La Spagna è sul tetto del mondo. A sedici anni dal trionfo in Sudafrica, la nazionale di Luis de la Fuente supera l’Argentina 1-0 dopo i tempi supplementari e conquista il Mondiale 2026. A decidere una finale intensa e combattuta è Ferran Torres, autore del gol che interrompe l’equilibrio e consegna alla Roja il secondo titolo iridato della sua storia. Per Lionel Messi, invece, si chiude con una sconfitta quella che con ogni probabilità rappresenta l’ultima partita della sua straordinaria carriera ai Mondiali.
Rodri
Una finale tattica: la Spagna domina il possesso
Nel caldo soffocante del MetLife Stadium di New York-New Jersey, la Spagna prende subito il controllo del gioco. De la Fuente conferma l’undici che aveva eliminato la Francia, mentre Scaloni modifica la formazione inserendo Montiel, De Paul e Nico González.
Il copione è chiaro fin dai primi minuti: la Roja monopolizza il possesso palla, costringendo l’Argentina a difendersi nella propria metà campo. Messi prova a illuminare la manovra dell’Albiceleste con qualche accelerazione, ma viene costantemente circondato dalla retroguardia spagnola.
L’occasione migliore del primo tempo arriva al 38′, quando Oyarzabal conclude dal limite trovando però la pronta risposta di Emiliano Martínez. Poco dopo Lisandro Martínez è costretto ad alzare bandiera bianca per infortunio, lasciando spazio al veterano Nicolás Otamendi.
Il dato racconta perfettamente l’equilibrio della sfida: all’intervallo i tiri nello specchio sono soltanto due, entrambi della Spagna, il numero più basso registrato in una finale mondiale negli ultimi decenni.
L'Argentina soffre, Martínez tiene in vita la Selección
Nella ripresa Scaloni prova a cambiare volto alla partita inserendo Leandro Paredes, ma la pressione spagnola aumenta ulteriormente. Baena, Rodri e Yamal costruiscono occasioni a ripetizione, trovando sempre sulla loro strada un Emiliano Martínez decisivo.
Il portiere argentino diventa il migliore in campo per la Selección, respingendo ogni tentativo della Roja e mantenendo il risultato in equilibrio. Nemmeno Ferran Torres, entrato dalla panchina insieme a Pedri, riesce inizialmente a trovare il varco giusto.
Nel finale dei tempi regolamentari la situazione si complica ulteriormente per l’Argentina: Enzo Fernández riceve il secondo cartellino giallo e lascia i suoi in inferiorità numerica proprio prima dei supplementari.
Ferran Torres entra nella storia
Con un uomo in più, la Spagna trasforma i tempi supplementari in un assedio continuo. Nico Williams sfiora il vantaggio, Cubarsí va vicino al gol e Martínez continua a opporsi con interventi decisivi.
Quando la partita sembra destinata ai rigori, arriva l’episodio che cambia la storia del Mondiale. All’inizio del secondo tempo supplementare Pedro Porro disegna un cross preciso dalla destra, Nico Williams prolunga di testa e Ferran Torres si fa trovare nel posto giusto, battendo Martínez da pochi passi. È il gol che vale la Coppa del Mondo.
Messi saluta, la Spagna apre un nuovo ciclo
Negli ultimi minuti l’Argentina tenta il tutto per tutto, spingendosi in avanti nonostante l’inferiorità numerica. Cubarsí salva la Roja con un intervento decisivo, mentre Giovanni Simeone spreca l’ultima occasione calciando alto.
Al triplice fischio può partire la festa spagnola. Dopo il titolo conquistato nel 2010, la Roja torna campione del mondo diventando la prima nazionale a vincere due Mondiali nel XXI secolo e confermando il dominio di una generazione guidata da giovani talenti come Lamine Yamal, Cubarsí, Pedri e Nico Williams.
Per Lionel Messi, invece, si chiude un capitolo irripetibile. Dopo il trionfo del 2022, l’Argentina cede lo scettro e saluta il suo leader storico, sconfitto nell’ultima finale mondiale della sua carriera.