La Nazionale italiana è arrivata a un altro bivio. Dopo il tramonto della candidatura di Andrea Pirlo e le clamorose dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo, la FIGC è chiamata a scegliere il commissario tecnico che dovrà inaugurare un nuovo ciclo. L’obiettivo è chiaro: restituire credibilità agli Azzurri dopo il terzo Mondiale consecutivo mancato e riportare l’Italia ai vertici del calcio internazionale.
Nelle ultime ore il quadro si è ristretto sensibilmente. Le suggestioni internazionali sembrano ormai archiviate e, salvo sorprese, la corsa porta soprattutto a due nomi: Roberto Mancini e Antonio Conte.
Roberto Mancini
Roberto Mancini è il favorito per la panchina azzurra
Secondo le indiscrezioni più autorevoli, come un mese fa Roberto Mancini è oggi il candidato con maggiori possibilità di tornare alla guida della Nazionale. Il suo nome è da tempo il preferito del presidente federale Giovanni Malagò e, dopo gli ultimi sviluppi, la sua posizione si è ulteriormente rafforzata.
L’ex CT conosce perfettamente l’ambiente azzurro. Nel suo precedente mandato ha conquistato l’Europeo del 2021, rilanciando una Nazionale che sembrava aver perso identità dopo la mancata qualificazione al Mondiale del 2018. Il successivo addio aveva però lasciato più di una polemica e un eventuale ritorno rappresenterebbe una scelta destinata a dividere tifosi e addetti ai lavori.
Lo stesso Mancini, nei giorni scorsi, ha dichiarato di non aver ancora ricevuto alcun contatto diretto dalla FIGC, pur ribadendo come la panchina della Nazionale sia un incarico che affascina qualsiasi allenatore italiano.
Antonio Conte resta l'alternativa più autorevole
Alle spalle di Mancini continua a esserci Antonio Conte, altro ex commissario tecnico con un curriculum che non ha bisogno di presentazioni.
Il suo nome è sostenuto da una parte del mondo del calcio italiano e viene considerato il profilo ideale per ricostruire rapidamente competitività e mentalità vincente. Tuttavia, allo stato attuale, non risultano contatti ufficiali tra la FIGC e l’allenatore salentino. Per questo motivo Conte resta sullo sfondo, pur rappresentando una delle opzioni più prestigiose a disposizione della federazione.
L’eventuale scelta di Conte significherebbe puntare su un tecnico abituato a ottenere risultati nel breve periodo, capace di dare subito un’identità precisa alle proprie squadre.
Guardiola e Ancelotti sono stati solo una suggestione
Prima che la corsa si restringesse ai profili italiani, la FIGC aveva provato a sondare anche alcune piste di livello internazionale. Paolo Maldini aveva confermato pubblicamente che erano stati avviati contatti prima con Carlo Ancelotti e successivamente con Pep Guardiola, nella speranza di convincere uno dei due allenatori più vincenti della loro generazione.
Entrambe le operazioni, però, non sono mai decollate: Ancelotti ha scelto di proseguire il proprio percorso alla guida del Brasile, mentre Guardiola ha declinato l’offerta italiana. Quelle piste, oggi, sembrano definitivamente chiuse.
Il caso Pirlo ha cambiato gli equilibri
La situazione si è complicata ulteriormente dopo il fallimento della candidatura di Andrea Pirlo. L’ex centrocampista era il profilo scelto da Paolo Maldini per avviare il nuovo progetto tecnico della Nazionale, ma la vicenda legata ai suoi rapporti commerciali con una società di scommesse russa ha provocato forti tensioni interne alla federazione.
Il risultato è stato il passo indietro di Pirlo e, poche ore più tardi, anche quello dello stesso Maldini e del suo advisor Leonardo. Le loro dimissioni hanno cambiato completamente lo scenario, riportando in primo piano candidature già note come quelle di Mancini e Conte.
La scelta può arrivare nelle prossime ore
Il Consiglio Federale convocato per oggi rappresenta uno snodo fondamentale per il futuro della Nazionale. Giovanni Malagò punta ad arrivare all’appuntamento con il nome del nuovo commissario tecnico o, quantomeno, con una decisione ormai definita.
Dopo settimane di indiscrezioni, tentativi e colpi di scena, la FIGC sembra finalmente vicina alla scelta. Roberto Mancini parte in vantaggio, Antonio Conte resta l’alternativa più credibile. Qualunque sarà la decisione finale, il nuovo CT avrà il compito più difficile degli ultimi decenni: ricostruire una Nazionale reduce da una delle fasi più complicate della sua storia recente.