Si chiudono a Parigi gli Europei degli sport acquatici 2026: l’Italia conquista 43 medaglie complessive, il bottino più ricco di qualunque altra nazione, ma cede il primo posto nel medagliere alla Gran Bretagna per un solo oro di scarto. Sugli scudi Simona Quadarella, tripletta 400-800-1500 stile libero, e Sara Curtis, che nei 50 dorso migliora due volte il record del mondo in due giorni.
Gli Europei degli sport acquatici di Parigi 2026 si chiudono con un bilancio senza precedenti per l’Italia: 43 medaglie complessive, 13 ori, 15 argenti e 15 bronzi, il bottino più ricco di qualsiasi altra nazionale alla rassegna. Non basta però per il primo posto nel medagliere: la Gran Bretagna, ferma a 26 podi totali, si aggiudica la classifica generale grazie a un oro in più (14 contro 13), regola che in questo sport conta più del numero complessivo di medaglie. Agli azzurri va comunque il Trofeo per le Nazioni, riconoscimento assegnato alla spedizione più prolifica dell’intera rassegna.
Quadarella firma l'undicesimo oro continentale
Nell’ultima giornata di gare in vasca la scena è ancora una volta di Simona Quadarella. La romana chiude gli Europei con l’oro nei 400 stile libero, arrivato con una rimonta nel finale sulla tedesca Gose, dopo aver già vinto 800 e 1500. È l’undicesimo titolo europeo individuale in carriera per Quadarella, che centra così per la terza volta in tre edizioni diverse la tripletta 400-800-1500, un’impresa mai riuscita a nessun’altra atleta nella storia della manifestazione.
Martinenghi-Cerasuolo, doppietta italiana nella rana veloce
Nicolò Martinenghi conferma il proprio dominio nella rana: dopo l’oro nei 100, si ripete anche nei 50 con il tempo di 26″57, precedendo di appena cinque centesimi il connazionale Simone Cerasuolo, argento in 26″62 a pari merito con l’olandese Koen de Groot. Per Cerasuolo, campione del mondo in carica sulla distanza, è la seconda medaglia dei Giochi dopo il bronzo nei 100 rana.
Sara Curtis, la stella nascente: due record del mondo in due giorni
Il nome che più di ogni altro resterà di questi Europei è però quello di Sara Curtis. La diciannovenne di Savigliano ha stabilito il record del mondo dei 50 dorso per due volte nel giro di 24 ore: prima in semifinale, in 26″63, poi in finale, dove ha vinto l’oro abbassando ulteriormente il crono a 26″56. Una progressione fulminante, che nel giro di poche settimane l’ha portata dal record italiano a quello mondiale.
Nel corso della rassegna Curtis ha aggiunto altre quattro medaglie: il bronzo nei 100 stile libero, il bronzo nei 50 stile libero con record italiano (23″99), l’argento nella 4×100 stile libero femminile (record italiano in 3’33″19) e il bronzo nella 4×100 stile libero mista, quest’ultima nuotata insieme a Thomas Ceccon, Carlos D’Ambrosio ed Emma Virginia Menicucci con un nuovo primato nazionale in 3’20″80.
Ceccon, Pilato e le altre medaglie azzurre
Thomas Ceccon conquista il bronzo nei 200 dorso in 1’53″96, primo italiano della storia a scendere sotto l’1’54” sulla distanza, mentre Benedetta Pilato sale sul podio con il bronzo nei 100 rana (1’05″89). Nell’ultima giornata arrivano altre due medaglie beffarde per un centesimo: l’argento di Pilato nei 50 rana e quello di Ceccon nei 100 dorso, entrambi superati sul finale per pochissimo. Completano il quadro gli argenti delle due staffette 4×100 miste, femminile e maschile, decisivi nella corsa al medagliere con la Gran Bretagna.
Il medagliere finale: Italia seconda ma davanti a tutti per podi
Il quadro complessivo degli Europei di Parigi vede quindi la Gran Bretagna al comando con 14 ori, 4 argenti e 8 bronzi (26 medaglie), davanti all’Italia con 13 ori, 15 argenti e 15 bronzi (43 medaglie). Seguono gli Atleti Neutrali B e la Germania, entrambi a quota 32. Un Europeo che conferma la profondità del movimento azzurro: accanto a Quadarella e Martinenghi, ormai certezze consolidate, cresce una nuova generazione capace di lasciare il segno, con Sara Curtis a rappresentarne il simbolo più luminoso.