Roberto Mancini è il nuovo CT dell’Italia: torna l’uomo di Wembley per rilanciare gli Azzurri

La Nazionale italiana riparte da Roberto Mancini. Il presidente della FIGC Giovanni Malagò ha ufficializzato il ritorno del tecnico di Jesi sulla panchina azzurra al termine del Consiglio Federale, ponendo fine a giorni di indiscrezioni e trattative. Dopo il tramonto della candidatura di Andrea Pirlo e le dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo da Club Italia, la Federazione ha deciso di affidarsi all’uomo che nel 2021 riportò gli Azzurri sul tetto d’Europa con il trionfo agli Europei di Wembley.

Roberto Mancini

Vitalii Vitleo / Shutterstock.com

Per Mancini si tratta di un ritorno tanto prestigioso quanto impegnativo. La sua prima esperienza da commissario tecnico aveva restituito entusiasmo a tutto il movimento calcistico italiano, ma si era conclusa nell’estate del 2023 con un addio improvviso che aveva lasciato profonde ferite tra tifosi e dirigenti. Oggi dopo aver valutate le alternative Conte e Baldini la FIGC ha scelto di guardare avanti, convinta che sia proprio lui l’uomo giusto per aprire un nuovo ciclo.

 

Dall'Europeo di Wembley al ritorno in azzurro

Quando Roberto Mancini accettò l’incarico nel maggio del 2018, l’Italia era reduce dall’eliminazione ai playoff per il Mondiale, uno dei momenti più difficili della propria storia calcistica. In pochi anni riuscì però a trasformare completamente la Nazionale, costruendo un gruppo unito, valorizzando giovani talenti e proponendo un calcio offensivo e moderno.

Il punto più alto del suo percorso arrivò l’11 luglio 2021, quando l’Italia conquistò l’Europeo battendo l’Inghilterra ai calci di rigore nella finale di Wembley. Quel successo rappresentò il coronamento di un progetto tecnico che aveva riportato entusiasmo nel Paese e restituito prestigio internazionale agli Azzurri.

Durante il suo primo mandato arrivò anche un altro traguardo storico: la Nazionale stabilì il record mondiale di 37 partite consecutive senza sconfitte, una striscia che certificò la qualità del lavoro svolto dal commissario tecnico e dal suo staff.

È proprio quel ricordo ad aver spinto la FIGC a richiamarlo in un momento delicato per il calcio italiano.

Le polemiche per l'addio del 2023

Il ritorno di Mancini non cancella quanto accaduto tre anni fa. Nell’agosto del 2023 il tecnico rassegnò improvvisamente le dimissioni da commissario tecnico, sorprendendo la Federazione e i tifosi. Pochi giorni dopo arrivò l’accordo con la Nazionale dell’Arabia Saudita, una scelta che generò numerose polemiche e incrinò il rapporto con parte dell’ambiente azzurro.

Da allora molto è cambiato. L’avventura saudita si è conclusa e la FIGC ha attraversato una lunga fase di riorganizzazione culminata con l’elezione di Giovanni Malagò alla presidenza. La scelta di riportare Mancini testimonia la volontà di privilegiare le competenze tecniche e l’esperienza maturata sulla panchina della Nazionale rispetto alle incomprensioni del passato.

Adesso sarà il campo a stabilire se questo secondo matrimonio saprà replicare i successi del primo.

L'ossatura azzurra: i giocatori da cui riparte Mancini

Tra i pali il leader resta Gianluigi Donnarumma. Il portiere del Manchester City è ormai uno dei punti di riferimento dello spogliatoio e continuerà a essere una certezza per la Nazionale. Davanti a lui Alessandro Bastoni è chiamato a guidare il reparto difensivo grazie alla sua personalità e alla capacità di impostare l’azione, mentre Riccardo Calafiori si è ormai affermato come uno dei difensori più completi del panorama europeo. Di Marco e Palestra danno corsa e qualità sulle fasce.

A centrocampo il punto fermo è Sandro Tonali. Qualità, intensità e leadership fanno del centrocampista uno dei simboli della nuova Italia, insieme a Nicolò Barella, ancora nel pieno della maturità calcistica. Attorno a loro Mancini potrà costruire una squadra competitiva.

Qualche interrogativo in più riguarda invece l’attacco. Sarà probabilmente il reparto su cui il commissario tecnico dovrà lavorare maggiormente, individuando gli interpreti più adatti per restituire peso offensivo a una Nazionale che negli ultimi anni ha spesso faticato a trovare continuità sotto porta.

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