Cinque corse, oltre un secolo di storia e soltanto tre ciclisti capaci di vincerle tutte. Le Classiche Monumento del ciclismo sono Milano-Sanremo, Giro delle Fiandre, Parigi-Roubaix, Liegi-Bastogne-Liegi e Giro di Lombardia. Rappresentano le prove di un giorno più prestigiose del calendario internazionale, ciascuna con caratteristiche tecniche e tradizioni differenti.
Cosa sono le Classiche Monumento del ciclismo?
Le Classiche Monumento sono cinque competizioni di ciclismo su strada che si distinguono per prestigio, tradizione e difficoltà. A differenza dei grandi giri, come Tour de France, Giro d’Italia e Vuelta a España, si disputano in un’unica giornata.
La loro importanza non dipende esclusivamente dalla lunghezza dei percorsi. Sono gare nelle quali esperienza, capacità tattica e resistenza possono risultare decisive quanto la condizione atletica.
Vincere una Monumento significa entrare in un albo d’oro che comprende alcuni dei più grandi campioni della storia del ciclismo. Conquistarle tutte e cinque è invece un’impresa riuscita soltanto a tre corridori.
Quali sono le cinque Classiche Monumento?
| Classica Monumento | Prima edizione | Caratteristica |
|---|---|---|
| Liegi-Bastogne-Liegi | 1892 | Salite delle Ardenne |
| Parigi-Roubaix | 1896 | Lunghi settori di pavé |
| Giro di Lombardia | 1905 | Salite e discese impegnative |
| Milano-Sanremo | 1907 | Grande distanza e finale tattico |
| Giro delle Fiandre | 1913 | Muri fiamminghi e pavé |
Le cinque competizioni si distribuiscono tra primavera e autunno, offrendo occasioni di successo a corridori con caratteristiche anche molto diverse.
Milano-Sanremo: la Classicissima di primavera
La Milano-Sanremo è tradizionalmente la prima Monumento della stagione. Nata nel 1907, è conosciuta come la Classicissima e si distingue soprattutto per la lunghezza, con un percorso che si avvicina generalmente ai 300 chilometri.
La gara attraversa la Liguria e si decide spesso negli ultimi chilometri, quando i corridori affrontano la Cipressa e il Poggio. Quest’ultima salita, seguita da una discesa tecnica verso Sanremo, può favorire attacchi decisivi.
La Milano-Sanremo viene spesso associata ai velocisti, ma non è una corsa riservata agli specialisti dello sprint. La distanza e le difficoltà del finale possono premiare anche corridori particolarmente resistenti o capaci di anticipare il gruppo.
Il record appartiene a Eddy Merckx, vincitore di sette edizioni. Tra gli italiani spicca Costante Girardengo, che conquistò la corsa sei volte.
Giro delle Fiandre: la sfida dei muri e del pavé
Il Giro delle Fiandre, conosciuto anche come Ronde van Vlaanderen, si disputa dal 1913 ed è uno degli appuntamenti più importanti del ciclismo belga.
La sua particolarità è la successione di brevi salite, spesso ripide e caratterizzate dal pavé. I corridori devono affrontare continui cambi di ritmo, cercando di conservare energie e mantenere una buona posizione nel gruppo.
Tra i passaggi più conosciuti figurano Oude Kwaremont e Paterberg, due salite che hanno deciso numerose edizioni.
Al Fiandre non basta essere forti in salita. Servono potenza, abilità nella guida e capacità di reagire alle accelerazioni degli avversari.
Il record di vittorie è condiviso da diversi campioni, tra cui Johan Museeuw, Tom Boonen, Fabian Cancellara e Mathieu van der Poel, tutti capaci di conquistare tre successi.
Parigi-Roubaix: perché è chiamata l’Inferno del Nord?
La Parigi-Roubaix è probabilmente la Monumento più riconoscibile per le caratteristiche del percorso. Disputata per la prima volta nel 1896, deve la sua fama ai lunghi tratti di pavé che attraversano la Francia settentrionale.
Il soprannome Inferno del Nord è legato alla storia della corsa e ai territori devastati dalla Prima guerra mondiale, anche se oggi viene comunemente associato alle difficoltà del tracciato.
La foresta di Arenberg, Mons-en-Pévèle e il Carrefour de l’Arbre sono alcuni dei settori più celebri. Qui una foratura, una caduta o un errore di traiettoria possono compromettere il risultato.
Il traguardo nel velodromo di Roubaix rappresenta una delle immagini simbolo del ciclismo internazionale.
Roger De Vlaeminck e Tom Boonen condividono il primato con quattro vittorie. Tra gli italiani merita una menzione Francesco Moser, capace di imporsi per tre anni consecutivi, dal 1978 al 1980.
Liegi-Bastogne-Liegi: la più antica delle Monumento
La Liegi-Bastogne-Liegi è soprannominata La Doyenne, ovvero la decana, perché la sua prima edizione risale al 1892. È quindi la più antica delle cinque Classiche Monumento.
Il percorso attraversa le Ardenne belghe ed è caratterizzato da numerose salite, spesso brevi ma impegnative. A differenza della Roubaix, il pavé non rappresenta l’elemento centrale della gara.
La Côte de La Redoute è uno dei passaggi più conosciuti, spesso teatro di attacchi e selezioni decisive.
La Liegi premia generalmente corridori completi, capaci di sostenere sforzi prolungati e affrontare ripetutamente salite ad alta intensità.
Anche in questa classica il riferimento statistico è Eddy Merckx, che ha conquistato cinque vittorie.
Giro di Lombardia: la Classica delle Foglie Morte
Il Giro di Lombardia chiude tradizionalmente la stagione delle Classiche Monumento. La prima edizione risale al 1905 e la corsa è conosciuta come Classica delle Foglie Morte per la sua collocazione autunnale.
Il percorso cambia nel corso degli anni, ma mantiene una caratteristica fondamentale: la presenza di salite impegnative e discese tecniche sulle strade lombarde.
Tra i luoghi simbolo figurano il Ghisallo, legato profondamente alla storia del ciclismo, e le salite che circondano il lago di Como.
Rispetto alla Milano-Sanremo, il Lombardia favorisce maggiormente gli scalatori e i corridori abituati ai percorsi altimetricamente impegnativi.
Il primato di vittorie è condiviso da Fausto Coppi e Tadej Pogačar, entrambi a quota cinque. Lo sloveno ha conquistato cinque edizioni consecutive, dal 2021 al 2025, eguagliando il record complessivo del Campionissimo.
Chi ha vinto tutte e cinque le Classiche Monumento?
Nella storia del ciclismo soltanto tre corridori sono riusciti a conquistare almeno una volta ciascuna delle cinque Monumento: Rik Van Looy, Eddy Merckx e Roger De Vlaeminck.
Un risultato particolarmente significativo perché le caratteristiche delle gare richiedono qualità spesso molto diverse. Vincere sul pavé della Roubaix e sulle salite del Lombardia significa sapersi adattare a percorsi e situazioni tecniche quasi opposte.
Rik Van Looy: il primo a completare la collezione
Il belga Rik Van Looy è stato il primo ciclista a vincere tutte e cinque le Monumento. Specialista delle classiche e grande interprete delle corse di un giorno, conquistò complessivamente otto successi nelle cinque competizioni.
Il suo risultato ha rappresentato un riferimento per le generazioni successive.
Eddy Merckx: il recordman assoluto
Eddy Merckx non si è limitato a vincere tutte le Monumento. È riuscito a conquistarne ciascuna almeno due volte, un primato che nessun altro corridore ha eguagliato.
Il belga ha ottenuto complessivamente 19 vittorie nelle cinque Monumento, distribuite tra Milano-Sanremo (7), Giro delle Fiandre (2), Parigi-Roubaix (3), Liegi-Bastogne-Liegi (5) e Giro di Lombardia (2).
Numeri che spiegano perché Merckx occupi un posto unico nella storia delle grandi classiche.
Roger De Vlaeminck: il maestro del pavé
Roger De Vlaeminck ha costruito buona parte della propria fama sulle strade della Parigi-Roubaix, conquistata quattro volte.
Ma il suo palmarès dimostra una versatilità ben superiore alla specializzazione sul pavé: tre Milano-Sanremo, un Fiandre, una Liegi e due Lombardia completano un totale di 11 Monumento vinte.
Chi ha vinto più Classiche Monumento nella storia?
La classifica dei plurivincitori mette in evidenza il dominio di alcuni grandi campioni, ma anche la presenza di corridori appartenenti a epoche molto diverse.
| Ciclista | Monumento vinte |
|---|---|
| Eddy Merckx | 19 |
| Tadej Pogačar | 13 |
| Roger De Vlaeminck | 11 |
| Fausto Coppi | 9 |
| Costante Girardengo | 9 |
| Sean Kelly | 9 |
| Rik Van Looy | 8 |
| Mathieu van der Poel | 8 |
Tra i corridori contemporanei spiccano soprattutto Pogačar e Van der Poel. Lo sloveno ha già conquistato quattro Monumento differenti e gli manca soltanto la Parigi-Roubaix per completare la collezione.
La rivalità tra questi campioni ha contribuito a riportare le grandi classiche al centro dell’attenzione, anche grazie ad attacchi da lontano e strategie che spesso anticipano il momento decisivo della corsa.
Perché vincere tutte le Monumento è così difficile?
Le cinque competizioni richiedono caratteristiche atletiche differenti. La Milano-Sanremo mette alla prova la resistenza sulla lunga distanza, il Fiandre e la Roubaix richiedono potenza e abilità sul pavé, mentre Liegi e Lombardia favoriscono maggiormente gli specialisti delle salite.
A questo si aggiungono variabili difficilmente controllabili: condizioni meteorologiche, cadute, problemi meccanici e scelte tattiche.
Non sorprende quindi che grandi vincitori di Tour de France e Giro d’Italia non siano mai riusciti a completare la collezione delle cinque Monumento.
La loro storia dimostra quanto sia complicato dominare specialità differenti all’interno dello stesso sport.
FAQ sulle Classiche Monumento del ciclismo
Quali sono le cinque Classiche Monumento?
Sono Milano-Sanremo, Giro delle Fiandre, Parigi-Roubaix, Liegi-Bastogne-Liegi e Giro di Lombardia.
Chi ha vinto tutte e cinque le Classiche Monumento?
Soltanto tre corridori: Rik Van Looy, Eddy Merckx e Roger De Vlaeminck.
Qual è la Classica Monumento più antica?
La Liegi-Bastogne-Liegi, disputata per la prima volta nel 1892.
Quale ciclista ha vinto più Monumento?
Eddy Merckx detiene il record assoluto con 19 successi. È anche l’unico corridore ad aver vinto almeno due volte ciascuna delle cinque corse.
Qual è la Classica Monumento più lunga?
La Milano-Sanremo è generalmente la più lunga, con un percorso che si avvicina ai 300 chilometri.
Quante Classiche Monumento ha vinto Tadej Pogačar?
Fino a ottobre 2026, prima del Giro di Lombardia, Tadej Pogačar ha conquistato 13 Monumento. Ha vinto Milano-Sanremo, Giro delle Fiandre, Liegi-Bastogne-Liegi e Giro di Lombardia. Gli manca la Parigi-Roubaix.