Guida completa al salto con l’asta per chi lo segue solo in TV durante Olimpiadi, Mondiali o grandi meeting: tentativi, salti nulli, criteri di parità, jump-off e i record del mondo aggiornati di Armand Duplantis e Yelena Isinbayeva.
Il salto con l’asta è una delle discipline più spettacolari dell’atletica leggera, ma anche una di quelle che possono risultare meno immediate per chi la guarda soltanto durante Olimpiadi, Mondiali o grandi meeting internazionali. L’obiettivo sembra semplice: utilizzare un’asta per superare un’asticella posta il più in alto possibile senza farla cadere. Dietro ogni gara, però, esistono regole precise che vale la pena conoscere per godersi davvero lo spettacolo.
Quanti tentativi ha un atleta? Perché alcuni saltatori decidono di non affrontare una misura? Cosa significano le X e le O che compaiono nella grafica televisiva? E cosa succede quando due atleti terminano la gara alla stessa altezza? Ecco come funziona il salto con l’asta, dalle regole fondamentali fino ai criteri utilizzati per stabilire la classifica, con in fondo tutti i record del mondo aggiornati.
Come funziona il salto con l'asta
Il principio fondamentale è semplice: l’atleta deve superare un’asticella orizzontale posta a una determinata altezza, utilizzando un’asta per trasformare la velocità della rincorsa nella spinta necessaria a salire verso l’alto.
Il gesto tecnico si divide in diverse fasi. L’atleta prende velocità lungo la pedana, inserisce l’estremità dell’asta nell’apposita cassetta di imbucata e sfrutta la flessione dell’attrezzo per sollevarsi. A quel punto ruota il corpo, supera l’asticella e termina il salto sul grande materasso di caduta. A differenza del salto in lungo, quindi, non conta la distanza raggiunta: vince chi supera l’altezza maggiore
Quanti tentativi ha un atleta nel salto con l'asta?
Proprio come accade per il lancio del martello questa è una delle regole fondamentali per comprendere una gara di salto con l’asta. Ogni atleta può effettuare fino a tre tentativi per superare una determinata altezza. Non è però obbligatorio utilizzarli tutti sulla stessa misura.
Un saltatore può, per esempio, fallire il primo tentativo a 5,70 metri e decidere di non effettuare gli altri due. Può quindi conservare i tentativi rimasti e utilizzarli alla misura successiva. La regola decisiva è un’altra: tre errori consecutivi determinano l’eliminazione, indipendentemente dall’altezza alla quale sono stati commessi. Gli errori possono quindi essere distribuiti su misure differenti.
Perché gli atleti possono passare una misura?
Nel salto con l’asta non è necessario affrontare ogni altezza proposta durante la competizione. Una volta stabilita la misura iniziale, l’asticella viene progressivamente alzata secondo gli incrementi previsti dalla gara. Ogni atleta può scegliere a quale altezza entrare in competizione e successivamente può decidere di passare una misura: è una scelta tattica.
Un atleta particolarmente forte può, ad esempio, evitare le altezze iniziali per risparmiare energie. Oppure può rinunciare ai tentativi rimasti su una misura già sbagliata e provare direttamente quella successiva. Passare una misura, però, non cancella gli errori precedenti. Se un atleta ha già commesso due nulli consecutivi e decide di salire alla misura seguente, avrà un solo tentativo a disposizione prima dell’eliminazione.
Quando un salto con l'asta è nullo?
Il caso più facile da riconoscere è la caduta dell’asticella. Se il passaggio dell’atleta provoca la sua caduta dai supporti, il tentativo è nullo.
Non è però l’unica situazione possibile. Un tentativo viene considerato fallito anche quando l’atleta:
- non supera l’asticella
- tocca il terreno o la zona di caduta oltre il piano verticale della parte superiore della cassetta senza aver prima superato la barra;
- durante il salto, stabilizza o riposiziona deliberatamente l’asticella con le mani.
- Esiste inoltre un tempo massimo entro il quale iniziare il tentativo: superarlo comporta un nullo.
Se l'asticella si muove ma non cade?
È una delle scene più frequenti nelle grandi competizioni: l’atleta sfiora l’asticella, questa oscilla vistosamente sui supporti, ma alla fine rimane al proprio posto. Il salto è valido.
Non importa quindi che l’atleta tocchi l’asticella durante il passaggio: ciò che conta è che non cada a causa della sua azione. Può capitare che l’atleta sia già sul materasso mentre l’asticella continua a oscillare: finché resta sui supporti, il salto viene considerato riuscito.
Cosa significano O, X e – nel salto con l'asta?
Durante una gara, nelle grafiche televisive e nelle classifiche ufficiali compaiono frequentemente tre simboli:
O = salto riuscito
X = salto fallito
– = misura o tentativo passato
Una sequenza come XO, per esempio, significa che l’atleta ha sbagliato il primo tentativo e superato l’altezza al secondo. XXO indica invece una misura superata al terzo e ultimo tentativo. Il trattino non indica un errore: significa semplicemente che l’atleta ha deciso di non effettuare il salto previsto.
Questi simboli diventano particolarmente importanti quando due o più atleti raggiungono la stessa altezza, perché il numero di errori può determinare la posizione finale.
Cosa succede dopo tre errori consecutivi?
La gara di un atleta termina quando accumula tre tentativi falliti consecutivi, che non devono necessariamente arrivare alla stessa altezza. Immaginiamo che un atleta superi 5,70 metri e poi fallisca due volte 5,80. Può rinunciare al terzo tentativo e chiedere di affrontare 5,85. A quel punto, però, porta con sé i due errori precedenti: se sbaglia anche a 5,85, raggiunge tre nulli consecutivi ed è eliminato. Se invece supera 5,85, la serie di errori consecutivi viene interrotta e l’atleta torna ad avere fino a tre tentativi per le altezze successive.
Come si decide il vincitore in caso di parità?
Due atleti possono terminare la competizione avendo superato esattamente la stessa altezza. In questo caso entrano in gioco gli errori. Il primo criterio considera il numero di tentativi utilizzati per superare l’ultima altezza raggiunta: ha la precedenza chi l’ha superata con meno tentativi. Se la parità rimane, viene considerato il numero complessivo di errori commessi durante la gara fino all’ultima altezza superata compresa.
Un atleta che supera 5,90 al primo tentativo sarà quindi davanti a chi raggiunge la stessa altezza al secondo.
Cos'è il jump-off nel salto con l'asta?
Se dopo l’applicazione dei criteri precedenti due o più atleti restano in parità per il primo posto, può essere necessario uno spareggio, chiamato comunemente jump-off.
Gli atleti effettuano un tentativo alla volta. Se tutti superano la misura, l’asticella viene alzata; se tutti sbagliano, viene abbassata secondo gli incrementi previsti. Si continua fino a quando uno degli atleti supera una misura e l’altro o gli altri la falliscono. Lo spareggio riguarda quindi soltanto la vittoria: per le altre posizioni può essere mantenuta una situazione di parità.
Quanto è lunga e come è fatta l'asta?
A differenza di quanto si potrebbe pensare, non esiste un’unica lunghezza obbligatoria dell’asta. Gli atleti possono utilizzare attrezzi differenti in base alle proprie caratteristiche fisiche e tecniche. Le aste moderne sono generalmente realizzate con materiali compositi, come fibra di vetro e fibra di carbonio, che permettono all’attrezzo di flettersi durante il salto e di restituire parte dell’energia accumulata. Anche rigidità e caratteristiche dell’asta vengono scelte in funzione del saltatore.
L’asta non funziona quindi come una semplice leva rigida. Durante la rincorsa viene caricata di energia attraverso la velocità dell’atleta, si piega nella fase di stacco e successivamente torna verso la propria forma originaria, contribuendo alla spinta verso l’alto.
L'asta può rompersi durante un salto?
Sì, anche se con le moderne attrezzature si tratta di un evento relativamente raro. La rottura dell’asta durante l’esecuzione non viene considerata automaticamente un errore dell’atleta: il regolamento prevede che il saltatore possa effettuare nuovamente il tentativo. È una distinzione importante, perché l’atleta non viene penalizzato per il cedimento dell’attrezzo.
Quanto è alta l'asticella?
Non esiste un’altezza fissa. La competizione parte da una misura stabilita e l’asticella viene progressivamente alzata durante la gara. Gli atleti comunicano la misura dalla quale intendono iniziare e possono successivamente decidere di affrontare o passare le altezze proposte.
Per questo motivo, nelle prime fasi è normale vedere alcuni concorrenti già in pedana mentre i favoriti attendono misure più elevate prima di effettuare il proprio primo salto.
Quando rimane un solo atleta in gara, quest’ultimo può generalmente decidere insieme agli ufficiali le altezze successive che intende tentare. È ciò che permette, per esempio, di richiedere direttamente una misura utile a migliorare un record.
Perché un atleta continua a saltare dopo aver già vinto?
Può accadere che tutti gli avversari siano stati eliminati mentre il leader ha ancora la possibilità di proseguire. La vittoria è già matematica, ma la gara del saltatore non deve necessariamente terminare: l’atleta può continuare ad alzare l’asticella per migliorare il proprio risultato personale, stabilire un record nazionale, di competizione, continentale o tentare il record del mondo.
È proprio per questo che alcune delle gare più spettacolari continuano anche quando il nome del vincitore è già conosciuto — come accade spesso con Armand Duplantis, che una volta vinta la gara alza l’asticella oltre il proprio record.
I record del mondo del salto con l'asta
Il salto con l’asta ha prodotto alcuni dei più grandi protagonisti della storia dell’atletica leggera.
Record maschile: lo svedese Armand “Mondo” Duplantis è il riferimento assoluto dell’era moderna. Il 12 marzo 2026, all’evento indoor di Uppsala, in Svezia, ha portato il record del mondo a 6,31 metri, migliorando di un centimetro il proprio primato precedente e firmando il suo 15° record mondiale in carriera. La sua progressione, iniziata l’8 febbraio 2020 con 6,17 m a Torun, è proseguita per anni centimetro dopo centimetro, rendendolo l’unico uomo ad aver mai superato i 6,30 metri.
Record femminile outdoor: appartiene ancora alla russa Yelena Isinbayeva, capace di volare a 5,06 metri il 28 agosto 2009 a Zurigo. Il primato, tuttora imbattuto a distanza di oltre 15 anni, arrivò appena undici giorni dopo un’inattesa eliminazione ai Mondiali di Berlino: Isinbayeva è stata la prima donna della storia a superare la barriera dei 5 metri, il 22 luglio 2005. Record femminile indoor: è invece dell’americana Jennifer Suhr, che nel gennaio 2016 salì a 5,03 metri in un meeting a Brockport, New York.
I primati possono naturalmente essere aggiornati nel corso delle stagioni: per le misure più recenti è sempre opportuno consultare le classifiche ufficiali di World Athletics.
Curiosità sul salto con l'asta
Dal bambù alla fibra di carbonio. Fino agli anni ’50 le aste erano rigide, realizzate in legno o bambù, e non permettevano la flessione che oggi consente ai saltatori di superare i 6 metri. L’introduzione della fibra di vetro, e successivamente della fibra di carbonio, ha rivoluzionato la disciplina.
Il salto con l’asta femminile è arrivato tardi alle Olimpiadi. È diventato disciplina olimpica solo a Sydney 2000, molto dopo la versione maschile, presente fin dai Giochi del 1896.
La “barriera psicologica”. Come i 6 metri per gli uomini, i 5 metri per le donne hanno rappresentato per anni un muro quasi invalicabile, abbattuto per la prima volta proprio da Isinbayeva nel 2005.
Duplantis punta ancora più in alto. Lo svedese ha dichiarato pubblicamente di ritenere raggiungibile, nei prossimi anni, la misura simbolica di 6,40 metri.
Non tutte le aste sono uguali. Gli atleti di alto livello viaggiano spesso con diverse aste di lunghezza, rigidità e peso differenti, da scegliere in base alle condizioni di vento, alla pedana e alla propria condizione fisica del giorno.
Perché il salto con l'asta è una disciplina così complessa?
Correre velocemente non basta, e nemmeno essere semplicemente capaci di saltare molto in alto. Il salto con l’asta combina velocità, forza, coordinazione, tecnica e controllo del corpo.
La rincorsa deve permettere di accumulare velocità senza compromettere la precisione dell’imbucata. Lo stacco deve avvenire nel momento corretto e il saltatore deve successivamente controllare una sequenza di movimenti estremamente rapida mentre viene proiettato diversi metri sopra il terreno.
A tutto questo si aggiunge la componente tattica: decidere quando entrare in gara, quando passare una misura e quando conservare un tentativo per l’altezza successiva può diventare determinante tanto quanto la prestazione tecnica.