Con la finale di New York si è chiuso uno dei Mondiali più spettacolari degli ultimi anni. La Spagna ha conquistato il titolo iridato battendo l’Argentina e ha fatto incetta anche dei principali riconoscimenti individuali: Rodri eletto miglior giocatore del torneo, Unai Simón premiato con il Guanto d’Oro, Pau Cubarsí insignito del titolo di miglior giovane. Partendo da questi verdetti ufficiali, ma tenendo conto anche del rendimento complessivo lungo tutta la competizione, abbiamo scelto la nostra Top 11 del Mondiale 2026, schierata con il classico 4-3-3, anche se molto offensivo.
La Top 11 del Mondiale 2026
Una squadra che unisce i protagonisti della Spagna campione del mondo alle stelle di Argentina, Francia, Inghilterra e Marocco, le nazionali che più hanno impressionato nel corso del torneo.
Unai Simón; Achraf Hakimi, Pau Cubarsí, Cristian Romero, Marc Cucurella; Rodri, Jude Bellingham, Michael Olise; Lionel Messi, Harry Kane, Kylian Mbappé.
Unai Simón, il numero uno del torneo
Il portiere dell’Athletic Club ha disputato un Mondiale di altissimo livello, distinguendosi sia tra i pali sia nella costruzione dal basso. Sicuro nelle uscite e decisivo nei momenti più delicati, ha trasmesso tranquillità a un reparto difensivo che ha concesso pochissimo nelle partite a eliminazione diretta.
Hakimi e Cucurella, corsie di qualità
Sulla fascia destra trova posto Achraf Hakimi, ancora una volta protagonista con il Marocco. Il laterale del Paris Saint-Germain ha confermato tutte le sue qualità: velocità, spinta offensiva e capacità di incidere in entrambe le fasi di gioco. A sinistra la scelta ricade su Marc Cucurella, uno degli uomini simbolo della Spagna. Il terzino del Chelsea ha garantito equilibrio, intensità e continuità per l’intera competizione, risultando fondamentale soprattutto nelle sfide contro Francia e Argentina.
Cubarsí e Romero, coppia centrale di livello assoluto
Al centro della difesa non poteva mancare Pau Cubarsí, premiato come miglior giovane del Mondiale 2026. Il difensore del Barcellona ha giocato con una personalità sorprendente per la sua età, mostrando lettura delle situazioni, pulizia tecnica e sicurezza anche contro gli attaccanti più forti del torneo. Il riconoscimento ricevuto a fine competizione certifica una crescita ormai evidente a tutti. Al suo fianco abbiamo scelto Cristian Romero, leader della retroguardia argentina. Il centrale del Tottenham è stato il punto di riferimento difensivo dell’Albiceleste, distinguendosi per aggressività, esperienza e capacità di vincere i duelli individuali: anche nella finale contro la Spagna è stato tra gli ultimi ad arrendersi.
Rodri, il miglior giocatore del Mondiale
Il centrocampo ruota inevitabilmente attorno a Rodri, eletto miglior giocatore della Coppa del Mondo. Il regista spagnolo ha dato equilibrio alla Roja, controllando il ritmo delle partite con la consueta intelligenza tattica. Più che con gol e assist, Rodri ha impressionato per la capacità di essere sempre nel posto giusto, recuperare palloni e guidare la manovra con straordinaria continuità. Il Pallone d’Oro del Mondiale è il giusto riconoscimento per un torneo praticamente perfetto.
Accanto a Rodri trova spazio Jude Bellingham, protagonista del cammino dell’Inghilterra fino alle semifinali. Il centrocampista del Real Madrid ha confermato di essere uno dei giocatori più completi del panorama internazionale, alternando forza fisica, qualità tecnica e inserimenti offensivi. Capace di incidere in entrambe le fasi di gioco, ha rappresentato il cuore del centrocampo inglese anche nelle sfide più complicate. Nonostante l’eliminazione contro l’Argentina, il suo rendimento resta tra i più convincenti dell’intero torneo.
Michael Olise, la grande rivelazione
L’ultimo posto a centrocampo va a Michael Olise, tra i giocatori che più hanno sorpreso durante il Mondiale. Con la Francia ha mostrato fantasia, velocità e una qualità nell’uno contro uno che pochi altri sono riusciti a esprimere. Sempre pericoloso tra le linee, è stato una delle principali armi offensive dei Bleus, confermando il proprio salto tra i grandi protagonisti del calcio europeo.
La sua duttilità permette inoltre alla nostra Top 11 di trasformarsi facilmente in un 4-2-3-1, con Olise da trequartista alle spalle del centravanti.
Messi, ancora protagonista
A destra nel tridente offensivo c’è Lionel Messi, arrivato alla seconda finale mondiale consecutiva con l’Argentina. Anche a 39 anni il fuoriclasse argentino ha continuato a fare la differenza con giocate, assist e una leadership che nessun altro possiede. Pur senza riuscire a conquistare il secondo Mondiale consecutivo, Messi è tra i favoriti per il Pallone d’Oro e ha dimostrato ancora una volta di poter decidere qualsiasi partita. La sua presenza in questa formazione ideale è il riconoscimento per un torneo giocato ad altissimo livello.
Kane, il riferimento offensivo dell'Inghilterra
Il ruolo di centravanti è affidato a Harry Kane, trascinatore dell’Inghilterra fino alle semifinali. L’attaccante del Bayern Monaco ha confermato le qualità che lo rendono uno dei migliori numeri nove al mondo: finalizzazione, gioco spalle alla porta e capacità di coinvolgere i compagni. Oltre ai gol, Kane ha saputo interpretare perfettamente il ruolo di leader tecnico e carismatico della nazionale inglese. In campo dunque, ma con una raccomandazione: “Per lasciarti una maglia da titolare, abbiamo messo in panchina Haaland”. Scelta sanguinosa.
Mbappé completa un attacco stellare
Sulla fascia sinistra chiude il tridente Kylian Mbappé, capocannoniere del Mondiale con dieci reti. La Francia non è riuscita a raggiungere la finale, ma il numero 10 dei Bleus ha disputato un torneo eccezionale, confermandosi devastante nelle ripartenze e praticamente immarcabile quando punta la porta. La Scarpa d’Oro conquistata a fine competizione rende inevitabile la sua presenza nella Top 11.
Le esclusioni che fanno discutere
Ogni Top 11 porta con sé qualche scelta difficile. Tra i grandi esclusi figurano Alexis Mac Allister, fondamentale nel centrocampo argentino, Dani Olmo, decisivo nella cavalcata della Spagna campione del mondo, Fabián Ruiz, autore di un torneo di altissimo livello, e Julián Álvarez, prezioso nel lavoro offensivo dell’Albiceleste. Restano fuori anche Pedro Porro, Enzo Fernández e Jordan Pickford, protagonisti di un Mondiale di assoluto spessore ma penalizzati dall’altissimo livello della competizione.
La nostra Top 11 vuole premiare soprattutto chi ha saputo incidere nelle partite decisive, unendo qualità individuale, continuità di rendimento e peso specifico all’interno della propria nazionale.