Perché Valentino Rossi ascoltava Vasco prima delle gare? La playlist del Dottore

Il venerdì poteva esserci Jovanotti. Il sabato magari Cesare Cremonini o Bob Marley. Ma quando arrivava la domenica, per Valentino Rossi la scelta diventava molto più semplice: era il giorno di Vasco.

Tra i tanti rituali che hanno accompagnato il nove volte campione del mondo durante la sua lunghissima carriera, quello musicale è forse uno dei meno conosciuti. Rossi non era il pilota che arrivava sulla griglia di partenza con le cuffie ancora nelle orecchie. La musica entrava in scena prima, durante quelle ore nelle quali ogni gesto della domenica seguiva abitudini consolidate negli anni. E Vasco Rossi era diventato parte di quel percorso verso la gara.

Lo ha raccontato Valentino stesso nel 2023, durante TavulliaVale. Nel weekend ascoltava un po’ di tutto e non seguiva una playlist precisa. La domenica, invece, c’era un’eccezione: il disco Siamo solo noi di Vasco Rossi, consumato a forza di ascoltarlo negli anni delle corse.

Valentino Rossi

Rainer Herhaus / Shutterstock.com

La domenica era di Vasco

Il rapporto tra Valentino e la musica racconta qualcosa anche della sua famosa scaramanzia. Rossi ha spiegato più volte il meccanismo alla base dei suoi rituali: quando un Gran Premio finiva bene cercava di ricordare cosa avesse fatto prima della gara e tendeva a ripeterlo la volta successiva. Con il passare delle stagioni, le abitudini erano diventate così numerose da coinvolgere persino il modo di preparare la valigia o scegliere cosa indossare.

La musica rientrava in questo sistema. Non esisteva però una colonna sonora immutabile per l’intero weekend. Rossi ascoltava Jovanotti, Cremonini, Bob Marley e molti altri artisti, lasciando spazio a gusti e momenti differenti. Quando arrivava il giorno della gara, la libertà diminuiva: Vasco diventava il riferimento.

È un dettaglio interessante perché distingue Valentino da molti piloti delle generazioni successive. Nessun isolamento totale dietro un paio di cuffie pochi secondi prima del via. La musica – come accade oggi per Charles Leclerc serviva nella fase precedente, quando bisognava entrare progressivamente nella domenica di gara.

“Siamo solo noi”, il disco consumato da Valentino

Nel racconto fatto a Tavullia nel 2023, Rossi ha indicato con precisione il disco associato alle sue domeniche: “Siamo solo noi”, quarto album di Vasco, pubblicato nel 1981. Valentino ha raccontato di averlo ascoltato talmente tante volte nei weekend di gara da averlo praticamente “consumato”. E ha aggiunto un particolare importante: Vasco era al corrente di questa abitudine.

Non bisogna quindi trasformare il racconto in una leggenda troppo perfetta sostenendo che Rossi ascoltasse sempre e soltanto l’omonima Siamo solo noi immediatamente prima di salire sulla moto. Il ricordo di Valentino riguarda soprattutto il disco e il rito della domenica, mentre in altre interviste ha indicato album e brani differenti di Vasco associati alla preparazione.

Ed è proprio questa varietà a rendere più interessante la storia. Non c’era una canzone magica da ascoltare prima di accendere la Yamaha: c’era un artista che, anno dopo anno, era diventato parte dell’ambiente della gara.

Prima della Yamaha, Vasco

Nel 2020 Rossi raccontò a Sky Sport come trascorresse una domenica di Gran Premio. La routine cominciava molto prima dello spegnimento dei semafori: sveglia, colazione, doccia, preparazione per il warm-up e tutti quei piccoli passaggi che un pilota ripete per entrare nel ritmo della giornata.

Anche in quell’occasione il discorso arrivò alla musica. Valentino spiegò che nel corso del weekend preparava playlist differenti, mentre la domenica era dedicata a Vasco. In quel periodo ascoltava in particolare Fronte del palco.

La scelta ha anche un curioso legame geografico con la storia del cantante: Fronte del palco documenta la stagione dei grandi concerti di Vasco tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, compreso lo storico approdo a San Siro del 1990.

Per Rossi, però, il significato era molto più personale. Vasco non era semplicemente uno degli artisti inseriti nella playlist: era quello riservato al giorno più importante.

Un amore musicale che viene da lontano

Per trovare le tracce del rapporto tra i due Rossi bisogna andare indietro ben prima delle ultime stagioni in MotoGP.

Nel 2009, quando Valentino aveva appena conquistato il suo nono titolo mondiale, pubblicò sul proprio sito ufficiale una selezione delle canzoni preferite. La prima era Gli spari sopra di Vasco Rossi. La Gazzetta dello Sport presentò la playlist sottolineando come Valentino non avesse mai nascosto quale fosse il suo cantante preferito.

La selezione è interessante perché permette di capire quanto fossero ampi i suoi gusti. Dopo Vasco arrivavano Back in Black degli AC/DC, Yellow dei Coldplay, Creep dei Radiohead, Teardrop dei Massive Attack e L.A. Woman dei Doors.

Rock italiano, hard rock, alternative, trip hop: difficile trovare un unico genere dominante. Eppure, in mezzo a una raccolta così eterogenea, il primo posto spettava ancora a Vasco.

La playlist di Valentino Rossi

Non esiste quindi una singola “playlist pre-gara” utilizzata dal Dottore per tutta la carriera. Possiamo però distinguere tra i brani che Valentino indicò tra i propri preferiti e la musica che lui stesso ha associato alle domeniche di gara.

Musica Artista Legame con Valentino
Siamo solo noi Vasco Rossi Disco delle domeniche di gara
Fronte del palco Vasco Rossi Ascoltato nelle domeniche di gara nel periodo raccontato nel 2020
Gli spari sopra Vasco Rossi Primo brano della playlist personale pubblicata nel 2009
Back in Black AC/DC Playlist personale
Yellow Coldplay Playlist personale
Creep Radiohead Playlist personale
Teardrop Massive Attack Playlist personale
L.A. Woman The Doors Playlist personale

 

A questi nomi vanno aggiunti Jovanotti, Cesare Cremonini e Bob Marley, tutti esplicitamente ricordati da Rossi parlando della musica che ascoltava nei weekend.

La differenza è importante: sarebbe facile prendere tutti questi brani e presentarli come la musica che Valentino ascoltava prima di partire. Le sue dichiarazioni raccontano invece qualcosa di più sfumato. Durante la settimana e nelle giornate di prove la selezione poteva cambiare; la vera costante arrivava la domenica.

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