Il Napoli compie 100 anni: un secolo d’azzurro in 10 date che hanno fatto la storia

Il 1° agosto 2026 il Napoli spegne cento candeline. Un traguardo che poche società italiane possono vantare e che la città celebrerà con una grande festa popolare tra spettacoli, fuochi d’artificio, eventi in Piazza del Plebiscito e iniziative dedicate ai tifosi. Per Napoli non sarà soltanto il compleanno di una squadra di calcio, ma la celebrazione di un simbolo che da un secolo accompagna la storia, la cultura e l’identità della città.

In questi cento anni il club azzurro ha attraversato momenti di gloria e pagine drammatiche. Ha conosciuto campioni destinati a entrare nella leggenda, su tutti Diego Armando Maradona, ha conquistato quattro Scudetti, ha alzato una Coppa UEFA e ha saputo rialzarsi dopo il fallimento del 2004 fino a tornare stabilmente tra le grandi del calcio europeo.

La storia del Napoli è quella di una società capace di trasformare il calcio in un fenomeno sociale, di unire generazioni diverse e di creare un legame quasi viscerale con milioni di tifosi in tutto il mondo. Ripercorriamo questo straordinario viaggio attraverso dieci date che hanno cambiato per sempre il destino del club.

1926 – Nasce il Napoli

Il 1° agosto 1926 prende vita l’Associazione Calcio Napoli, nata dalla trasformazione dell’Internaples. Il principale artefice dell’operazione è Giorgio Ascarelli, imprenditore tessile napoletano e primo presidente della società, deciso a creare un club capace di competere con le grandi realtà del Nord Italia. Poche settimane più tardi viene ufficializzato anche il nuovo nome della società, destinato a diventare uno dei più iconici del calcio italiano.

Ascarelli investe risorse e idee innovative, contribuendo anche alla costruzione dello stadio che porterà il suo nome, uno dei primi impianti moderni del Paese. Il Napoli muove i primi passi in un calcio ancora agli albori, ma fin dall’inizio rappresenta qualcosa di più di una semplice squadra: diventa il simbolo di una città orgogliosa della propria identità.

1962 – La prima Coppa Italia

Per il primo grande trofeo bisogna aspettare il 1962. Guidato da Bruno Pesaola, il Napoli conquista la Coppa Italia battendo la SPAL nella finale di Roma e scrive una pagina irripetibile della storia del calcio italiano.

Gli azzurri disputano quel torneo militando in Serie B, diventando ancora oggi l’unica squadra cadetta capace di vincere la Coppa Italia. È un successo che cambia la percezione del club a livello nazionale e rappresenta il primo vero momento di gloria della società. Da quel giorno il Napoli smette di essere una semplice outsider e inizia a costruire le basi di un futuro sempre più ambizioso.

1984 – Arriva Diego Armando Maradona

Il 5 luglio 1984 è una data che divide la storia del Napoli in due epoche: prima e dopo Maradona. Il presidente Corrado Ferlaino realizza quello che all’epoca è il trasferimento più costoso della storia del calcio, strappando Diego Armando Maradona al Barcellona per circa tredici miliardi di lire. Settantamila persone riempiono il San Paolo per assistere alla sua presentazione, trasformata in una vera festa popolare.

Con il numero 10 arriva molto più di un fuoriclasse. Arriva un leader capace di cambiare mentalità a una squadra e a una città intera. In pochi mesi il Napoli passa dall’essere una buona squadra a diventare una candidata credibile alla conquista dello Scudetto. Da quel momento il club entra definitivamente nella storia del calcio mondiale.

1987 – Il primo Scudetto

Il 10 maggio 1987 Napoli esplode di gioia. Dopo sessantuno anni di attesa il club conquista il primo Scudetto della propria storia, interrompendo il dominio delle grandi squadre del Nord.

Allenato da Ottavio Bianchi, il Napoli chiude una stagione straordinaria trascinato da Maradona, ma anche da campioni come Careca, Bruno Giordano, Salvatore Bagni, Fernando De Napoli e Ciro Ferrara. Il titolo viene impreziosito dalla conquista della Coppa Italia, completando uno storico double.

Per milioni di tifosi quello Scudetto rappresenta molto più di una vittoria sportiva: è il simbolo del riscatto di un’intera città. Le immagini dei festeggiamenti fanno il giro del mondo e consegnano il Napoli alla leggenda.

1990 – Il secondo Scudetto

Tre anni dopo il Napoli concede il bis. La squadra supera il Milan di Arrigo Sacchi al termine di un campionato combattutissimo e conquista il secondo Scudetto della propria storia.

Maradona è ancora il punto di riferimento assoluto di una formazione ricca di talento, completata da Careca, Alemao, Ferrara, Crippa e Carnevale. Pochi mesi dopo gli azzurri conquistano anche la Supercoppa Italiana travolgendo la Juventus con un clamoroso 5-1.

È il punto più alto dell’era Maradona. Il Napoli è ormai riconosciuto tra i migliori club d’Europa e, l’anno precedente, aveva già alzato al cielo la Coppa UEFA, il primo trofeo internazionale della propria storia. Nessuno immagina che quel ciclo irripetibile sia ormai vicino alla conclusione.

2004 – Il fallimento e la rinascita con Aurelio De Laurentiis

L’estate del 2004 rappresenta il momento più buio della storia del Napoli. Schiacciata dai debiti, la società viene dichiarata fallita e perde il titolo sportivo. Per migliaia di tifosi è uno shock: il rischio concreto è quello di vedere scomparire un pezzo della propria identità.

A ridare speranza è Aurelio De Laurentiis, produttore cinematografico che acquista il titolo sportivo e fonda il Napoli Soccer, costretto a ripartire dalla Serie C1. In pochi credono che il club possa tornare rapidamente ai vertici, ma De Laurentiis imposta un progetto fondato su sostenibilità economica, organizzazione e programmazione. È una scelta che cambierà per sempre il futuro della società. Nel 2006 viene ripristinata la storica denominazione Società Sportiva Calcio Napoli, primo passo verso una rinascita destinata a diventare un modello per molte altre società italiane.

2007 – Il ritorno in Serie A

Dopo appena tre stagioni il Napoli completa la sua risalita. Guidata da Edy Reja, la squadra conquista la promozione in Serie A riportando entusiasmo in una piazza che non aveva mai smesso di seguire i propri colori.

L’estate del 2007 segna anche l’inizio di un nuovo ciclo tecnico. Arrivano Marek Hamšík, destinato a diventare una leggenda del club, ed Ezequiel Lavezzi, il primo grande idolo dell’era De Laurentiis. In rosa ci sono anche Paolo Cannavaro e il bomber Emanuele Calaiò, protagonisti della scalata dalle categorie inferiori.

Il ritorno nella massima serie rappresenta molto più di una promozione. È la conferma che il Napoli è tornato definitivamente nel calcio che conta. Negli anni successivi arriveranno le qualificazioni alla Champions League, nuove Coppe Italia e la consapevolezza di poter competere stabilmente con le migliori squadre italiane.

2023 – Il terzo Scudetto dopo 33 anni

Il 4 maggio 2023 è una data destinata a entrare nella memoria collettiva dei tifosi azzurri. Trentatré anni dopo l’ultimo titolo conquistato con Maradona, il Napoli torna Campione d’Italia al termine di una stagione semplicemente straordinaria.

L’artefice principale è Luciano Spalletti, capace di costruire una squadra spettacolare, moderna e dominante. Victor Osimhen diventa capocannoniere della Serie A, Khvicha Kvaratskhelia incanta con dribbling e assist, mentre il capitano Giovanni Di Lorenzo guida il gruppo dentro e fuori dal campo. Fondamentale anche il lavoro del direttore sportivo Cristiano Giuntoli, che riesce a sostituire giocatori del calibro di Insigne, Koulibaly e Mertens senza far perdere competitività alla squadra.

La festa invade Napoli per giorni. Le immagini delle strade dipinte d’azzurro fanno il giro del mondo, proprio come era accaduto nel 1987. Per un’intera generazione di tifosi è il primo Scudetto vissuto da protagonisti, un successo che riporta il club tra le grandi d’Europa.

2025 – Il quarto Scudetto

Se il titolo del 2023 aveva spezzato un’attesa lunga oltre tre decenni, quello conquistato nel 2025 certifica definitivamente l’ingresso del Napoli nell’élite del calcio italiano contemporaneo.

In panchina siede Antonio Conte, chiamato a inaugurare un nuovo ciclo vincente. Il tecnico salentino trasmette alla squadra la propria mentalità, costruendo un gruppo solido, organizzato e capace di esaltarsi nei momenti decisivi della stagione.

Tra i protagonisti spiccano Scott McTominay, autore di una stagione straordinaria tra inserimenti e gol pesanti — premiato come miglior giocatore della Serie A — e Romelu Lukaku, riferimento offensivo fondamentale grazie alla sua esperienza internazionale. Accanto a loro brillano anche il capitano Giovanni Di Lorenzo, Amir Rrahmani, Stanislav Lobotka e Alex Meret, protagonisti di una delle migliori difese del campionato.

Il titolo arriva davanti ai propri tifosi allo stadio Diego Armando Maradona, trasformando ancora una volta Napoli in una gigantesca festa a cielo aperto. Il quarto Scudetto consolida il lavoro iniziato vent’anni prima da De Laurentiis e dimostra che il successo del 2023 non è stato un episodio isolato, ma il frutto di un progetto tecnico e societario di altissimo livello.

2026 – Il centenario

Il Napoli arriva al traguardo del proprio primo secolo di vita come una delle società più prestigiose del calcio italiano. Per celebrare il centenario il club organizza una stagione ricca di iniziative raccolte sotto lo slogan “Pe’ cient’anne”, mentre il 1° agosto Napoli si trasforma in un enorme palcoscenico a cielo aperto. Concerti, spettacoli, fuochi d’artificio, eventi istituzionali e iniziative dedicate ai tifosi coinvolgono migliaia di persone provenienti da tutta Italia e dall’estero.

Il centenario non rappresenta soltanto un momento celebrativo. È anche l’occasione per guardare indietro e ricordare un percorso fatto di trionfi, cadute, rinascite e passione. In cento anni il Napoli è diventato molto più di una squadra di calcio: è un simbolo culturale, un elemento identitario della città e una delle maglie più riconoscibili del panorama calcistico mondiale.

Dalla visione di Giorgio Ascarelli all’epopea di Maradona, dalla rinascita firmata De Laurentiis fino ai recenti Scudetti, il primo secolo azzurro racconta una storia che continua a emozionare milioni di tifosi. E, a giudicare dalle ambizioni del club, il secondo secolo è appena cominciato.

I 10 campioni simbolo del primo secolo azzurro

Un secolo di storia non si costruisce soltanto con i trofei. A renderlo indimenticabile sono soprattutto gli uomini che hanno indossato la maglia azzurra, trasformandosi in simboli di un’intera città. Alcuni hanno scritto pagine leggendarie, altri hanno rappresentato il volto della rinascita o di un’epoca vincente. Ecco i dieci campioni che, più di tutti, hanno lasciato un segno nei primi cento anni del Napoli.

Attila Sallustro

Prima ancora di Maradona e dei grandi campioni moderni, il primo idolo della tifoseria napoletana fu Attila Sallustro. Attaccante elegante e prolifico, arrivò al Napoli negli anni Venti e ne divenne rapidamente il simbolo. Con oltre cento reti in maglia azzurra guidò la squadra nei primi campionati di Serie A e contribuì a far crescere la popolarità del club in tutta Italia. La sua fedeltà ai colori azzurri e il suo talento lo hanno reso una delle figure più importanti della storia del Napoli delle origini.

Hasse Jeppson

Quando nel 1952 il presidente Achille Lauro lo acquistò dall’Atalanta per 105 milioni di lire, Hasse Jeppson divenne il calciatore più costoso del mondo. Per questo motivo i tifosi lo ribattezzarono “‘o Banco ‘e Napule”, un soprannome rimasto nella storia del calcio italiano. L’attaccante svedese ripagò l’investimento con gol spettacolari e prestazioni di altissimo livello, contribuendo a trasformare il Napoli in una società sempre più ambiziosa. Ancora oggi rappresenta uno dei primi grandi campioni internazionali ad aver vestito la maglia azzurra.

Antonio Juliano

Nato a Napoli, cresciuto nel vivaio e diventato capitano della squadra della sua città, Antonio Juliano è il volto del Napoli tra gli anni Sessanta e Settanta. Con oltre 500 presenze ufficiali è uno dei giocatori più rappresentativi della storia del club. Centrocampista intelligente e raffinato, ha guidato gli azzurri per oltre un decennio. Terminata la carriera da calciatore, da dirigente fu tra i principali artefici dell’operazione che nel 1984 portò Diego Armando Maradona a Napoli, contribuendo così a cambiare il destino della società.

Diego Armando Maradona

Non esiste un nome più grande nella storia del Napoli. Arrivato nell’estate del 1984, Diego Armando Maradona trasformò una buona squadra in una potenza del calcio europeo. In sette stagioni conquistò due Scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e soprattutto la Coppa UEFA del 1989, primo trofeo internazionale del club. Più dei numeri, però, resta il legame indissolubile con la città. Maradona – la Mano de Dios –  non è stato soltanto il più forte calciatore mai passato da Napoli: è diventato un simbolo culturale, tanto da dare oggi il proprio nome allo stadio cittadino.

Ciro Ferrara

Difensore elegante, leader silenzioso e napoletano doc, Ciro Ferrara è cresciuto nel settore giovanile azzurro e ha vissuto da protagonista l’epoca d’oro di Maradona. Con il Napoli ha conquistato due Scudetti, una Coppa UEFA e numerosi altri trofei, formando insieme al numero 10 uno dei gruppi più forti della storia del club. Il trasferimento alla Juventus non ha cancellato il suo legame con Napoli, dove resta uno dei calciatori più amati di sempre.

Marek Hamšík

Per dodici stagioni Marek Hamšík è stato il volto del Napoli moderno. Arrivato nel 2007 da giovanissimo, è cresciuto insieme al progetto di Aurelio De Laurentiis diventandone il capitano e il leader tecnico. Con 520 presenze detiene ancora oggi il record assoluto della storia del club, dopo essere stato per anni anche il miglior marcatore prima di essere superato da Dries Mertens. Centrocampista completo, ha accompagnato il Napoli nel ritorno in Champions League e nella definitiva consacrazione tra le grandi del calcio italiano.

Dries Mertens

Nessun giocatore ha segnato più gol con la maglia del Napoli di Dries Mertens: 148 reti in tutte le competizioni, record assoluto della storia del club. Arrivato nel 2013 come esterno offensivo, il belga si è reinventato centravanti diventando il bomber più prolifico della storia azzurra. Con la sua tecnica, la capacità di decidere le partite e il rapporto speciale instaurato con la città, è entrato rapidamente nel cuore dei tifosi, tanto da essere ribattezzato “Ciro”. Ancora oggi è considerato uno dei simboli dell’era De Laurentiis e uno dei calciatori più amati nella storia recente del club.

Lorenzo Insigne

Il sogno di ogni bambino napoletano è indossare la maglia del Napoli. Lorenzo Insigne quel sogno lo ha realizzato, diventando capitano della squadra della sua città. Cresciuto nel vivaio, ha disputato oltre quattrocento partite in azzurro vincendo due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana. Con il suo talento e il suo attaccamento alla maglia ha rappresentato il Napoli per oltre un decennio, diventando uno dei giocatori simbolo della rinascita iniziata negli anni Duemila.

Victor Osimhen

Quando il Napoli conquista il terzo Scudetto nel 2023, il volto del successo è quello di Victor Osimhen. L’attaccante nigeriano domina il campionato con gol spettacolari e prestazioni decisive, laureandosi capocannoniere della Serie A. Potenza fisica, velocità e senso del gol lo rendono uno dei centravanti più forti del panorama europeo. Il suo contributo è fondamentale per riportare il tricolore a Napoli dopo trentatré anni di attesa.

Khvicha Kvaratskhelia

Soprannominato “Kvaradona” dai tifosi, Khvicha Kvaratskhelia conquista Napoli fin dalla sua prima stagione. Dribbling irresistibili, assist, gol e giocate spettacolari fanno del talento georgiano uno dei protagonisti assoluti dello Scudetto del 2023. In pochissimo tempo entra nell’immaginario collettivo della tifoseria, riportando fantasia e spettacolo al Diego Armando Maradona. Sebbene la sua avventura in azzurro sia durata pochi anni, il suo impatto è stato tale da garantirgli un posto tra i grandi protagonisti del primo secolo della storia del club.

In numeri di 100 anni di Napoli

  • Fondazione: 1° agosto 1926
  • Primo presidente: Giorgio Ascarelli
  • Stadio: Diego Armando Maradona
  • Scudetti: 4 (1987, 1990, 2023, 2025)
  • Coppe Italia: 6
  • Supercoppe Italiane: 2
  • Coppa UEFA: 1 (1989)
  • Partecipazioni in Serie A: oltre 80
  • Miglior marcatore di sempre: Dries Mertens (148 gol)
  • Record di presenze: Marek Hamšík (520 gare)

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