondiale. Nel frattempo il calcio è cambiato, così come i protagonisti, ma il fascino della sfida è rimasto intatto. L’Argentina si presentata tra le favorite per vincere il Mondiale 2026 arriva alla semifinale da campione del mondo in carica e continua a inseguire il secondo titolo consecutivo. L’Inghilterra, invece, sogna di interrompere un digiuno che dura dal 1966 e di tornare a giocare una finale mondiale.
Alla vigilia della partita il commissario tecnico Lionel Scaloni ha invitato tutti a vivere l’incontro esclusivamente come un evento sportivo, sottolineando che “è una partita di calcio e niente di più”. Parole che testimoniano la volontà di lasciare il passato alla storia, anche se ogni nuovo Argentina-Inghilterra continua inevitabilmente a riportare alla mente alcuni degli episodi più iconici della Coppa del Mondo.