Il futuro del calcio nasce nei vivai, ma non tutti riescono a trasformare le giovani promesse in professionisti affermati. Il Benfica è il club che ci riesce meglio, almeno secondo il CIES Football Observatory, che ha analizzato i calciatori formati dalle società di tutto il mondo. Alle spalle dei portoghesi troviamo River Plate e Boca Juniors, mentre il calcio italiano fatica a tenere il passo: Inter e Juventus sono le uniche due squadre di Serie A presenti tra le prime 150.
Lo studio, pubblicato nell’ottobre 2026, prende in esame i giocatori cresciuti nei settori giovanili e impiegati in 49 campionati di prima divisione. Non conta soltanto quanti calciatori vengono formati, ma anche il livello delle competizioni, i minuti giocati e l’età.
Benfica primo nella classifica mondiale dei settori giovanili
Il Benfica guida la graduatoria con un indice di formazione di 101,3 punti. Sono 93 i calciatori cresciuti nel vivaio portoghese e attualmente presenti nei campionati analizzati.
Il risultato conferma la qualità del lavoro svolto dalla società di Lisbona, che da anni considera il settore giovanile una componente fondamentale del proprio progetto sportivo.
Sul podio salgono anche due storiche rivali del calcio argentino. Il River Plate è secondo con 94 giocatori formati, mentre il Boca Juniors occupa la terza posizione con 93.
Un dettaglio interessante: il River ha formato un calciatore in più rispetto al Benfica, ma questo non gli basta per conquistare il primato. Il CIES, infatti, non premia soltanto la quantità, ma anche il percorso professionale dei giocatori.
La top 10 dei vivai: Argentina protagonista
La classifica del CIES evidenzia il peso del calcio sudamericano. Tre delle prime quattro posizioni sono occupate da società argentine, mentre tra le prime dieci trovano spazio anche club meno ricchi delle grandi potenze europee.
| Posizione | Club | Paese | Indice |
|---|---|---|---|
| 1 | Benfica | Portogallo | 101,3 |
| 2 | River Plate | Argentina | 97,6 |
| 3 | Boca Juniors | Argentina | 96,7 |
| 4 | Vélez Sarsfield | Argentina | 92,0 |
| 5 | Ajax | Paesi Bassi | 89,9 |
| 6 | Barcellona | Spagna | 89,1 |
| 7 | Sporting CP | Portogallo | 85,3 |
| 8 | Defensor Sporting | Uruguay | 83,1 |
| 9 | Real Madrid | Spagna | 76,2 |
| 10 | Stella Rossa | Serbia | 74,1 |
L’Ajax si conferma una delle scuole calcistiche più produttive d’Europa, precedendo Barcellona e Sporting CP.
Sorprende anche l’ottavo posto del Defensor Sporting, società uruguaiana capace di competere con club economicamente molto più importanti.
Allargando lo sguardo alle prime 150 posizioni, l’Argentina è il Paese più rappresentato con 18 società, davanti al Brasile con 13.
Settori giovanili italiani: Inter 117ª, Juventus 121ª
Per trovare la prima società italiana bisogna scendere fino alla 117ª posizione dell’Inter. I nerazzurri hanno formato 29 calciatori attualmente impegnati nei campionati considerati, ottenendo un indice di 31,7 punti.
Quattro posizioni più indietro troviamo la Juventus, 121ª, con 28 giocatori e un punteggio di 30,8.
| Club | Posizione mondiale | Giocatori formati | Indice |
|---|---|---|---|
| Inter | 117ª | 29 | 31,7 |
| Juventus | 121ª | 28 | 30,8 |
Il confronto con il 2025 rende il quadro ancora più interessante.
Nella precedente edizione la Juventus era 87ª, l’Inter 88ª e l’Atalanta 93ª. Un anno dopo, entrambe le grandi del calcio italiano hanno perso terreno, mentre la società bergamasca è uscita dalle prime 150.
| Club | 2025 | 2026 |
|---|---|---|
| Juventus | 87ª | 121ª |
| Inter | 88ª | 117ª |
| Atalanta | 93ª | Fuori dalla top 150 |
Attenzione, però, a non interpretare questi numeri come una bocciatura definitiva dei vivai italiani.
L’Inter, ad esempio, ha mantenuto invariato il numero di giocatori formati, 29. La Juventus è invece passata da 32 a 28.
Il calo in graduatoria dipende quindi anche da altri fattori, come il minutaggio, l’età dei calciatori e il livello dei campionati in cui giocano. C’è bisogno di una svolta e il primo messaggio è arrivato dai 34 convocati di Mancini per la Nations League in occasione del ritorno in azzurro. Ben 9 gli esordienti ed una età media che guarda al futuro.
Come funziona la classifica CIES?
Per valutare i settori giovanili, il CIES utilizza quattro parametri:
- Numero di calciatori formati e attualmente presenti nei 49 campionati analizzati.
- Livello delle partite disputate, che permette di distinguere le competizioni più impegnative.
- Minuti giocati nell’ultimo anno, per misurare l’effettivo impiego dei calciatori.
- Età dei giocatori, premiando chi riesce ad affermarsi prima.
Ma quando un calciatore può essere considerato prodotto di un vivaio?
Secondo il CIES, deve aver trascorso almeno tre stagioni nella società tra i 15 e i 21 anni.
Questo significa che un giocatore può contribuire al punteggio di un club anche se oggi indossa un’altra maglia.
La classifica, dunque, non misura direttamente la qualità delle strutture, i risultati delle squadre Primavera o il numero di giovani che esordiscono in prima squadra.
Premia soprattutto le società capaci di formare calciatori che trovano spazio e continuità nel calcio professionistico.
Perché il calcio italiano è così indietro?
La presenza di appena due società italiane tra le prime 150 solleva inevitabilmente qualche domanda.
L’Italia dispone di club prestigiosi, strutture importanti e una lunga tradizione nella formazione dei calciatori. Eppure, secondo i parametri utilizzati dal CIES, il contributo dei suoi vivai risulta inferiore a quello di numerose realtà straniere.
Una possibile chiave di lettura riguarda il passaggio dal settore giovanile al calcio professionistico.
Individuare un talento è soltanto il primo passo. Bisogna poi accompagnarlo nella crescita, offrirgli occasioni per giocare e consentirgli di maturare esperienza.
In un contesto internazionale dove a fare la differenza nel valore della rose la Premier straccia la Serie A – la difficoltà nel gestire al meglio gli investimenti non riguarda necessariamente la capacità di riconoscere i giovani promettenti, ma anche quella di trasformarli in calciatori stabilmente impiegati ad alto livello.
Lo studio, da solo, non permette però di stabilire quanto pesi lo scarso utilizzo degli under 21 in Serie A. Per arrivare a una conclusione servirebbe confrontare anche i minuti concessi ai giovani nei diversi campionati.
Real Madrid davanti al Barcellona nei cinque grandi campionati
La graduatoria cambia se consideriamo soltanto i calciatori formati e attualmente presenti nei cinque principali campionati europei: Premier League, Liga, Serie A, Bundesliga e Ligue 1.
In questo caso il Real Madrid è primo con 40 giocatori, davanti al Barcellona con 34 e al Manchester City con 29.
| Club | Giocatori formati nelle big-5 |
|---|---|
| Real Madrid | 40 |
| Barcellona | 34 |
| Manchester City | 29 |
| Rennes | 28 |
| Paris Saint-Germain | 27 |
| Ajax | 27 |
È un risultato interessante, soprattutto considerando che il Real Madrid occupa soltanto il nono posto nella graduatoria mondiale complessiva.
Non c’è contraddizione: i due dati misurano aspetti differenti.
La classifica generale considera anche minutaggio, età e livello delle partite. Questa seconda graduatoria conta invece quanti calciatori cresciuti in un determinato vivaio giocano nei cinque campionati europei più importanti.
Da sottolineare anche il quarto posto del Rennes, davanti a Paris Saint-Germain e Ajax.
Athletic Club e Real Sociedad: quando il vivaio diventa la prima squadra
Non tutti i club seguono lo stesso modello.
Alcune società formano calciatori destinati a proseguire la carriera altrove. Altre puntano a inserirli stabilmente nella propria prima squadra.
In questa seconda categoria spiccano due realtà spagnole.
L’Athletic Club conta 15 giocatori cresciuti nel proprio vivaio e presenti in rosa, mentre la Real Sociedad ne ha 14. Sono i valori più elevati tra le società dei cinque principali campionati europei.
Il confronto dimostra che esistono diversi modi di valorizzare un settore giovanile.
Il Benfica si distingue per la quantità e la qualità dei professionisti formati. Il Real Madrid alimenta con la propria cantera numerose squadre europee. Athletic Club e Real Sociedad, invece, costruiscono una parte importante della prima squadra con calciatori cresciuti in casa.
Il futuro del calcio italiano passa dai vivai
La classifica CIES non rappresenta un giudizio definitivo sulla qualità dei settori giovanili, ma offre uno spunto di riflessione.
L’Italia è uno dei mercati calcistici più importanti d’Europa, eppure soltanto due sue società figurano tra i primi 150 club formatori del mondo.
La sfida non consiste soltanto nello scoprire il prossimo grande talento. È necessario creare le condizioni perché i giovani possano crescere, giocare con continuità e costruire una carriera professionistica.
Il Benfica dimostra quanto un vivaio possa diventare una risorsa strategica. Per le società italiane, il percorso verso i vertici internazionali passa anche dalla capacità di dare un futuro ai calciatori che formano.
FAQ – Domande frequenti
Qual è il miglior settore giovanile del mondo?
Secondo il CIES Football Observatory, il Benfica guida la classifica mondiale pubblicata nell’ottobre 2026, con un indice di 101,3 punti e 93 calciatori formati.
Quali sono i club italiani meglio posizionati?
L’Inter è la prima società italiana, al 117° posto con 29 giocatori formati. Segue la Juventus, 121ª con 28 calciatori.
Quale club ha formato più giocatori nei cinque principali campionati europei?
Il Real Madrid guida la graduatoria con 40 calciatori cresciuti nella propria cantera e attualmente presenti nelle big-5, davanti al Barcellona con 34.
Quando un calciatore è considerato cresciuto in un vivaio?
Secondo la metodologia CIES, deve aver trascorso almeno tre stagioni nel club tra i 15 e i 21 anni.