Ronaldinho al Ravenna: i 10 ritorni più incredibili della storia del calcio

A 46 anni Ronaldinho è pronto a rimettersi gli scarpini per disputare almeno una partita ufficiale con il Ravenna. Un evento rarissimo, che richiama alla memoria altri ritorni rimasti nella storia del calcio.

Il Ravenna ha stupito il mondo del calcio annunciando l’arrivo di Ronaldinho. Il Pallone d’Oro 2005, a 46 anni, tornerà a disputare una partita ufficiale dopo oltre un decennio di inattività, con l’obiettivo dichiarato di chiudere la carriera segnando un ultimo gol.

Un ritorno che ha immediatamente fatto il giro del mondo. Nella storia del calcio non sono mancati campioni che hanno deciso di rimettersi gli scarpini, ma pochi casi possono essere paragonati a quello del fuoriclasse brasiliano.

Ronaldinho

Christian Bertrand / Shutterstock.com

I 10 ritorni più assurdi della storia del calcio

10. Arjen Robben

Nel 2020 annunciò il ritorno al Groningen, la squadra che lo aveva lanciato nel grande calcio. Dopo un anno di ritiro provò a vivere una seconda esperienza nel club del cuore, ma gli infortuni gli impedirono di essere protagonista.

9. Jens Lehmann

Nel 2011 il portiere tedesco, già ritirato, fu richiamato dall’Arsenal per far fronte all’emergenza tra i pali. Disputò alcune partite di Premier League e Champions League prima di salutare definitivamente il calcio.

8. Rivaldo

Nel 2015, a 43 anni, tornò in campo con il Mogi Mirim, società brasiliana di cui era presidente. Una scelta nata per aiutare il club in un momento difficile, più che per rilanciare la propria carriera.

7. Johan Cruijff

Non fu un ritorno dal ritiro, ma uno dei cambi di maglia più sorprendenti della storia. Dopo essere stato scaricato dall’Ajax, nel 1983 firmò con il Feyenoord e guidò la squadra alla conquista di campionato e Coppa d’Olanda.

6. Roger Milla

A 42 anni disputò i Mondiali del 1994 con il Camerun, diventando il giocatore più anziano a segnare in una Coppa del Mondo. Una longevità che per anni è sembrata irripetibile.

5. Paul Scholes

Nel gennaio 2012 Sir Alex Ferguson riuscì a convincerlo a interrompere il ritiro. Scholes tornò al Manchester United e contribuì alla vittoria della Premier League 2012-2013, dimostrando di poter ancora fare la differenza ai massimi livelli.

4. Romário

Nel 2024, a 58 anni, il campione del mondo brasiliano si tesserò con l’América-RJ, il club di cui era presidente. L’obiettivo era realizzare un sogno: disputare una partita ufficiale insieme al figlio Romarinho. Un ritorno simbolico che ebbe una risonanza mondiale.

3. Ferenc Puskás

Probabilmente la seconda carriera più incredibile della storia del calcio.

Dopo quasi tre anni di stop forzato in seguito alla rivoluzione ungherese del 1956, arrivò al Real Madrid nel 1958. Aveva 31 anni, era fuori forma e diversi club europei, tra cui Milan e Juventus, avevano rinunciato a ingaggiarlo.

La risposta arrivò sul campo: 242 gol in 262 partite, cinque campionati spagnoli, tre Coppe dei Campioni e quattro titoli di capocannoniere della Liga. Più che un ritorno, una rinascita.

2. Ronaldinho

Il ritorno del fuoriclasse brasiliano è destinato a entrare nella storia ancora prima del debutto.

A 46 anni, dopo oltre dieci anni senza partite ufficiali, Ronaldinho tornerà a giocare con il Ravenna in Serie C. Non punta a iniziare una seconda carriera come Puskás né a vincere altri trofei come Scholes. L’obiettivo è regalarsi e regalare ai tifosi un ultimo momento di magia.

Se riuscirà anche a trovare il gol, il suo rientro diventerà uno degli episodi più iconici degli ultimi decenni.

1. Pelé (quello che non è mai esistito)

Il primo posto, in realtà, resta vuoto.

Pelé, Maradona, Zidane, Ronaldo il Fenomeno e tanti altri campioni hanno sempre resistito alla tentazione di tornare in campo dopo il ritiro. È anche questo che rende speciale la scelta di Ronaldinho: accettare la sfida di rimettersi gli scarpini quando quasi nessuno avrebbe immaginato di rivederlo in una partita ufficiale.

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