La quarta tappa del Giro d’Italia 2026, da Catanzaro a Cosenza, ha regalato all’Italia un nuovo leader della classifica generale: Giulio Ciccone, 31 anni, abruzzese della Lidl-Trek, indossa per la prima volta la maglia rosa grazie al terzo posto al traguardo e agli abbuoni conquistati al Red Bull Km. La tappa è stata vinta dall’ecuadoriano Jhonatan Narvaez (UAE), alla sua terza vittoria alla Corsa Rosa. La salita di Cozzo Tunno ha fatto saltare la maglia rosa uscente, l’uruguaiano Silva. Mercoledì 13 maggio la quinta tappa da Praia a Mare a Potenza (203 km) con la Montagna Grande di Viggiano a decidere i giochi: tappa da fuga ma anche possibile campo di battaglia tra i big, con Vingegaard a dieci secondi da Ciccone.
C’era attesa per questo momento. Dopo tre tappe in Bulgaria e il giorno di riposo, il Giro d’Italia 2026 tornava in Italia — e l’Italia ha risposto nel modo migliore. Spiaggia, sole, appassionati ai lati della strada, l’odore del Sud che accompagna la carovana rosa: la quarta tappa da Catanzaro a Cosenza di 138 km ha restituito alla corsa quella dimensione popolare e viscerale che solo il Meridione sa dare. E alla fine, su quel rettilineo finale al 3,7%, è arrivata la sorpresa più bella: dopo Diego Ulissi nel 2025, un italiano indossa di nuovo la maglia rosa.
La quarta tappa: Narvaez cala il tris, Ciccone sorprende tutti
La corsa si è messa in moto sulla salita di Cozzo Tunno, unico GPM di giornata ma sufficiente a ribaltare la classifica. Il ritmo forsennato imposto dalla Movistar ha fatto il lavoro sporco: i velocisti sono saltati uno dopo l’altro — compresi i ritiri di Kaden Groves e Arnaud De Lie — e la maglia rosa Guillermo Thomas Silva ha perso contatto inesorabilmente, chiudendo con oltre dieci minuti di distacco. Davanti restava un gruppo di circa quaranta corridori a giocarsela su un finale in costante ascesa.
Prima del traguardo, un episodio si è rivelato decisivo: il traguardo volante Red Bull Km ha trasformato la gara in un anticipo di sprint. I big si sono lanciati per gli abbuoni — sei secondi a Jan Christen, quattro a Giulio Pellizzari, due a Giulio Ciccone — secondi preziosi che avrebbero poi pesato sulla classifica generale come macigni.
Narvaez, il tris perfetto
Sul rettilineo finale, dopo un tentativo di fuga di Christen a due chilometri dall’arrivo — rimontato dalla UAE nel momento giusto — Jhonatan Narvaez ha esploso lo sprint che nessuno è riuscito a contenere. Terza vittoria al Giro per l’ecuadoriano della UAE Team Emirates-XRG, dopo Cesenatico 2020 e Torino 2024, quando indossò anche la maglia rosa battendo Pogacar nella volata a due. Secondo il venezuelano Orluis Aular (Movistar), terzo proprio Ciccone.
Il sogno di Ciccone: dieci anni per una maglia
Il sogno di Ciccone: dieci anni per una maglia
Con il terzo posto e i quattro secondi di abbuono all’arrivo — sommati ai due del Red Bull Km — Giulio Ciccone si è trovato in cima alla classifica quasi senza rendersene conto. O forse, dopo dieci anni, se lo aspettava da qualche parte dentro di sé.
L’abruzzese della Lidl-Trek, 31 anni – tanti anni passati da generoso gregario nel ciclismo – aveva già indossato la maglia gialla per due giorni al Tour de France 2019. Al Giro era stato grande protagonista — tre tappe vinte, maglia azzurra di miglior scalatore nel 2019, classifica della montagna al Tour 2023, secondo alla Liegi-Bastogne-Liegi 2025 alle spalle solo di Pogacar — ma il simbolo del primato alla Corsa Rosa era rimasto un sogno.
Le sue parole al traguardo raccontano tutto: “Ho iniziato da bambino con questa maglia nel cuore. Il mio sogno da corridore era indossarla anche solo per un giorno. Penso di averla inseguita col cuore e con la testa dal mio primo Giro nel 2016. A distanza di dieci anni, quando meno me lo aspettavo, è arrivata all’improvviso.”
Un corridore che aveva scelto per questo Giro di puntare alle tappe piuttosto che alla classifica generale. La maglia rosa è arrivata lo stesso — e dopodomani la carovana arriverà in Abruzzo, la sua terra, per la tappa del Blockhaus.
La classifica generale dopo la quarta tappa
Vingegaard è undicesimo a dieci secondi. In un Giro dove ogni abbuono conta, nessuno può permettersi di dormire.
| Pos. | Corridore | Team | Distacco |
|---|---|---|---|
| 1 | Giulio Ciccone | Lidl-Trek | — |
| 2 | Jan Christen | UAE Team Emirates-XRG | +4″ |
| 3 | Florian Stork | Tudor Pro Cycling Team | +4″ |
| 4 | Egan Bernal | Netcompany Ineos | +4″ |
| 5 | Thymen Arensman | Netcompany Ineos | +6″ |
| 6 | Giulio Pellizzari | Red Bull – Bora – Hansgrohe | +6″ |
| 7 | Lennert Van Eetvelt | Lotto Intermarché | +10″ |
| 8 | Enric Mas | Movistar Team | +10″ |
| 9 | Markel Beloki | EF Education – EasyPost | +10″ |
| 10 | Jan Hirt | NSN Cycling Team | +10″ |
Quinta tappa: da Praia a Mare a Potenza, 203 km senza respiro
Mercoledì 13 maggio la corsa si sposta in Basilicata per una delle tappe più insidiose di questa prima settimana. Da Praia a Mare a Potenza sono 203 chilometri in cui la pianura è quasi un miraggio: saliscendi continui, strade che si arrampicano verso l’entroterra e un finale che spezza le gambe. La Montagna Grande di Viggiano è la salita che decide tutto, un’ascesa dura che potrebbe scompaginare ancora una volta la classifica e aprire la strada agli attacchi da lontano.
Il percorso del Giro d’Italia 2026 è ancora lungo e non si può escludere che proprio la Montagna Grande di Viggiano diventi il teatro di un primo confronto vero tra i candidati alla maglia rosa finale. Jonas Vingegaard è undicesimo a dieci secondi e ha già dimostrato nella quarta tappa di avere le gambe per stare con i migliori — era quarto al sprint del Red Bull Km, lanciato da Campenaerts. Accanto a lui, da tenere d’occhio, Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora-Hansgrohe), Jan Christen (UAE), Lennert Van Eetvelt (Lotto Intermarché) e Egan Bernal (Ineos), tutti a meno di dieci secondi dal leader.
Dove vedere la quinta tappa: orari tv e streaming
Partenza: Praia a Mare, ore 12:15 — Km 0: ore 12:25 Arrivo previsto: ore 17:00 circa
RAI (in chiaro) La copertura inizia su Rai Sport HD con Giro Mattina alle 10:45, seguita dalla Prima Diretta fino alle 14:00. Dalle 14:00 la corsa si trasferisce su Rai 2 con Giro in Diretta fino alle 16:15 e Giro all’Arrivo a seguire fino al traguardo. Immediatamente dopo, il Processo alla Tappa di circa 45 minuti. In serata, su Rai Sport HD, il TGiro alle 20:00 e la replica notturna Ri-Giro alle 00:00.
Eurosport e streaming La quinta tappa del Giro d’Italia è trasmessa in diretta integrale anche su Eurosport, con streaming disponibile su Discovery+ e HBO Max.