Tadej Pogacar, reduce dal suo quinto Tour de France, ha ufficializzato la partecipazione alla Vuelta di Spagna 2026, in programma dal 22 agosto al 13 settembre. Per lo sloveno si tratta del ritorno sulle strade iberiche dopo il debutto del 2019, e dell’occasione per completare la collezione dei tre Grandi Giri.
Tadej Pogačar
Pogacar alla Vuelta: arriva l'annuncio ufficiale
Sette anni dopo il suo esordio tra i professionisti, Tadej Pogacar torna sulle strade della Vuelta di Spagna. Ad annunciarlo è stata direttamente la sua squadra, la UAE Team Emirates-XRG, con un post diventato immediatamente virale tra gli appassionati di ciclismo: “È vero, è tornato”. Una conferma attesa da settimane, arrivata pochi giorni dopo la quinta vittoria dello sloveno al Tour de France, e destinata a cambiare gli equilibri dell’ultimo grande appuntamento stagionale del calendario World Tour.
Il ritorno alle origini, sette anni dopo
Per il ventisettenne di Klanec, la Vuelta rappresenta un capitolo particolare della carriera. Fu proprio la corsa spagnola, nel 2019, a segnare il suo debutto assoluto in un Grande Giro: un esordio da separato in casa, coronato da tre vittorie di tappa in montagna e da un sorprendente terzo posto in classifica generale, alle spalle del connazionale Primoz Roglic e dello spagnolo Alejandro Valverde. Da allora Pogacar non aveva più affrontato la Vuelta, preferendo di stagione in stagione concentrarsi su Tour de France e Giro d’Italia, così come sui Mondiali, di cui è campione in carica dal 2024.
Lo stesso corridore ha commentato con entusiasmo la scelta di tornare in Spagna, ricordando quanto quella prima esperienza fosse rimasta impressa nella sua memoria e sottolineando l’affetto che lo lega al paese iberico, sia dal punto di vista sportivo che personale. Il ritorno arriva in un momento in cui la sua condizione fisica sembra ai massimi livelli storici, dopo un Tour de France dominato con margini di vantaggio impressionanti sugli inseguitori.
Un obiettivo che vale la storia del ciclismo
La posta in palio, del resto, non è banale. La Vuelta è infatti l’unico dei tre Grandi Giri che manca ancora al palmarès di Pogacar, già vincitore del Giro d’Italia nel 2024. Un successo a Madrid, anzi a Granada, dove quest’anno la corsa si concluderà, lo farebbe entrare in un club ristrettissimo: quello dei corridori capaci di vincere Giro, Tour e Vuelta nel corso della carriera. Prima di lui ci sono riusciti appena otto uomini nella storia del ciclismo, a partire da Jacques Anquetil negli anni Sessanta, passando per Felice Gimondi ed Eddy Merckx, fino ad arrivare, più recentemente, a Jonas Vingegaard, che ha completato la propria collezione conquistando proprio il Giro d’Italia nel 2026.
Sarebbe la ciliegina su una stagione già straordinaria per lo sloveno, che con il quinto Tour de France ha eguagliato uno dei record più prestigiosi della disciplina e che, in caso di doppietta Tour-Vuelta nello stesso anno, entrerebbe in una cerchia ancora più ristretta di campioni capaci di un’impresa del genere.
Il percorso: da Monaco ad Andalusia, evitando Madrid
L’ottantunesima edizione della Vuelta scatterà il 22 agosto da Monaco, città in cui peraltro lo stesso Pogacar risiede, con una cronometro individuale d’apertura. Da lì il gruppo attraverserà il territorio francese e l’Andorra prima di entrare in Spagna, risalendo verso nord per poi scendere fino in Andalusia, dove il 13 settembre, dopo tre settimane di corsa, è prevista l’arrivo conclusivo a Granada. Un tracciato che quest’anno eviterà la capitale Madrid, storica sede del traguardo finale, per disegnare un itinerario giudicato tra i più duri delle ultime edizioni: sette arrivi in salita, due cronometro individuali e circa 3.300 chilometri complessivi di gara, per un dislivello che sfiora i 58.000 metri.
La squadra al fianco del capitano
Per affrontare un impegno di questa portata, la UAE Team Emirates-XRG ha già svelato la formazione che affiancherà Pogacar in terra spagnola. Al suo fianco correrà Joao Almeida, altro protagonista delle corse a tappe internazionali, insieme a Jay Vine, Pavel Sivakov, Pablo Torres, Kevin Vermaerke, Domen Novak e Ivo Oliveira: un gruppo equilibrato, capace di garantire supporto su ogni tipo di terreno, dalle tappe di montagna alle frazioni più mosse.