Il Giro d’Italia 2026 lascia le montagne bagnate di pioggia della quinta tappa e torna sul litorale campano, con quella leggerezza nel pedalare che solo le tappe di pianura sanno regalare. La sesta frazione, giovedì 14 maggio, porta la Corsa Rosa da Paestum a Napoli in 142 chilometri quasi interamente pianeggianti — un invito aperto per i velocisti, dopo due giorni in cui le ruote veloci hanno guardato sfilare gli altri.
Ma c’è un dettaglio che rende questa tappa diversa dalle classiche frazioni piatte: l’arrivo. Per la quinta volta consecutivaNapoli accoglie il Giro d’Italia, ma per la prima volta lo fa in una location che vale da sola il viaggio. Il traguardo non sarà sul Lungomare Caracciolo, palcoscenico delle edizioni precedenti, ma nel cuore simbolico della città: il pavé di Piazza del Plebiscito, davanti al Palazzo Reale. Un finale che cambia la natura della tappa e che potrebbe riservare più di una sorpresa.
La quinta tappa: la favola di Eulalio e la pioggia che riscrive tutto
Prima di guardare avanti, bisogna fermarsi un istante sulla quinta tappa — perché quello che è successo tra Praia a Mare e Potenza merita di essere raccontato.
Duecentotre chilometri, 4.100 metri di dislivello, pioggia incessante e temperature atipiche per maggio. Le squadre dei velocisti e dei big della classifica hanno deciso di non rischiare, lasciando andare una fuga già al ventesimo chilometro. Tra gli attaccanti si è trovato Afonso Eulalio, 24 anni, portoghese della Bahrain-Victorious, che ha cavalcato la fuga fino in fondo sotto la regia esperta di Damiano Caruso — 38 anni, ultimo italiano sul podio del Giro, secondo nel 2021, che in questa edizione sta dimostrando di avere ancora molto da dare.
Sul finale in leggera salita di Potenza, Eulalio stava per portare a casa anche la vittoria di tappa, ma è stato rimontato all’ultimo chilometro da Igor Arrieta, 23 anni, spagnolo della UAE Team Emirates-XRG — figlio di Josè Luis Arrieta, storico gregario di Miguel Indurain alla Banesto. Arrieta era caduto a 2,5 km dall’arrivo, aveva ancora 12 secondi di distacco, eppure ha trovato le energie per rimontare e alzare le braccia. Eulalio ha chiuso secondo conquistando la maglia rosa.
Il gruppo dei big — Ciccone, Vingegaard, Pellizzari — è arrivato con oltre sette minuti di distacco. In una giornata così, con quel meteo e quelle strade viscide, nessuno ha voluto rischiare. Scelta comprensibile, ma il prezzo è stato salato: la classifica generale ora ha un aspetto completamente diverso.
La nuova classifica generale
I favoriti per la classifica finale sono tutti oltre i sei minuti dal leader. La verità arriverà venerdì, sul Blockhaus: lì si capirà davvero chi può vincere questo Giro.
| Pos. | Corridore | Team | Distacco |
|---|---|---|---|
| 1 | Afonso Eulalio | Bahrain Victorious | — |
| 2 | Igor Arrieta | UAE Team Emirates-XRG | +2:51 |
| 3 | Christian Scaroni | XDS Astana Team | +3:34 |
| 4 | Andrea Raccagni Noviero | Soudal Quick-Step | +3:39 |
| 5 | Johannes Kulset | Uno-X Mobility | +5:17 |
| 6 | Giulio Ciccone | Lidl-Trek | +6:12 |
| 7 | Jan Christen | UAE Team Emirates-XRG | +6:16 |
| 8 | Florian Stork | Tudor Pro Cycling Team | s.t. |
| 9 | Egan Bernal | INEOS Grenadiers | s.t. |
| 10 | Thymen Arensman | INEOS Grenadiers | +6:18 |
| 11 | Giulio Pellizzari | Red Bull – BORA – Hansgrohe | s.t. |
| 15 | Jonas Vingegaard | Visma | Lease a Bike | +6:22 |
Sesta tappa: percorso e insidie del finale
La tappa prende il via da Paestum, città che custodisce tra i templi dorici meglio conservati del mondo, e percorre la costa tirrenica verso nord fino a Salerno. Il paesaggio è quello classico della Campania: mare, agrumeti, il profilo del Cilento sullo sfondo. Pedalata tranquilla, il gruppo compatto, le squadre dei velocisti a controllare ogni tentativo di fuga.
L’unico punto di discontinuità altimetrica è la salita verso Cava de’ Tirreni, 6,4 chilometri al 3% di pendenza media. Non un ostacolo per i velocisti puri — ma abbastanza ripida da permettere ai fuggitivi di guadagnare spazio, e potenzialmente utile per chi volesse tentare un colpo a sorpresa. Superato il GPM, la discesa apre sulla piana intorno al Vesuvio: da qui in poi è corsa urbana.
Dopo Nola la tappa si trasforma in un percorso completamente cittadino, un susseguirsi di centri abitati che richiede concentrazione e posizionamento. Prima dell’ingresso a Napoli, circa venti chilometri di superstrada permettono di alzare il ritmo e preparare il finale.
Il finale è il cuore di tutto. A 650 metri dall’arrivo una curva a sinistra immette in via Acton, una leggera salita al 4% su basolato che rompe le gambe ai velocisti meno esplosivi. A 400 metri, due curve a destra aprono sul rettilineo finale in pavé di Piazza del Plebiscito. Non è un finale per chiunque: serve potenza, ma anche tecnica e capacità di gestire una bici su un fondo irregolare.
I favoriti: Milan contro Magnier, la resa dei conti italiana mancata
Paul Magnier è il personaggio di questa prima settimana di Giro. Il francese della Soudal Quick-Step, 21 anni, ha già vinto due tappe in volata — entrambe in Bulgaria — e porta sulle spalle la maglia ciclamino da leader della classifica a punti. A Napoli punta al tris, che lo consacrerebbe come il velocista di riferimento di questa edizione. Il finale su basolato non lo spaventa: nella terza tappa, su un fondo simile, aveva già dimostrato di saper manovrare con sicurezza.
Jonathan Milan arriva a Napoli con un conto aperto. Lo sprinter della Lidl-Trek, uno dei più forti al mondo sulle lunghe distanze, non è ancora riuscito a vincere in questa edizione — delusioni bulgare, posizioni sbagliate, qualche giro di ruota di troppo. La Paestum-Napoli è la tappa giusta: pianeggiante, senza insidie eccessive per i treni veloci, con un finale che premia la potenza. Per Milan è il momento di sbloccarsi.
Gli outsider: un gruppo nutrito e agguerrito
Il duello tra i due principali favoriti non esaurisce il cast. Dylan Groenewegen (Unibet Rose Rockets) ha chiuso terzo a Sofia e vuole il primo successo al Giro. Tobias Lund Andresen (Decathlon CMA CGM Team) è rapido e in forma. Madis Mihkels (EF Education-EasyPost) e Ethan Vernon (NSN Cycling) sono outsider capaci di inserirsi nelle posizioni che contano.
Per l’Italia, gli occhi sono puntati su Matteo Malucelli (XDS Astana Team), uomo veloce e determinato, che potrebbe approfittare di un momento di confusione nel finale. Da tenere d’occhio anche Luca Mozzato (Tudor Pro Cycling Team) e il compagno di squadra Robin Froidevaux.
Non è infine da escludere lo scenario della fuga: corridori come Filippo Ganna (INEOS), Alec Segaert (Bahrain) e Rémi Cavagna (Groupama-FDJ) potrebbero tentare un’azione da lontano, sfruttando un momento di esitazione tra le squadre dei velocisti.
Dove vedere la sesta tappa in TV e streaming
Partenza: Paestum, ore 13:50 — Arrivo previsto: ore 17:15 circa
RAI (in chiaro)
| Orario | Programma | Canale |
|---|---|---|
| 13:30 | Inizio copertura | Rai Sport HD |
| 14:05 | Giro in Diretta | Rai 2 |
| ~17:15 | Giro all’Arrivo | Rai 2 |
| A seguire | Processo alla Tappa | Rai 2 |
| 20:00 | TGiro | Rai Sport HD |
| 00:00 | Ri-Giro | Rai Sport HD |
Diretta streaming gratuita su RaiPlay.
Pay e streaming La tappa è trasmessa in diretta integrale su Eurosport 1, con telecronaca di Luca Gregorio e Riccardo Magrini. Disponibile in streaming su Discovery+, HBO Max e DAZN.