Franco Baresi è morto: addio alla leggenda del Milan e della Nazionale

Il calcio italiano piange una delle sue bandiere più pure. Franco Baresi si è spento nella notte a 66 anni, dopo una malattia affrontata con la stessa compostezza mostrata per un’intera carriera da capitano.

Franco Baresi

credit: Wikimedia Commons

La notizia del Milan "6 per sempre"

Il Milan ha annunciato questa mattina la scomparsa di Franco Baresi, storico difensore e capitano della squadra rossonera per quindici anni. Il club ha affidato l’addio a un messaggio diffuso sui social: “6 Per sempre Capitano”. Baresi aveva 66 anni ed era stato operato nel 2025 per l’asportazione di un nodulo polmonare, un intervento che sembrava aver superato senza complicazioni, tanto da tornare in tribuna a San Siro pochi mesi dopo, accolto da un lungo applauso.

La sua ultima apparizione pubblica risale a febbraio, quando portò la fiaccola olimpica a San Siro durante la cerimonia di apertura dei Giochi invernali di Milano-Cortina, insieme a un altro simbolo del calcio milanese, Beppe Bergomi.

Una carriera vissuta con un'unica maglia

Nato l’8 maggio 1960 a Travagliato, in provincia di Brescia, Baresi perse entrambi i genitori quando era ancora adolescente, un dolore che secondo chi lo ha conosciuto forgiò precocemente il suo carattere. Entrò giovanissimo nel settore giovanile del Milan ed esordì in Serie A il 23 aprile 1978, a soli diciassette anni. Da quel giorno non vestì mai un’altra maglia: 719 presenze ufficiali, un record di fedeltà che oggi appare quasi impossibile da ripetere nel calcio moderno.

Con il club rossonero vinse sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, due Supercoppe europee e quattro Supercoppe italiane. Fu però con l’arrivo di Arrigo Sacchi che Baresi trovò la sua dimensione definitiva: libero moderno, interprete perfetto della difesa a zona, capace di leggere il gioco con un secondo di anticipo sugli avversari. Più che un marcatore, era un regista arretrato, e per questo in Italia venne soprannominato “Kaiser Franz”, in omaggio a Franz Beckenbauer. Al ritiro, nel 1997, il Milan scelse di ritirare la sua maglia numero 6.

I colori della Nazionale

Anche in azzurro Baresi lasciò un segno indelebile. Vinse il Mondiale del 1982 senza mai scendere in campo, restando a bordo campo come giovane promessa in una squadra già stellare. Dodici anni dopo, nel 1994, fu invece protagonista assoluto: giocò la finale di Pasadena contro il Brasile, e l’immagine delle sue lacrime dopo il rigore decisivo sbagliato resta una delle più intense della storia del calcio italiano. Resta l‘unico giocatore ad aver conquistato un primo, un secondo e un terzo posto, conquistando spesso una maglia nella ideale migliore formazione dei mondiali che ha giocato .

Il cordoglio del mondo del calcio

Le reazioni alla notizia sono arrivate da ogni angolo del mondo del pallone. Paolo Maldini, che con Baresi formò per anni una delle difese più forti della storia del calcio, lo ha ricordato come il compagno più forte con cui abbia mai giocato. Anche club rivali, tra cui il Barcellona, hanno voluto rendere omaggio alla sua leadership e alla sua eleganza in campo. L’Inter, storica avversaria nel derby di Milano, ha sottolineato come Baresi abbia contribuito a scrivere la storia di una delle rivalità più sentite del calcio italiano.

Sky Sport ha dedicato alla sua memoria una programmazione speciale nel pomeriggio, a testimonianza di quanto la sua figura abbia superato i confini del tifo rossonero per diventare patrimonio collettivo del calcio italiano.

Un'eredità che resta

Dopo il ritiro, Baresi non si allontanò mai davvero dal Milan: fu allenatore del settore giovanile, ambasciatore del club e infine vicepresidente onorario. Una presenza costante, discreta ma centrale, che ha accompagnato il club anche nei momenti più difficili della sua storia recente.

Se n’è andato un uomo che ha interpretato il ruolo di capitano come pochi altri nella storia dello sport italiano: con la parola misurata, lo sguardo attento e un senso di appartenenza che andava oltre i trofei vinti. Il calcio italiano perde oggi uno dei suoi ultimi grandi libero, e il Milan perde per sempre il suo Capitano.

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