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Parigi-Roubaix 2026: Pogar favorito nell’Inferno del Nord

Ci sono corse che si vincono. E poi c’è la Parigi-Roubaix, che si sopravvive. Domenica 12 aprile il ciclismo torna a confrontarsi con una delle prove più estreme del calendario, una gara che non premia solo il più forte ma chi riesce a resistere a un logorio continuo, fisico e mentale. Qui non contano solo talento e tattica: contano le mani sul manubrio, la capacità di leggere il pavé, la fortuna di evitare cadute e forature. È una lotta contro la strada prima ancora che contro gli avversari. Per questo, ogni edizione è diversa, imprevedibile, spesso crudele.

La Parigi-Roubaix 2026 torna con il suo mix unico di fascino e brutalità. Percorso classico, settori iconici e una startlist stellare: tutti contro tutti nell’Inferno del Nord.

Tadej Pogacar

Lo sloveno della l'UAE Team Emirates XRG è il favorito per il successo nella Parigi-Roubaix 2026

Percorso Parigi-Roubaix 2026: 258 chilometri massacranti

Il tracciato della Parigi-Roubaix 2026 non cambia, ma resta uno dei più temuti del calendario. Si parte da Compiègne e si arriva, dopo 258,3 chilometri, nello storico Velodromo di Roubaix.I primi 95 chilometri scorrono veloci, quasi ingannevoli. Il gruppo viaggia compatto, le velocità sono altissime, ma è solo una fase di avvicinamento. Tutti sanno che la corsa vera deve ancora cominciare.

Quando inizia l’inferno

Il primo settore di pavé, da Troisvilles a Inchy, segna il punto di non ritorno. Da lì in avanti non c’è più respiro: ogni tratto è una prova di resistenza, ogni chilometro può essere decisivo. La Foresta di Arenberg rappresenta il primo vero spartiacque. Un rettilineo apparentemente innocuo che in realtà nasconde una delle sezioni più tecniche e pericolose. Qui si perde più che si guadagna: chi sbaglia, paga.

Dopo i 200 chilometri, la corsa entra nella sua fase più selettiva. Mons-en-Pévèle e il Carrefour de l’Arbre sono gli ultimi giudici, quelli che spesso decidono il vincitore. Non è raro arrivare al Velodromo con un piccolo gruppo di superstiti, pronti a giocarsi tutto in uno sprint che ha il sapore della liberazione più che della vittoria.

 

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I favoriti della Parigi-Roubaix 2026

Tadej Pogacar si presenta alla partenza con una condizione che impressiona. Le sue prestazioni recenti hanno mostrato un corridore dominante, capace di vincere ovunque. Ma la Roubaix è un’altra storia. Lo sloveno ha appena vinto il Giro delle Fiandre e cerca l’unica Monumento che manca alla sua collezione. È una sfida tecnica prima ancora che fisica: adattarsi al pavé sarà la chiave. Se ci riuscirà, potrà davvero entrare nella leggenda.

Se invece si guarda alla tradizione della corsa, il nome che emerge con più forza è quello di Mathieu Van der Poel. Tre vittorie già in bacheca e una familiarità con il pavé che pochi possono vantare. Il neerlandese sa come muoversi, quando attaccare, come gestire i momenti critici. Non è solo uno dei favoriti: è il riferimento per tutti.

Gli outsider e la speranza italiana

Dietro ai due grandi nomi, il gruppo degli inseguitori è ampio e competitivo. Wout Van Aert resta una mina vagante, mentre Mads Pedersen ha le caratteristiche ideali per sorprendere.

E poi c’è Filippo Ganna. L’azzurro arriva con segnali incoraggianti e una forma in crescita. La sua potenza può fare la differenza su tratti lunghi e veloci, ma servirà anche abilità tecnica per restare davanti nei momenti decisivi.

I 10 azzurri che hanno vinto la Roubaix

  • Maurice Garin: 1897 e 1898
  • Jules Rossi: 1937
  • Serse Coppi: 1949 a pari merito con il francese André Mahé
  • Fausto Coppi: 1950
  • Antonio Bevilacqua: 1951
  • Felice Gimondi: 1966
  • Francesco Moser: 1978, 1979 e 1980
  • Franco Ballerini: 1995 e 1998
  • Andrea Tafi: 1999
  • Sonny Colbrelli: 2021

Orari e diretta TV Parigi-Roubaix 2026

La corsa prenderà il via alle 11:05 da Compiègne, con arrivo previsto tra le 16:35 e le 17:05. La diretta sarà trasmessa dalla Rai: prima su Rai Sport HD e poi su Rai 2, accompagnando gli appassionati fino al traguardo.

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