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Giro d’Italia 2026: le montagne svizzere attendono la Maglia Rosa Vingegaard

Il 25 maggio 2026 segna la terza e ultima giornata di riposo della 109ª edizione della Corsa Rosa. Jonas Vingegaard indossa la maglia rosa con 2’26” di vantaggio su Afonso Eulalio, ma la montagna non ha ancora detto la sua parola definitiva. Martedì si riparte da Bellinzona verso Carì, in Svizzera: 113 km esplosivi che potrebbero già rimescolare le carte.

Il Colle Delle Finestre

shutterstock/Mirko Macari

La situazione al Giro d'Italia: chi comanda e perché

Lunedì 25 maggio, la carovana del Giro d’Italia tira il fiato per l’ultima volta. Da domani non ci sarà più tregua: sei tappe, quasi tutte di montagna, decideranno chi alzerà il Trofeo Senza Fine a Roma il 31 maggio.

Jonas Vingegaard (Team Visma–Lease a Bike) è il padrone della corsa. Il danese ha conquistato la maglia rosa nella tappa 14 con arrivo a Pila, dove ha staccato tutti i rivali in solitaria — una delle prove di forza più convincenti viste su queste strade negli ultimi anni. Ieri, nella frazione pianeggiante da Voghera a Milano, la classifica non è cambiata: i tempi sono stati neutralizzati a 16 km dall’arrivo, e la vittoria di tappa è andata al norvegese Fredrik Dversnes Lavik (Uno-X), protagonista di una fuga a quattro che ha beffato i velocisti favoriti.

La classifica generale aggiornata al 25 maggio 2026

Al termine della quindicesima tappa, Jonas Vingegaard guida la classifica generale in 56:08:41, con Afonso Eulalio (Bahrain Victorious) a 2’26” e Felix Gall (Decathlon CMA CGM Team) a 2’50”. Seguono Thymen Arensman (Netcompany Ineos) a 3’03”, Jai Hindley (Red Bull–Bora–Hansgrohe) a 3’43” e Giulio Pellizzari (Red Bull–Bora–Hansgrohe) a 4’22”.

Una classifica che appare relativamente cristallizzata nei vertici, ma che potrebbe subire scosse telluriche già dalla prima tappa della settimana finale. La corsa non è ancora finita — e in montagna, certi margini si consumano in pochi chilometri.

La tappa 16: Bellinzona–Carì, il risveglio della montagna

Martedì si riparte da Bellinzona per la 16ª tappa, tutta in territorio svizzero: è una tappa corta, solo 116 km, ma molto impegnativa, che verrà decisa nei 12 km dell’intenso finale.

Bellinzona, capoluogo del Canton Ticino e patrimonio UNESCO con i suoi tre castelli medievali, è la porta ideale per aprire la settimana più dura della Corsa Rosa. Ma nessuno verrà qui per ammirare il paesaggio.

Dopo una prima parte in leggera salita, il percorso entra in un circuito di 22 km da ripetere due volte, caratterizzato da due salite in sequenza di cui la seconda — Leontica — è particolarmente impegnativa. Lasciato il circuito, si entra nella valle del San Gottardo con un avvicinamento sempre a salire fino a Faido, dove inizia la salita finale di 12 km.

La salita verso Carì è selettiva: 12 km di ascesa all’8% medio, con punte del 13% e 900 metri di dislivello. Sul percorso sono distribuite numerose salite di seconda e terza categoria che potrebbero favorire una fuga capace di arrivare fino in fondo, perché gli uomini di classifica dovrebbero tenersi al coperto fino agli ultimi chilometri.

Il fattore Red Bull KM: gli abbuoni che cambiano tutto

Una delle novità più interessanti di questa edizione — introdotta nel 2025 e confermata quest’anno — è il Red Bull KM, un traguardo intermedio che non assegna solo punti per la maglia ciclamino, ma veri e propri secondi di abbuono validi per la classifica generale. In quest’edizione i Red Bull KM sono stati collocati più vicini agli arrivi di tappa per amplificarne l’incidenza: chi transiterà per primo guadagnerà 6 secondi, 4 secondi al secondo classificato e 2 al terzo.

Con distacchi così ravvicinati in classifica, anche pochi secondi di abbuono potrebbero rivelarsi decisivi. Non sottovalutate questo dettaglio tattico: potrebbe essere il filo su cui si giocherà la lotta per il podio.

Il programma delle sei tappe decisive

La settimana finale è costruita per creare spettacolo e distruggere le gambe. Ecco cosa aspetta i corridori:

  • Martedì 26 maggio, tappa 16: Bellinzona–Carì, 113 km (quattro stelle).
  • Mercoledì 27 maggio, tappa 17: Cassano d’Adda–Andalo, 202 km (tre stelle).
  • Giovedì 28 maggio, tappa 18: Fai della Paganella–Pieve di Soligo, 171 km (due stelle).
  • Venerdì 29 maggio, tappa 19: Feltre–Alleghe/Piani di Pezzé, 151 km (cinque stelle).
  • Sabato 30 maggio, tappa 20: Gemona del Friuli–Piancavallo, 200 km (quattro stelle).
  • Domenica 31 maggio, tappa 21: arrivo a Roma.

È il programma più ambizioso della settimana finale degli ultimi anni. Due tappe da cinque stelle — la 19 e la 20 — potrebbero stravolgere tutto. La tappa 19 con arrivo ai Piani di Pezzé di Alleghe e il tappone finale verso Piancavallo sono i due momenti in cui ci si aspettano i colpi di scena più clamorosi.

Il completamento delle qualificazioni per sapere se anche Lucia Bronzetti riuscirà ad accedere al main draw.

Le ambizioni degli inseguitori: chi può ancora farcela?

Afonso Eulalio (Bahrain Victorious) è il più pericoloso degli sfidanti. A 2’26” da Vingegaard, il portoghese — che indossa anche la maglia bianca da miglior giovane — ha dimostrato di avere le gambe per salire con i migliori. La domanda è: ha il coraggio e l’esperienza per attaccare il danese nei prossimi giorni?

Felix Gall (Decathlon CMA CGM Team), austriaco cresciuto sulle Alpi, è di casa sui terreni che aspettano il gruppo nella prossima settimana. A 2’50” dalla maglia rosa, è forse il corridore più temibile in caso di giornata di grazia. Thymen Arensman (Netcompany Ineos), olandese dalla pedalata pulita, è a 3’03” e ha già dimostrato in passato di saper fare male in salita.

Giulio Pellizzari (Red Bull–Bora–Hansgrohe) è il miglior italiano in classifica, sesto a 4’22” dalla vetta. Per lui rimontare sul podio sembra matematicamente difficile, ma la corsa ha ancora abbastanza montagna per sorprendere tutti. Il giovane veneto è una delle rivelazioni di questo Giro e potrebbe togliersi ancora qualche soddisfazione.

Il quadro tattico: Vingegaard può gestire o deve rischiare?

La domanda delle prossime ore, nei bus delle squadre e nei briefing tecnici, è sempre la stessa: Vingegaard gestisce o attacca ancora? Con 2’26” di vantaggio su Eulalio — non una enormità, ma nemmeno una bazzecola — il danese ha margine per difendere. La Visma–Lease a Bike ha una squadra di lusso e la logica dice: non rischiare.

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