L’unico vero problema di Tadej Pogačar è che sta rendendo eccezionale ciò che, nel suo caso, sembra ormai normale. Attacca da lontano, stacca gli avversari sulle montagne e vince tappe come se avesse fretta di tornare in albergo. Al Tour de France 2026 lo sloveno è nuovamente in maglia gialla e il sogno del quinto trionfo a Parigi appare sempre più concreto.
Tadej Pogačar
Pogačar guida il Tour de France 2026
Il primo giorno di riposo arriva con Pogačar saldamente al comando della classifica generale. Dopo nove tappe, il capitano dell’UAE Team Emirates-XRG precede Jonas Vingegaard di 2 minuti e 42 secondi. Isaac Del Toro è terzo a 3 minuti e 27 secondi, mentre Remco Evenepoel occupa la quarta posizione con un ritardo di 3 minuti e 30 secondi.
Il momento decisivo della prima parte del Tour è arrivato nella sesta tappa. Sul Col du Tourmalet, Pogačar ha attaccato e ha completato una cavalcata solitaria di oltre 40 chilometri, infliggendo un distacco pesante a Vingegaard. Quel successo gli ha permesso di riprendersi la maglia gialla e di chiarire subito quali siano le gerarchie della corsa. Le successive frazioni non hanno modificato la situazione. Al termine della nona tappa, vinta da Mathieu van der Poel, lo sloveno ha conservato senza difficoltà il primato.
Il quinto Tour vale un posto nella storia
Pogačar ha già vinto quattro edizioni della Grande Boucle e nel 2026 insegue il quinto successo. Raggiungere questo traguardo significherebbe eguagliare il record condiviso da Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain. Non si tratta soltanto di aggiungere un’altra maglia gialla alla collezione. Vincere cinque Tour prima dei 28 anni rafforzerebbe inevitabilmente il paragone con Merckx, il corridore che più di ogni altro ha rappresentato il concetto di dominio nel ciclismo.
Pogačar, inoltre, non costruisce le proprie vittorie limitandosi a controllare la classifica. Cerca i successi di tappa, attacca anche quando potrebbe amministrare e partecipa durante l’anno alle grandi classiche. È proprio questa capacità di essere protagonista su terreni differenti a renderlo un corridore difficile da confrontare con i campioni delle generazioni più recenti.
Le vittorie di tappa continuano ad aumentare
Con i successi ottenuti nella prima settimana del Tour 2026, Pogačar ha raggiunto quota 22 vittorie di tappa alla Grande Boucle. Un dato ancora distante dal primato assoluto di Mark Cavendish, ma destinato a crescere considerando l’età dello sloveno e la sua capacità di vincere in salita, nelle cronometro e negli arrivi adatti agli uomini di classifica.
La vittoria sul Tourmalet ha rappresentato anche la 56ª giornata della sua carriera in maglia gialla. Un altro numero che racconta la continuità di un corridore salito per la prima volta sul podio di Parigi nel 2020 e rimasto da allora sempre al centro della corsa. Il suo palmarès al Tour è già straordinario. Eppure, a giudicare dal ritmo con cui continua ad accumulare successi, potrebbe essere ancora lontano dalla versione definitiva.
Vingegaard può ancora riaprire il Tour?
Un vantaggio di 2 minuti e 42 secondi dopo nove tappe è importante, ma non sufficiente per considerare chiuso il Tour. Le salite decisive devono ancora arrivare e Jonas Vingegaard resta l’avversario più credibile. Il danese ha già dimostrato in passato di poter battere Pogačar sulle tre settimane. Ha vinto il Tour nel 2022 e nel 2023 e conosce bene la necessità di sfruttare le tappe più dure per mettere in difficoltà lo sloveno. Nel primo vero confronto in montagna del 2026, però, la differenza è stata evidente.
Vingegaard dovrà cambiare il copione della corsa. Attendere gli ultimi chilometri potrebbe non bastare. Serviranno una strategia aggressiva, il sostegno della squadra e almeno una giornata negativa della maglia gialla.
Una squadra costruita per controllare la corsa
Il dominio di Pogačar non dipende soltanto dalle sue qualità individuali. L’UAE Team Emirates-XRG ha mostrato una superiorità evidente anche come squadra. Isaac Del Toro occupa la terza posizione della classifica generale, mentre il lavoro dei compagni ha permesso allo sloveno di impostare il proprio attacco sul Tourmalet nel momento ideale. La presenza di più corridori nelle prime posizioni consente inoltre alla formazione emiratina di controllare le fughe e rispondere alle mosse della Visma-Lease a Bike. Per gli avversari il problema diventa doppio: isolare Pogačar e, successivamente, trovare le energie per staccarlo.
Pogačar come Merckx? Il confronto resta aperto
Definire Pogačar il più grande corridore di sempre sarebbe ancora prematuro. Merckx ha costruito una carriera difficilmente replicabile per numero e varietà di successi. Anche Hinault, Indurain e gli altri vincitori di cinque Tour appartengono a epoche e contesti molto differenti. Tuttavia, il confronto non appare più esagerato. Pogačar ha già conquistato quattro Tour, accumulato oltre venti vittorie di tappa e dimostrato di poter dominare anche fuori dalle grandi corse a tappe.
Il Tour de France 2026 potrebbe aggiungere l’argomento più pesante. Se arriverà a Parigi in maglia gialla, lo sloveno entrerà ufficialmente nel ristretto gruppo dei cinque volte vincitori. A quel punto la domanda non sarà più se possa essere accostato ai più grandi, ma quanto ancora possa avvicinarsi ai loro record. La corsa non è terminata e Vingegaard non può essere considerato battuto. Per ora, però, il Tour racconta una storia chiara: tutti stanno provando a vincere, ma