Il pick and roll dura pochi secondi, coinvolge inizialmente due giocatori e può sembrare un’azione elementare. In realtà è uno dei meccanismi tattici fondamentali del basket moderno. Dietro un semplice blocco si apre una sequenza di decisioni che coinvolge progressivamente tutti e dieci i giocatori in campo.
Per capirlo non basta quindi sapere che un giocatore porta un blocco e poi corre verso il canestro. Bisogna osservare l’angolo del blocco, la reazione dei due difensori direttamente coinvolti, gli aiuti lontano dalla palla e gli spazi lasciati liberi.
È qui che il pick and roll diventa una piccola partita a scacchi giocata ad altissima velocità.
Sommario
- Cos’è il pick and roll nel basket
- Perché il pick and roll è così efficace
- Le letture del giocatore con la palla
- Come si difende il pick and roll
- Drop coverage: il lungo protegge l’area
- Switch: cambiare marcatura
- Hedge e show: fermare il palleggiatore
- Trap o blitz: due difensori contro la palla
- Short roll: quando il lungo non arriva fino al canestro
- Pick and pop: quando il bloccante non va verso il ferro
- Spain pick and roll: quando entra un terzo attaccante
- Cosa guardare durante una partita
- Il pick and roll è un gioco di compromessi
Cos’è il pick and roll nel basket
Partiamo dalla situazione più semplice. Un giocatore ha la palla, generalmente una guardia, mentre un compagno si avvicina e porta un blocco sul difensore del portatore di palla.
Questo è il pick.
Il giocatore con la palla sfrutta il blocco passando vicino al compagno. Il difensore deve decidere come superare l’ostacolo, mentre un secondo difensore, quello che marca il bloccante, deve reagire all’avanzamento del palleggiatore.
Dopo aver effettuato il blocco, il bloccante può girarsi e muoversi verso il canestro.
Questo movimento è il roll.
Da qui il nome pick and roll: blocco e movimento verso il ferro.
La spiegazione di base finisce praticamente qui. La parte tattica, invece, comincia proprio in questo momento.
Perché il pick and roll è così efficace
L’obiettivo del pick and roll non è necessariamente liberare un giocatore per un tiro immediato. Serve soprattutto a costringere la difesa a prendere una decisione.
Per alcuni istanti due attaccanti mettono sotto pressione due difensori. Se il difensore del palleggiatore rimane indietro dopo il blocco, il portatore di palla può trovare spazio. Se il difensore del bloccante interviene per fermarlo, il giocatore che sta rollando verso il canestro può liberarsi.
Ma la vera complessità arriva quando intervengono gli altri tre difensori.
Il pick and roll può infatti iniziare come un due contro due e trasformarsi rapidamente in un problema per l’intera difesa. Il portatore di palla deve leggere non soltanto il comportamento dei due difensori direttamente coinvolti, ma anche gli eventuali aiuti provenienti dal lato debole.
Per questo lo spacing, cioè la disposizione degli altri attaccanti sul campo, è fondamentale. Tre giocatori ben posizionati sul perimetro possono rendere molto costoso qualsiasi aiuto difensivo: abbandonare uno di loro significa potenzialmente concedere un tiro aperto.
Le letture del giocatore con la palla
Un buon ball handler non utilizza il blocco seguendo una soluzione già stabilita. Legge ciò che gli concede la difesa.
Se il difensore del bloccante rimane vicino al canestro, può esserci spazio per arresto e tiro, floater o penetrazione. Se invece sale aggressivamente, può aprirsi la linea di passaggio per il rollante.
Uno dei passaggi caratteristici è il pocket pass, giocato nello spazio che si crea tra i due difensori per raggiungere rapidamente il compagno in movimento verso il ferro.
Il portatore può anche rifiutare il blocco e attaccare dal lato opposto. Oppure può aspettare una frazione di secondo in più per obbligare la difesa a mostrare le proprie intenzioni.
È uno degli aspetti che distingue i migliori interpreti: non conta soltanto la velocità, ma la capacità di manipolare posizione e tempi dei difensori.
Come si difende il pick and roll
Non esiste una sola difesa contro il pick and roll.
Un allenatore sceglie la copertura considerando caratteristiche del portatore di palla, capacità del bloccante, qualità dei tiratori e caratteristiche fisiche dei propri difensori.
Le principali soluzioni sono drop, switch, hedge e trap, alle quali si aggiungono sistemi specifici utilizzati soprattutto sui pick and roll laterali.
Drop coverage: il lungo protegge l’area
Nella drop coverage il difensore del bloccante non sale aggressivamente sul portatore di palla. Arretra invece verso l’area cercando di contenere contemporaneamente la penetrazione e il movimento del rollante.
Nel frattempo il difensore sulla palla cerca di superare il blocco e recuperare.
È una copertura che consente al lungo di rimanere vicino al ferro e limita alcune conclusioni interne, ma concede deliberatamente determinati spazi.
Un ball handler efficace dal palleggio può sfruttare la zona tra il difensore che recupera alle sue spalle e il lungo che aspetta più vicino al canestro. È il territorio ideale per pull-up dalla media distanza, floater e altre conclusioni intermedie.
Switch: cambiare marcatura
Un’altra soluzione è lo switch.
Il difensore del bloccante prende il giocatore con la palla, mentre il difensore originariamente sul portatore passa sul rollante. In questo modo la difesa evita di concedere immediatamente un vantaggio dopo il blocco.
Il problema è ciò che succede dopo.
Se una guardia si ritrova contro un centro molto più alto vicino al canestro, oppure un lungo deve difendere sul perimetro contro un esterno molto rapido, l’attacco può cercare di sfruttare il mismatch, cioè l’accoppiamento favorevole creato dal cambio.
Per questo le squadre capaci di cambiare efficacemente sui blocchi hanno bisogno di giocatori versatili: lunghi abbastanza mobili da contenere gli esterni e giocatori perimetrali abbastanza solidi da non essere immediatamente battuti vicino al ferro.
Hedge e show: fermare il palleggiatore
Nell’hedge il difensore del bloccante esce temporaneamente verso il portatore di palla per rallentarne l’avanzamento e permettere al compagno di recuperare.
Dopo aver contenuto il palleggiatore deve tornare rapidamente sul proprio uomo.
È una scelta più aggressiva del drop e richiede coordinazione, mobilità e timing. Il rischio è evidente: durante l’uscita del lungo, il rollante può trovare spazio alle sue spalle.
Trap o blitz: due difensori contro la palla
La versione ancora più aggressiva consiste nel mandare due difensori sul portatore di palla.
L’obiettivo è togliergli tempo e spazio, costringerlo a liberarsi rapidamente del pallone e possibilmente impedirgli di effettuare il passaggio che desidera.
Ma ogni raddoppio ha un prezzo.
Se il ball handler riesce a servire il rollante, la difesa alle sue spalle può trovarsi temporaneamente con tre difensori contro quattro attaccanti.
Ed è qui che compare uno dei concetti più interessanti del basket moderno.
Short roll: quando il lungo non arriva fino al canestro
Il rollante non deve necessariamente correre fino al ferro.
Contro una difesa aggressiva può effettuare uno short roll, ricevendo la palla più lontano dal canestro, spesso nella zona centrale.
A quel punto non è più soltanto un finalizzatore. Deve diventare per qualche secondo un creatore di gioco.
Se nessuno interviene può attaccare il ferro. Se arriva un difensore dal perimetro deve individuare il compagno lasciato libero. Se l’aiuto arriva dal lato opposto, può trovare un tiratore attraverso un passaggio verso l’esterno.
È uno dei motivi per cui nel basket contemporaneo ai lunghi viene richiesta sempre più capacità di leggere il gioco e passare la palla.
Pick and pop: quando il bloccante non va verso il ferro
Esiste poi una variazione molto comune.
Nel pick and pop, dopo aver portato il blocco il giocatore non rolla verso il canestro. Si apre invece verso il perimetro per ricevere e tirare.
La scelta è particolarmente efficace con un lungo dotato di un buon tiro dalla distanza.
Il difensore si trova così davanti a un problema differente: proteggere l’area oppure seguire il proprio uomo lontano dal canestro?
Spain pick and roll: quando entra in gioco un terzo attaccante
Il livello successivo è lo Spain pick and roll, chiamato anche stack pick and roll.
La struttura iniziale è quella tradizionale: un lungo porta il blocco al giocatore con la palla e successivamente rolla. Ma compare un terzo attaccante.
Mentre il lungo si muove verso il canestro, il terzo giocatore porta un blocco sulla schiena del difensore del rollante e successivamente può aprirsi sul perimetro.
In pochi istanti la difesa deve quindi gestire il ball handler, il lungo diretto al ferro e un tiratore che, dopo aver bloccato, può liberarsi dall’arco.
La presenza del terzo giocatore rende più difficili cambi e aiuti e trasforma il classico gioco a due in un’azione capace di coinvolgere rapidamente gran parte della difesa.
Cosa guardare durante una partita
Una volta compreso il meccanismo, guardare un pick and roll cambia completamente.
La prossima volta che viene portato un blocco sulla palla, invece di seguire soltanto il giocatore che palleggia conviene osservare quattro elementi.
- Il difensore del bloccante: rimane indietro, sale oppure cambia uomo?
- Il rollante: corre direttamente al ferro, si ferma in short roll oppure si apre in pick and pop?
- Il lato debole: qualcuno lascia il proprio uomo per aiutare?
- Il portatore di palla: sfrutta immediatamente il blocco oppure aspetta la scelta della difesa?
Se un difensore lascia il proprio uomo per fermare il rollante, da qualche parte sul perimetro può essersi liberato un tiratore. Se invece nessuno aiuta, il giocatore che rolla può avere una strada diretta verso il ferro.
È in queste letture che il pick and roll smette di essere un semplice blocco e diventa un sistema per creare e sfruttare vantaggi.
Il pick and roll è un gioco di compromessi
La difesa perfetta contro il pick and roll non esiste.
Una squadra può proteggere maggiormente il ferro con il drop, ma concedere spazio al palleggiatore. Può cambiare sui blocchi, rischiando di creare mismatch. Può essere aggressiva con hedge e trap, accettando però di mettere sotto pressione le rotazioni alle spalle della palla. Un po’ come Il rovescio di Federer azione di difesa e di attacco sono concentrate in pochi istanti
La stessa logica vale per l’attacco. Un pick and roll efficace dipende dalla qualità del blocco, dall’angolo con cui viene portato, dalla distanza tra i giocatori, dalla capacità del ball handler di leggere la copertura e da quella del rollante di prendere decisioni.
Per questo le squadre possono modificare la propria copertura anche durante la stessa partita. Contro giocatori capaci di leggere rapidamente il gioco, proporre sempre la stessa soluzione difensiva significa permettere all’attacco di adattarsi.
Da manuale del basket dunque il pick and roll è quindi semplice soltanto nella sua struttura iniziale. Due giocatori iniziano l’azione, ma le decisioni che ne derivano possono coinvolgere tutti gli altri.
Ed è proprio questa combinazione tra semplicità e profondità tattica ad averlo reso uno dei linguaggi universali del basket.