Gli Spurs di Victor Wembanyama hanno fatto quello che pochissimi si aspettavano: sono entrati in casa dei campioni in carica, li hanno dominati per quasi tutta la partita e sono tornati in Texas con il pass per le Finals NBA. Il punteggio finale, 111-103, racconta solo in parte la storia di una serata che vale dodici anni di attesa. L’ultima volta che San Antonio aveva giocato per il titolo era il 2014, l’anno del capolavoro collettivo contro Miami, l’anno dell’addio lento ma inevitabile all’era Tim Duncan. Da allora, ricostruzione, pazienza, scouting, e infine il colpo del destino: Victor Wembanyama, scelto con la prima scelta assoluta nel 2023. Tre anni dopo, quel ragazzo è già alle Finals.
Gara 7: una partita dominata, non sofferta
San Antonio ha condotto le operazioni per oltre il 90% della partita, toccando un vantaggio di dodici punti a poco meno di quattro minuti dalla fine. Oklahoma City ha provato a riaprire i conti, avvicinandosi a sei lunghezze negli ultimi due minuti, ma non è bastato. La rimonta non è mai decollata, e il tabellone finale ha rispecchiato fedelmente il copione della serata. Shai Gilgeous-Alexander, due volte MVP in carica, non si è arreso: 35 punti, nove assist, quattro rimbalzi, tre palle rubate. Una prestazione monumentale nella partita più importante, resa però insufficiente dall’assenza pesantissima di Jalen Williams e Ajay Mitchell, entrambi fuori per infortunio. I Thunder si sono presentati all’appuntamento decisivo menomati, e San Antonio ne ha approfittato con la lucidità di chi sa come si gestisce la pressione.
Sette giocatori in doppia cifra: la forza del collettivo
La vera superiorità degli Spurs non sta nel singolo, ma nella profondità del roster. Contro Oklahoma City in Gara 7 sono stati sette i texani a raggiungere la doppia cifra di punti, una dimostrazione plastica di quanto questa squadra non dipenda esclusivamente dal suo fuoriclasse.
Julian Champagnie è stato il jolly della serata: 20 punti, di cui 18 arrivati dall’arco dei tre punti, un contributo imprevedibile e preziosissimo. Dylan Harper e Stephon Castle hanno disputato un’altra partita da veterani navigati, nonostante la giovane età, dimostrando che la stagione dei playoff non li ha intimoriti. Devin Vassell ha confermato la sua affidabilità nei momenti chiave, mentre De’Aaron Fox e Keldon Johnson — sesto uomo dell’anno nella regular season — hanno fornito quell’ingrediente che nei playoff fa spesso la differenza: l’esperienza.
Wembanyama: 22 anni e già MVP di serie
Victor Wembanyama non ha giocato la sua miglior partita dell’anno. Ventidué punti e sette rimbalzi sono numeri più che solidi, ma lontani dalle prestazioni stratosferiche che ha regalato in altri momenti di questi playoff. Eppure è stato nominato MVP della serie per un motivo preciso: nei sette giorni in cui si è deciso il futuro della franchigia, è stato lui il punto di riferimento tecnico, difensivo e mentale dell’intera squadra.
A 22 anni, alla prima partecipazione ai playoff della sua carriera, il centro francese ha già stabilito un primato storico: è il primo giocatore NBA a mettere insieme più di 15 triple e 15 stoppate in un’unica serie. Numeri che descrivono un giocatore che cambia la partita su entrambi i lati del campo, anche nelle notti in cui l’attacco non è scintillante. “Questo sentimento non riesco a spiegarlo”, ha detto Wembanyama a fine partita. Forse perché certi momenti si vivono, non si descrivono.
I New York Knicks aspettano: undici vittorie consecutive e fame di titolo
Mentre gli Spurs combattevano la loro battaglia in sette gare estenuanti, i New York Knicks hanno già fatto i bagagli da giorni. La franchigia della Grande Mela ha prima spazzato via i Philadelphia 76ers, poi ha rifilato lo stesso trattamento ai Cleveland Cavaliers: otto vittorie nelle ultime otto partite, un filotto che li ha portati alle Finals per la prima volta dal lontanissimo 1999 — quando, ironia della storia, a fermarli furono proprio gli Spurs di Tim Duncan.
Undici vittorie consecutive nei playoff, con un margine medio di 23.8 punti: New York ha dominato la Eastern Conference con una superiorità raramente vista. Jalen Brunson, MVP delle finali di Conference, ha viaggiato a 26.9 punti di media in questi playoff, guadagnandosi la leadership tecnica di un gruppo affamato di gloria. Karl-Anthony Towns ha aggiunto peso, talento e fisicità sotto canestro. Gli Spurs troveranno davanti una squadra riposata, fiduciosa e storica.
Appuntamento alle Finals: Gara 1 a San Antonio
Gara 1 delle Finals NBA 2026 è in programma mercoledì sera in Texas, con inizio previsto per le ore 2.30 di giovedì mattina in Italia. La serie si giocherà su ABC e ESPN App negli Stati Uniti. Per la franchigia di San Antonio è il momento di completare il cerchio: dodici anni dopo l’ultimo anello, con una squadra completamente diversa ma con lo stesso spirito vincente, gli Spurs si giocano la possibilità di scrivere un nuovo capitolo di storia.
L’era Wembanyama è cominciata. Manca solo la ciliegina.