L’Eurovision Song Contest 2026 si svolge a Vienna dal 12 al 16 maggio per la sua 70ª edizione. Stasera, martedì 12 maggio, la prima Semifinale in diretta su Rai 2 dalle 21:00 con la telecronaca di Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini al debutto. L’Italia è già in finale con Sal Da Vinci e Per sempre sì: il brano è il più ascoltato in streaming ma i bookmaker internazionali vedono la Finlandia come grande favorita. Sul palco della Wiener Stadthalle si sfidano 15 nazioni per 10 posti in finale, tra polemiche sulla partecipazione israeliana e la performance spettacolare del napoletano. Grande tradizione italiana nel contest: ecco la Top 10 storica dell’Italia all’Eurovision e i profili dei conduttori e della spokeperson Mariasole Pollio.
Martedì 12 maggio la prima semifinale su Rai 2
La 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest entra nel vivo questa sera con la prima Semifinale, in onda in diretta su Rai 2 dalle ore 21:00. Prima dell’inizio, alle 20:15, spazio a una speciale Anteprima Eurovision per accompagnare il pubblico italiano dentro l’atmosfera viennese.
Il calendario completo dell’evento prevede la seconda Semifinale giovedì 14 maggio e la Finale sabato 16 maggio su Rai 1 — la serata che assegnerà il trofeo a forma di microfono in vetro.
Per chi preferisce lo streaming, tutto è disponibile su RaiPlay in diretta e on demand, e gratuitamente su YouTube in molte regioni europee.
I conduttori: Corsi alla sesta edizione, Lamborghini al debutto
Sul fronte italiano, la telecronaca è affidata a una coppia inedita ma complementare.
Gabriele Corsi, romano, classe 1971, è ormai una voce familiare dell’Eurovision per il pubblico italiano: componente del Trio Medusa, attore e conduttore televisivo con esperienze che spaziano da Le Iene ai game show in prima serata, questa è la sua sesta edizione consecutiva al microfono dell’evento per la Rai. Un veterano che conosce le dinamiche del contest e sa come raccontarle con ironia e competenza.
Al suo fianco, per la prima volta all’Eurovision Elettra Lamborghini. Nata a Bologna nel 1994, nipote di Ferruccio Lamborghini, ha costruito una carriera trasversale tra musica pop, televisione e social media — con singoli come Pem Pem e Pistolero, esperienze come giurata a Italia’s Got Talent e opinionista a L’Isola dei Famosi, e il debutto sanremese con Musica (E il resto scompare). Quest’anno è tornata sul palco dell’Ariston come concorrente. Il debutto da telecronista all’Eurovision è un salto nel vuoto, nel senso più entusiasmante del termine.
La spokeperson della finale: Mariasole Pollio
Sabato 16 maggio, durante la finale, sarà Mariasole Pollio a comunicare i voti della giuria professionale italiana. L’attrice e conduttrice napoletana, classe 2003, nota per i ruoli in Don Matteo e nel film di Pieraccioni Se son rose, nonché per le conduzioni di Battiti Live e del Prima Festival a Sanremo 2025, si collegherà in diretta dall’Italia per la sua prima volta da spokeperson al contest.
Sul palco della Stadthalle: la serata di apertura
Prima che le quindici nazioni in gara si esibiscano, la Wiener Stadthalle racconta una storia. La serata si apre con “Vita di Toni”, un racconto visivo e musicale costruito attorno a una vita vissuta dagli anni Cinquanta a oggi — un modo per ancorare il presente alle radici del contest.
Il momento più emozionante della serata sarà però l’esecuzione corale di “L’amour est bleu”, il brano simbolo dell’edizione viennese del 1967, affidata a un coro di 70 elementi — uno per ogni anno dell’Eurovision. E sul palco tornerà Vicky Leandros: arrivò quarta proprio con quel brano nel 1967, poi vinse nel 1972 con Après toi. Cinquantanove anni dopo, di nuovo a Vienna. Certe storie non finiscono, si ripetono.
Le 15 nazioni in gara: la scaletta della prima semifinale
La prima Semifinale mette in palio dieci posti per la Finale di sabato. Ad aprire la serata sarà la Moldavia con Satoshi e Viva, Moldova!; a chiudere la Serbia con il rock dei Lavina.
Nel mezzo, le sfide di Israele (Noam Bettan – Michelle), Croazia (Lelek – Andromeda), Finlandia (Linda Lampenius & Pete Parkkonen – Liekinheitin), Georgia (Bzikebi – On Replay), Grecia (Akylas – Ferto), Portogallo (Bandidos do Cante – Rosa), Svezia (Felicia – My System), Belgio (Essyla – Dancing on the Ice), Estonia (Vanilla Ninja – Too Epic to Be True), Lituania (Lion Ceccah – Solo quiero más), Montenegro (Tamara Zivkovic – Nova Zora), Polonia (Alicja – Pray) e San Marino (Senhit ft. Boy George – Superstar).
Fuori concorso stasera, già qualificati di diritto alla finale, si esibiranno l’Italia e la Germania — rispettivamente con Sal Da Vinci e Sarah Engels.
Sal Da Vinci: il matrimonio napoletano che ha conquistato Vienna
Sal Da Vinci non aveva vinto Sanremo da favorito. La sua vittoria all’Ariston 2026 con Per sempre sì aveva sorpreso molti — e aveva aperto le porte dell’Eurovision. Classe 1969, napoletano ma nato a New York mentre il padre Mario Da Vinci era in tournée, Sal porta sul palco europeo qualcosa di preciso: l’identità della musica napoletana riattualizzata in chiave pop, con una melodia che entra in testa e non esce più.
La performance alla Wiener Stadthalle è già diventata oggetto di conversazione prima ancora della diretta: una coreografia in quattro atti ispirata a un matrimonio napoletano, con Francesca Tocca e un corpo di ballo, che trasforma Per sempre sì in un piccolo musical identitario. Il video spoiler delle prove ha totalizzato oltre 2,7 milioni di visualizzazioni su Instagram — secondo solo all’israeliano Noam Bettan.
Il paradosso dei pronostici: il più ascoltato, non il più quotato
I numeri dello streaming raccontano una storia chiara: Per sempre sì è il brano più ascoltato tra tutti i partecipanti all’Eurovision 2026, con oltre 36 milioni di stream complessivi su Spotify e altre piattaforme — il doppio del secondo classificato. Un primato costruito sul traino di Sanremo e sulla radio italiana, dove il brano ha a lungo dominato le classifiche.
Eppure i bookmaker restano cauti. La Finlandia con il duo Linda Lampenius e Pete Parkkonen è la grande favorita, con una probabilità di vittoria vicina al 36%. Sal Da Vinci è tra i favoriti ma non certo in prima fila. Il ragionamento degli esperti è semplice: le giurie nazionali difficilmente premieranno una canzone melodica e tradizionale come Per sempre sì, più vicina alla canzone italiana d’autore che alle sonorità elettroniche e pop internazionale che spesso dominano il contest. La scommessa dell’Italia si gioca tutta sul televoto — dove il cuore conta più della testa, e dove una performance spettacolare può ribaltare tutto.
Sal Da Vinci lo sa: “È un palcoscenico per l’eternità”, ha detto prima di partire per Vienna. E se c’è un pubblico europeo pronto ad accogliere l’italianità più autentica, questo è il momento giusto per scoprirlo.
La Top 10 delle canzoni italiana all' all'Eurovision song contest
L’Italia ha scritto pagine memorabili nella storia dell’Eurovision. Tre vittorie, molti podi, e un patrimonio musicale che ha portato sul palco europeo il meglio della tradizione italiana — dal folk-pop degli anni Sessanta al rock del 2021. Ecco le dieci prestazioni più alte di sempre:
| Anno | Artista | Canzone | Posizione |
|---|---|---|---|
| 1964 | Gigliola Cinquetti | Non ho l’età | 🥇 1° |
| 1990 | Toto Cutugno | Insieme: 1992 | 🥇 1° |
| 2021 | Måneskin | Zitti e buoni | 🥇 1° |
| 1974 | Gigliola Cinquetti | Sì | 🥈 2° |
| 2011 | Raphael Gualazzi | Madness of Love | 🥈 2° |
| 2019 | Mahmood | Soldi | 🥈 2° |
| 1958 | Domenico Modugno | Nel blu, dipinto di blu | 🥉 3° |
| 1963 | Emilio Pericoli | Uno per tutte | 🥉 3° |
| 1975 | Wess and Dori Ghezzi | Era | 🥉 3° |
| 1987 | Umberto Tozzi e Raf | Gente di mare | 🥉 3° |
| 2015 | Il Volo | Grande amore | 🥉 3° |
Tre vittorie, cinque secondi e terzi posti: un palmarès che racconta la forza duratura della canzone italiana in Europa. Sal Da Vinci si inserisce in questa tradizione con un brano che guarda esattamente a quella storia — e sabato 16 maggio scopriremo se Vienna vorrà aggiungerci un quarto oro.