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Giro d’Italia 2026: Vingegaard è il padrone del Blockhaus. Pellizzari prova, poi si arrende

Jonas Vingegaard ha dominato la settima tappa del Giro d’Italia 2026, la Formia-Blockhaus di 244 chilometri — la più lunga dell’edizione — vincendo in solitaria con un attacco piazzato a 5,5 km dalla cima. Gall secondo a 13 secondi, Pellizzari quinto a 1’11”. Il danese ha stabilito il nuovo record di ascesa al Blockhaus: 38’22”, battendo il primato di Pinot del 2017. La maglia rosa resta sulle spalle del portoghese Eulalio, che ha perso quasi tre minuti ma ha conservato un vantaggio di 3’17” su Vingegaard. Domani ottava tappa da Chieti a Fermo, con un finale durissimo sui muri marchigiani.

Prima ancora che il gruppo trovasse il suo ritmo, la corsa ha regalato un colpo di scena inatteso. Jonathan Milan, velocista della Lidl-Trek, ha preso il largo assieme a Jardi Christiaan van der Lee, Nickolas Zukowsky, Tim Naberman e Diego Pablo Sevilla — un quintetto improbabile, tenuto insieme da obiettivi diversi. Milan puntava ai punti del traguardo volante per difendere la maglia ciclamino — obiettivo centrato — prima di rialzarsi e lasciare andare i compagni d’avventura. Una mossa tattica intelligente, insolita per un uomo della sua specialità.

I quattro fuggitivi hanno costruito un vantaggio di oltre cinque minuti sul gruppo maglia rosa e lo hanno difeso fino ai piedi del Blockhaus, dove la fisica ha fatto il suo corso. A 10 km dall’arrivo il gruppo dei big era ormai a meno di due minuti, con la Visma che governava il ritmo in testa.

Sul Blockhaus: la legge di Vingegaard

Il Blockhaus misura 13,6 chilometri con una pendenza media dell’8,4% e punte fino al 14%: uno di quei GPM di prima categoria che non perdonano le debolezze e amplificano ogni differenza di classe. La Visma lo sapeva, e aveva preparato la tappa nei minimi dettagli.

Prima Davide Piganzoli ha imposto un ritmo eccellente in testa al gruppo, poi ha ceduto il testimone a Sepp Kuss, che ha macinato i chilometri finali a un’andatura che ha fatto saltare un nome dopo l’altro: Mas, Bernal, Christen, Caruso — tutti in difficoltà, tutti staccati prima che la salita entrasse nel vivo.

Quando mancavano 5,5 chilometri al traguardo, Vingegaard ha piazzato la prima accelerazione. Solo Giulio Pellizzari e l’austriaco Felix Gall gli sono rimasti a ruota. Per qualche centinaio di metri è sembrato davvero che l’Italia potesse sognare — il giovane marchigiano della Red Bull-BORA-Hansgrohe stava tenendo, stava rispondendo colpo su colpo al due volte vincitore del Tour de France.

Poi, a 4,4 chilometri dall’arrivo, la terza fiammata di Vingegaard ha deciso la tappa: Pellizzari ha perso il contatto, e Gall lo ha raggiunto e superato. Il danese era solo, con la salita davanti e la vittoria in tasca.
Arrivato in cima, Vingegaard ha dato un bacio alla foto della sua famiglia che porta sempre con sé sul manubrio. Un gesto piccolo che racconta tutto di un corridore che corre con la testa e con il cuore.

Vingegaard ha percorso la salita in 38 minuti e 22 secondi, battendo nettamente il primato precedente appartenuto a Thibaut Pinot (40 minuti e 13 secondi nel 2017). Non solo una vittoria di tappa — una dichiarazione di superiorità assoluta.

L'ordine d'arrivo e la classifica generale

Gall ha chiuso secondo a 13 secondi, Hindley terzo a 1 minuto e 2 secondi. Pellizzari ha pagato 1 minuto e 11 secondi al vincitore, chiudendo quinto — un risultato che lo lascia in piena corsa per il podio finale ma conferma la distanza ancora importante dal danese. Il grande protagonista involontario della giornata è Afonso Eulalio. Il portoghese della Bahrain-Victorious era partito con un vantaggio di oltre sei minuti su Vingegaard, e lo ha difeso con grande carattere: ha accusato un ritardo di 2 minuti e 55 secondi da Vingegaard, ed è riuscito a conservare la maglia rosa con un margine di 3 minuti e 17 secondi sul danese.

 

a classifica generale aggiornata

Pos. Corridore Team Distacco
1 Afonso Eulalio Bahrain Victorious
2 Jonas Vingegaard Visma | Lease a Bike +3:17
3 Felix Gall Decathlon CMA CGM Team +3:34
4 Jai Hindley Red Bull – BORA – Hansgrohe +4:25
5 Giulio Pellizzari Red Bull – BORA – Hansgrohe +4:28
8 Giulio Ciccone Lidl-Trek +4:57
12 Christian Scaroni XDS Astana Team +5:40

Domani: l'ottava tappa da Chieti a Fermo

Sabato 16 maggio si corre l’ottava frazione: 156 chilometri da Chieti a Fermo, con un finale durissimo sui muri marchigiani che prevede il Muro del Ferro (540 metri all’11,1%), Capodarco (2,5 km al 6,1%) e l’arrivo in salita (3,7 km al 5,7% con un picco al 13,5%). Non è una tappa per scalatori puri — ma è il tipo di finale esplosivo che può rimescolare ancora le carte, favorendo attaccanti da classiche e corridori con un motore ad alta potenza. La corsa è appena cominciata a fare sul serio.

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