Nel calcio il numero di maglia non è soltanto un dettaglio. Per alcuni club rappresenta un pezzo della propria storia, tanto da decidere di ritirarlo definitivamente in onore di un campione che ha lasciato un segno indelebile o, purtroppo, in memoria di un calciatore scomparso troppo presto. In questi casi nessun altro potrà più indossare quella maglia, trasformandola in un simbolo eterno.
Le maglie ritirate per meriti sportivi
Ritirare una maglia significa sottrarre definitivamente un numero alla rosa della prima squadra. È uno dei più alti riconoscimenti che una società possa concedere a un proprio calciatore e viene riservato a figure che hanno cambiato la storia del club o che hanno rappresentato un simbolo per intere generazioni di tifosi.
Non esiste un regolamento che obblighi una squadra a ritirare una maglia: la decisione è esclusivamente del club e, proprio per questo, ogni scelta assume un significato particolare.
Milan – Numero 3: Paolo Maldini
Il numero 3 di Paolo Maldini rappresenta una delle maglie più iconiche del calcio mondiale. Dopo oltre venticinque anni trascorsi in rossonero, il Milan ha deciso di ritirarlo nel 2009. Esiste però una particolarità: il club ha annunciato che il numero potrebbe tornare disponibile soltanto qualora uno dei figli di Paolo Maldini dovesse vestire la maglia della prima squadra.
Milan – Numero 6: Franco Baresi
Prima ancora di Maldini, il Milan aveva già ritirato il numero 6 di Franco Baresi. Bandiera rossonera, capitano e protagonista di una delle squadre più forti della storia del calcio, Baresi ha legato indissolubilmente il proprio nome a quel numero, che nessun altro ha più indossato. Franco Baresi leggenda del Milan e della Nazionale è ormai identificato con la frase “6 per sempre”
Inter – Numero 3: Giacinto Facchetti
L’Inter ha scelto di rendere eterno il numero 3 di Giacinto Facchetti dopo la sua scomparsa nel 2006. Capitano della Grande Inter e presidente del club, Facchetti è considerato uno dei più grandi terzini della storia del calcio e una figura simbolo del mondo nerazzurro.
Inter – Numero 4: Javier Zanetti
Accanto a Facchetti, l’Inter ha ritirato anche il 4 di Javier Zanetti, che ha giocato la sua ultima gara in nerazzurro con la scritta “4ever” sulla schiena. In diciannove stagioni con un’unica maglia, “il Trattore” ha collezionato più presenze di chiunque altro nella storia del club, diventandone anche il calciatore più vincente con 16 trofei.
Napoli – Numero 10: Diego Armando Maradona
Probabilmente è la maglia ritirata più famosa del calcio italiano. Dopo aver guidato il Napoli ai suoi primi due scudetti, Diego Armando Maradona è diventato un’icona assoluta della città. Nel 2000 il club ha deciso di ritirare ufficialmente il numero 10, un gesto che ha assunto un significato ancora più profondo dopo la scomparsa del campione argentino nel 2020, a cui è stato anche intitolato lo stadio partenopeo.
Cagliari – Numero 11: Gigi Riva
Il Cagliari ha ritirato l’11 di Gigi Riva, l’attaccante che rifiutò la Juventus per restare nella terra che lo aveva adottato. Un omaggio arrivato già prima della scomparsa del campione, a un numero che Riva, anche per motivi scaramantici, volle sempre indossare.
Brescia – Numero 10: Roberto Baggio
Anche il Brescia ha scelto di ritirare il numero 10 indossato da Roberto Baggio. Pur avendo disputato soltanto le ultime quattro stagioni della sua carriera in Lombardia, il Divin Codino ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del club.
Livorno – Numero 10: Igor Protti
Tra i casi più significativi c’è anche quello del Livorno, che ha ritirato il numero 10 di Igor Protti. Capocannoniere e autentica bandiera amaranto, Protti rappresenta ancora oggi uno dei giocatori più amati dalla tifoseria.
Sassuolo – Numero 4: Francesco Magnanelli
Uno dei ritiri più recenti: leggenda del club neroverde, con cui ha giocato dal 2005 al 2022 collezionando oltre 470 presenze, Francesco Magnanelli ha visto il suo 4 diventare un simbolo definitivo del Sassuolo.
Chievo Verona – Numero 31: Sergio Pellissier
Primatista di presenze del Chievo in Serie A e in tutte le competizioni, oltre che miglior marcatore del club nel massimo campionato con 112 reti, Sergio Pellissier ha visto la sua maglia ritirata nel maggio 2019, al momento del suo addio al calcio professionistico.
Genoa – Numero 7: Marco Rossi
Capitano rossoblù tra il 2003 e il 2013, Marco Rossi ha visto ritirato il proprio 7 nel 2014, un omaggio a un giocatore che si è sempre distinto per la generosità in campo e la capacità di adattarsi a qualsiasi ruolo.
Parma – Numero 6: Alessandro Lucarelli
Il difensore livornese, dopo essere sceso fino alla Serie D per amore dei colori crociati e aver riportato il Parma nella massima serie, ha ottenuto il ritiro del proprio numero 6 dopo la promozione in Serie A.
Le maglie ritirate in memoria di calciatori scomparsi
Diversi club italiani hanno scelto di ritirare una maglia non per celebrare una carriera, ma per onorare la memoria di un calciatore scomparso prematuramente, spesso in circostanze drammatiche.
Fiorentina e Cagliari – Numero 13: Davide Astori. La tragica scomparsa del capitano viola nel 2018 ha profondamente colpito tutto il calcio italiano. Entrambi i club in cui ha giocato, Fiorentina e Cagliari, hanno deciso di ritirare il suo numero.
Livorno e Vicenza – Numero 25: Piermario Morosini. Il centrocampista è morto nel 2012 in campo, durante una partita contro il Pescara. Entrambe le squadre in cui aveva militato hanno ritirato la sua maglia.
Brescia – Numero 13: Vittorio Mero. Scomparso a soli 27 anni in un incidente stradale, il suo numero è stato ritirato dal club lombardo.
Chievo Verona – Numero 30: Jason Mayelé. L’attaccante è morto a 26 anni in un incidente stradale; il club ha scelto di onorarne la memoria ritirando il suo numero.
Atalanta – Numero 14: Federico Pisani. L’attaccante cresciuto nel vivaio nerazzurro è scomparso a 23 anni in un incidente stradale, insieme alla fidanzata. Il club gli ha intitolato anche il centro sportivo di Zingonia e la Curva Nord dello stadio di Bergamo.
Bologna – Numero 27: Niccolò Galli. Figlio dell’ex portiere Giovanni Galli, il giovane difensore è morto a 17 anni in un incidente in motorino. Il suo numero, dopo il ritiro, è stato in seguito indossato da Fabio Quagliarella, suo compagno in nazionale giovanile.
Genoa – Numero 6: Gianluca Signorini. Storico capitano rossoblù e simbolo della lotta alla SLA, la malattia che lo ha portato via nel 2002, è ancora oggi ricordato come “il Capitano” dai tifosi genoani.
Vicenza – Numero 3: Giulio Savoini. Terzino biancorosso dal 1953 al 1966 e poi allenatore del club, anche il suo numero non viene più assegnato.
Pescara – Numero 4: Vincenzo Zucchini. Capitano biancazzurro dal 1973 al 1979, poi allenatore e team manager del club.
Cosenza – Numero 8: Donato Bergamini. Il club calabrese ha ritirato il suo numero nel 2017, mantenendo viva la memoria di un caso che ha avuto anche un lungo epilogo giudiziario.
Venezia – Numero 13: Marco Modolo. Il caso più recente: nell’aprile 2025 il club arancioneroverde ha ritirato la maglia di Modolo, che con 273 presenze ha scalato con la squadra tutte le categorie dalla Serie D alla A ed è oggi parte dello staff tecnico.
Perché la Juventus non ha mai ritirato una maglia?
Tra le grandi del calcio italiano c’è un’eccezione che colpisce. La Juventus, pur avendo avuto campioni come Gaetano Scirea, Roberto Baggio, Alessandro Del Piero, Gianluigi Buffon e Pavel Nedvěd, non ha mai ritirato ufficialmente alcun numero di maglia.
Nel corso degli anni il club ha preferito seguire una filosofia diversa: la storia deve continuare a vivere attraverso i giocatori che verranno. Alessandro Del Piero, parlando del numero 10, ha più volte espresso un concetto molto chiaro: quella maglia deve continuare a rappresentare un sogno per ogni bambino che sogna di giocare nella Juventus. Più che essere custodita in una teca, deve poter essere indossata da chi sarà capace di raccoglierne l’eredità.
È una visione opposta rispetto a quella di Milan, Inter, Napoli e di molti club di provincia, che hanno scelto invece di rendere eterni alcuni numeri simbolo.
Qual è la maglia ritirata più iconica?
È difficile stilare una classifica. Il numero 10 di Maradona rappresenta probabilmente il simbolo più conosciuto del calcio italiano, mentre il 3 di Maldini, il 6 di Baresi, il 3 di Facchetti e il 4 di Zanetti raccontano la storia di autentiche bandiere che hanno legato tutta la loro carriera a un’unica squadra.
Più che semplici numeri, queste maglie sono diventate patrimonio del calcio italiano. Ogni volta che un tifoso le osserva, non vede soltanto una cifra stampata sulla schiena, ma rivive imprese, trofei e campioni che hanno lasciato un’eredità destinata a non essere dimenticata — o, nei casi più dolorosi, il ricordo di chi non ha potuto scrivere fino in fondo la propria storia.
Le maglie "non ritirate", ma mai più utilizzate
Esistono anche situazioni particolari. L’esempio più famoso è quello della Roma con il numero 10 di Francesco Totti. Il club giallorosso non ha mai annunciato ufficialmente il ritiro della maglia, ma dalla stagione successiva all’addio del suo storico capitano nessun calciatore l’ha più indossata.
Una differenza importante, perché spesso si tende a confondere un numero non assegnato con una maglia ufficialmente ritirata.
Domande frequenti
Quali sono le maglie ritirate in Serie A?
Tra le principali ci sono il numero 3 di Paolo Maldini e il 6 di Franco Baresi (Milan), il numero 3 di Giacinto Facchetti e il 4 di Javier Zanetti (Inter), il numero 10 di Diego Armando Maradona (Napoli), il numero 11 di Gigi Riva (Cagliari), il numero 13 di Davide Astori (Fiorentina e Cagliari), il numero 10 di Roberto Baggio (Brescia) e il numero 10 di Igor Protti (Livorno). A questi si aggiungono numerosi tributi nelle categorie minori, spesso legati a calciatori scomparsi prematuramente.
La Juventus ha mai ritirato un numero di maglia?
No. La Juventus non ha mai ritirato ufficialmente alcun numero, preferendo mantenere la tradizione di lasciare disponibili tutte le maglie anche alle future generazioni.
Il numero 10 di Francesco Totti è stato ritirato?
No. La Roma non ha mai ritirato ufficialmente il numero 10, anche se dalla stagione successiva al ritiro di Totti nessun giocatore lo ha più indossato.
Perché le squadre ritirano una maglia?
Per rendere omaggio a un calciatore che ha scritto la storia del club, che rappresenta un simbolo indelebile per la società e i suoi tifosi, oppure per onorarne la memoria in caso di scomparsa prematura.