La decima tappa del Giro d’Italia 2026, la cronometro da Viareggio a Massa di 42 km, ha regalato una delle prestazioni più straordinarie della storia del ciclismo: Filippo Ganna ha vinto con una media di 54,921 km/h, la più alta mai registrata in una cronometro superiore ai 40 km al Giro, al Tour o alla Vuelta. La maglia rosa resta sulle spalle di Afonso Eulalio, che ha conservato 27 secondi su Jonas Vingegaard
Filippo Ganna
Ganna: il record che nessuno aveva mai sfiorato
Volando a 54,921 km/h di media, Filippo Ganna ha fatto registrare la cronometro più veloce di sempre su un percorso superiore ai 40 km, prendendo in considerazione non solo il Giro, ma anche Tour de France e Vuelta a España. Il precedente record apparteneva a Evgeni Berzin, che nel 1994 aveva chiuso una crono di 44 km a 52,003 km/h. Ganna lo ha cancellato con quasi tre chilometri orari di distacco — un’enormità, nel mondo delle prove a cronometro. I 42 km toscani sono stati percorsi in 45 minuti e 53 secondi, con distacchi abissali sugli avversari: 1’54” sul secondo classificato Thymen Arensman, suo compagno di squadra alla Netcompany Ineos, e 1’59” su Rémi Cavagna della Groupama-FDJ terzo.
La locomotiva di Verbania: 40 vittorie e il confronto con Merckx
I numeri di carriera di Ganna fanno già impressione di per sé. Con questo successo ha raggiunto quota 40 vittorie da professionista, 8 delle quali ottenute al Giro d’Italia — 7 a cronometro. Se si parla di prove contro il tempo alla Corsa Rosa, solo Francesco Moser ne ha vinte più di lui (12), mentre con questa ha eguagliato Eddy Merckx. Stare nella stessa frase di Merckx, nella storia del ciclismo, è già un risultato straordinario. Farlo a 27 anni, con ancora anni davanti, è qualcosa di diverso. È la quinta cronometro più veloce in termini assoluti al Giro, ma la prima, quella di Rik Verbrugghe nel 2001 (58,8 km/h), era stata fatta segnare in un prologo da 7,6 km.
La classifica generale: Eulalio regge, Vingegaard delude
Tutto lasciava presagire un cambio di maglia. Eulalio aveva un vantaggio di circa due minuti su Vingegaard alla vigilia — ma su 42 km di cronometro contro il danese della Visma, un corridore che sulla carta avrebbe dovuto guadagnare molto, sembrava un margine destinato a svanire.
Non è andata così. Afonso Eulalio (Bahrain Victorious) rimane in vetta alla classifica per 27″, non perché abbia fatto una grande prestazione, ma perché Jonas Vingegaard non ha brillato. Il portoghese ha gestito la giornata con grande lucidità, limitando i danni su un terreno che non è il suo. La maglia rosa resta a Lisbona — almeno per ora.
La classifica generale aggiornata dopo la tappa 10
La classifica che esce dalla tappa toscana è più compatta e più interessante che mai: Eulalio difende la maglia rosa, Vingegaard resta in piena corsa, Arensman si candida come terzo incomodo e il gruppo dei contendenti al podio rimane ampio e molto vicino nei distacchi.
| Pos. | Corridore | Team | Distacco |
|---|---|---|---|
| 1 | Afonso Eulalio | Bahrain Victorious | — |
| 2 | Jonas Vingegaard | Visma | Lease a Bike | +0:27 |
| 3 | Thymen Arensman | Netcompany Ineos | da definire |
| 7 | Michael Storer | — | +3:28 |
| 8 | Derek Gee | Lidl-Trek | +3:34 |
| 10 | Markel Beloki | EF Education-EasyPost | +4:16 |
Cosa aspettarsi: le tappe che decidono il Giro
Il programma delle prossime tappe porta la corsa verso la Liguria con la tappa 11 da Porcari a Chiavari (195 km), adatta ai finisseur con quattro salite negli ultimi 90 chilometri. La tappa 12 con arrivo a Novi Ligure potrebbe riportare i velocisti in scena, mentre la tappa 13 da Alessandria a Verbania — la città natale di Ganna — ha un finale insidioso sul lago Maggiore. La tappa 14 verso Aosta-Pila è il primo appuntamento alpino vero, cinque stelle di difficoltà. La tappa 16 è interamente in Svizzera da Bellinzona a Carì, un percorso breve ma esplosivo.
La tappa 19 da Feltre a Alleghe-Piani di Pezzé è il tappone dolomitico per eccellenza, con gli ultimi 100 km che contengono l’intero dislivello di circa 5.000 metri e la Cima Coppi del Giro — il Passo Giau a 2.233 metri, uno degli scalini più duri dell’intero percorso. La penultima tappa, da Gemona del Friuli a Piancavallo (200 km, quattro stelle), è l’ultima occasione vera per cambiare la classifica prima della passerella finale. Gli ultimi 15 chilometri sono interamente in salita, con i primi 10 che toccano pendenze del 9% costante e punte al 14%. Chi arriverà a Piancavallo con la maglia rosa avrà ogni probabilità di portarla a Roma.
Dove vedere il Giro d'Italia in TV e streaming
Il Giro d’Italia 2026 è trasmesso in diretta in chiaro su Rai 2 e Rai Sport HD, con streaming gratuito su RaiPlay. Per la copertura integrale dal km 0, Eurosport 1 ed Eurosport 2 sono disponibili in streaming su HBO Max, Discovery+ e DAZN.