Si chiudono a Birmingham gli Europei di atletica 2026 e l’Italia conferma il primato conquistato due anni fa a Roma: 10 ori e 22 medaglie complessive, davanti a Gran Bretagna e Germania. Decisivi nell’ultima giornata l’oro di Larissa Iapichino nel salto in lungo e quello della 4×400 maschile, ma la squadra azzurra ha vinto anche grazie alla doppietta di Nadia Battocletti e al trionfo di Andy Diaz nel salto triplo.
Due anni dopo lo storico trionfo casalingo di Roma, l’Italia dell’atletica si conferma sul tetto d’Europa. Gli Europei di Birmingham 2026 si chiudono con gli azzurri al primo posto nel medagliere: 10 ori e 22 medaglie complessive (6 argenti, 6 bronzi), che valgono il secondo successo consecutivo nella rassegna continentale, davanti alla Gran Bretagna (9-8-2, 19 medaglie) e alla Germania (6-10-5, 21 medaglie). Un risultato ottenuto lontano da casa e conteso fino all’ultima gara della manifestazione.
Iapichino e la 4x400, il colpo doppio che decide il medagliere
L’ultima sera all’Alexander Stadium regala all’Italia le due medaglie che fissano il verdetto finale. Larissa Iapichino vince il salto in lungo con la misura di 7,00 metri, ottenuta al primo tentativo, precedendo per un solo centimetro la britannica Jasmin Sawyers (6,99) e per due la francese Hilary Kpatcha (6,98). È il primo titolo continentale outdoor in carriera per la fiorentina, che due anni prima a Roma si era fermata all’argento con 6,94.
Poco dopo arriva il capolavoro della 4×400 maschile: Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati vincono in 2’59″16, davanti alla Gran Bretagna, argento in 2’59″19, e ai Paesi Bassi, bronzi in 2’59″49. È proprio quest’oro, arrivato nell’ultima gara del programma, a far chiudere l’Italia davanti ai britannici nel computo dei titoli.
Battocletti, Tamberi e Diaz: la profondità di una squadra completa
Il medagliere è in linea con gli Europei nuoto Parigi 2026 racconta solo in parte la settimana azzurra. Nadia Battocletti firma la doppietta 5000-10.000 metri, ripetendo il successo già ottenuto a Roma 2024: nei 10.000 chiude in 31’41″17 davanti all’olandese Maureen Koster e alla belga Jana van Lent. Gianmarco Tamberi conquista il salto in alto superando 2,32 metri, quarto titolo europeo in carriera dopo Amsterdam 2016, Monaco 2022 e Roma 2024, alle spalle sul podio anche il connazionale Matteo Sioli, bronzo.
Andy Diaz Hernandez firma invece uno dei salti più belli della manifestazione: 18,15 metri nel triplo, nuovo record italiano e quarta misura di sempre nella storia della specialità, con Andrea Dallavalle a completare la doppietta italiana con il bronzo. Non solo uomini: nel triplo femminile arriva l’oro di Dariya Derkach, mentre nella marcia l’Italia porta a casa altre cinque medaglie, con gli ori di Massimo Stano e Sofia Fiorini nella maratona di marcia.
Roma 2024 o Birmingham 2026: quale impresa vale di più?
Dal punto di vista strettamente numerico resta davanti Roma. Le 24 medaglie e gli 11 ori del 2024 (9 argenti, 4 bronzi) rappresentano ancora il record italiano agli Europei, ottenuto tra le mura amiche dello Stadio Olimpico. Birmingham, però, ha un significato diverso: ripetersi era probabilmente più difficile che sorprendere la prima volta.
Vincere di nuovo due anni più tardi, in trasferta e in Gran Bretagna, dimostra che l’Italia è ormai stabilmente una delle grandi potenze dell’atletica europea, capace di essere competitiva nella velocità, nei salti, nei lanci, nel mezzofondo, nella marcia e nelle staffette, senza dipendere da un ristretto gruppo di campioni. Roma aveva fatto nascere una domanda: l’Italia dell’atletica era diventata davvero una potenza, o si trattava di una settimana irripetibile? Birmingham ha dato la risposta.