Il lancio del martello è tra le discipline più spettacolari dell’atletica leggera: l’atleta deve scagliare il più lontano possibile una sfera metallica collegata tramite un cavo d’acciaio a un’impugnatura, dopo averla fatta ruotare a grande velocità all’interno di una pedana circolare. Vince chi realizza il lancio valido più lungo, misurato dal punto in cui la testa del martello tocca per prima il terreno.
A rendere difficile questa specialità non è solo la forza: il lanciatore deve accelerare progressivamente un attrezzo pesante restando in perfetto equilibrio dentro uno spazio ridottissimo, la pedana, che ha un diametro interno di appena 2,135 metri.
La tecnica del lancio del martello
Quanto pesa il martello nell'atletica
Il peso dell’attrezzo cambia tra uomini e donne. Nelle gare senior maschili il martello deve pesare tra 7,260 e 7,285 kg (la misura di riferimento è 7,26 kg, pari a 16 libbre), mentre in campo femminile il peso è compreso tra 4 e 4,025 kg.
Il martello moderno non ha nulla a che vedere con l’attrezzo da lavoro a cui il nome fa pensare: è composto da tre elementi — una testa metallica di forma perfettamente sferica, un cavo d’acciaio e un’impugnatura che l’atleta tiene con entrambe le mani.
Le dimensioni regolamentari del martello
Anche le misure dell’attrezzo sono fissate dal regolamento World Athletics. La lunghezza complessiva, dalla testa all’impugnatura, deve essere compresa tra 117,5 e 121,5 cm per gli uomini e tra 116 e 119,5 cm per le donne, con un cavo d’acciaio di almeno 3 mm di diametro che non deve allungarsi durante il lancio.
Questa lunghezza è decisiva per capire il gesto tecnico: il martello ruota a distanza considerevole dal corpo dell’atleta, raggiungendo velocità molto elevate nell’istante prima del rilascio.
La tecnica: come si esegue il lancio del martello
Il gesto può sembrare caotico a chi lo osserva per la prima volta, ma ogni fase ha una funzione precisa. L’atleta parte con il martello alle spalle o lateralmente, lo mette in movimento con alcune oscillazioni preliminari e avvia poi le rotazioni vere e proprie: normalmente tre o quattro giri completi all’interno della pedana, mantenendo sempre entrambe le mani sull’impugnatura. Nell’ultima fase il lanciatore raggiunge la velocità massima e rilascia l’attrezzo, proiettandolo verso il settore di caduta.
Perché i martellisti ruotano su se stessi
È la domanda che si pongono quasi tutti guardando la specialità per la prima volta: le rotazioni servono a costruire progressivamente la velocità del martello prima del rilascio. Non basta essere forti — servono coordinazione, ritmo ed equilibrio, perché il lanciatore deve usare gambe, bacino e busto per accelerare l’attrezzo senza sbilanciarsi né uscire dalla pedana. Un po’ come accade con i punteggi nei tuffi anche un solo errore in una rotazione può compromettere l’intero lancio.
A cosa serve la gabbia di protezione
Attorno alla pedana è sempre presente una gabbia a forma di U, alta tra 7 e 10 metri, con la funzione di proteggere pubblico, giudici e altri atleti da un eventuale lancio sbagliato: una sfera di oltre 7 kg lanciata a grande velocità, per decine di metri, rappresenta un rischio concreto se non contenuta. La gabbia non ha alcun ruolo nella validità del lancio: è puramente un dispositivo di sicurezza.
Quando un lancio del martello è nullo
Capita spesso, guardando una gara in tv, di vedere un lancio apparentemente buono trasformarsi in un nullo. I casi più comuni sono due: l’atleta esce dalla pedana in modo irregolare durante l’esecuzione o nella fase di uscita, oppure la testa del martello atterra fuori dal settore di caduta valido. In entrambi i casi il tentativo non viene misurato.
Come si misura la distanza del lancio
La distanza non si calcola dal centro della pedana, ma dal segno lasciato dal primo contatto della testa del martello con il terreno fino al bordo interno del cerchio di lancio, lungo una linea che passa idealmente per il centro della pedana. Nelle competizioni internazionali questa misurazione viene effettuata con sistemi elettronici di precisione.
Quanti tentativi ha ogni atleta
Nelle finali con più di otto concorrenti, tutti gli atleti dispongono inizialmente di tre lanci. Al termine del terzo turno viene stilata una classifica provvisoria e i migliori otto accedono a ulteriori tre tentativi, per un totale massimo di sei lanci a testa. Ai fini della classifica conta esclusivamente il miglior lancio valido di ciascun atleta, non la media dei tentativi.
In caso di parità tra due concorrenti, si guarda il secondo miglior lancio di entrambi; se anche questo coincide, si passa al terzo e così via, fino a quando la parità non viene sciolta.
Perché si chiama "lancio del martello"
Il nome affonda le radici in tradizioni molto antiche. World Athletics fa risalire l’origine della disciplina alle competizioni irlandesi e alla leggenda dell’eroe Cú Chulainn, che secondo il mito scagliò a grande distanza una ruota di carro durante i Tailteann Games. Nel tempo l’attrezzo si è trasformato fino alla forma attuale, ma il nome “hammer” (martello) è rimasto.
Il lancio del martello alle Olimpiadi
La versione maschile è una delle discipline storiche dell’atletica olimpica, presente fin dai Giochi di Parigi 1900. La versione femminile ha dovuto invece attendere un secolo: ha debuttato solo a Sydney 2000. Da allora è stabilmente presente in tutti i grandi appuntamenti internazionali, dalle Olimpiadi ai Mondiali fino agli Europei.
I record mondiali del lancio del martello
Il record maschile è uno dei primati più longevi dell’intera atletica: appartiene al sovietico Yuriy Sedykh, che il 30 agosto 1986 a Stoccarda lanciò a 86,74 metri, una misura che resiste da quarant’anni.
Il record femminile è della polacca Anita Włodarczyk, che il 28 agosto 2016 a Varsavia raggiunse 82,98 metri — primato tuttora imbattuto e migliorato da lei stessa più volte nel corso della carriera.
Lancio del martello vs lancio del disco: le differenze
Le due discipline appartengono entrambe ai concorsi di lancio, ma presentano differenze sostanziali. Il disco maschile pesa 2 kg contro i 7,26 kg del martello e si impugna con una sola mano, anziché con entrambe. Cambia anche la pedana: 2,50 metri di diametro per il disco contro i 2,135 metri del martello. Nel disco, inoltre, l’aerodinamica dell’attrezzo in fase di volo ha un peso molto maggiore sulla prestazione finale.
Lancio del martello In sintesi: regole, peso e come funziona
Il martello pesa 7,26 kg per gli uomini e 4 kg per le donne, la pedana misura 2,135 metri di diametro e vince chi realizza il lancio valido più lungo. Le rotazioni servono a costruire progressivamente velocità prima del rilascio, mentre il lancio viene annullato in caso di irregolarità nella pedana o di atterraggio fuori dal settore previsto. Dietro un gesto che dura pochi secondi si nasconde una delle combinazioni più complesse di forza, velocità ed equilibrio di tutta l’atletica leggera.