La Juventus vince 3-2 nei tempi regolamentari contro il Galatasaray nonostante l’inferiorità numerica, ma viene eliminata ai supplementari. Una prestazione di grande orgoglio, certificata anche dai numeri, che però non basta per accedere agli ottavi di Champions League.
A volte una partita si può raccontare con una statistica più di mille parole. I 4,6 Expected Goals prodotti dalla Juventus contro il Galatasaray, nonostante oltre un tempo giocato in dieci uomini, sono il terzo dato più alto registrato in una singola gara di Champions League in questa stagione nei tempi regolamentari. Un numero che spiega meglio di qualsiasi commento quanto la squadra bianconera sia andata vicina a un’impresa che avrebbe avuto del clamoroso.
E invece, alla fine, resta solo l’amarezza. La Juventus batte il Galatasaray 3-2 allo Stadium, rimonta quasi interamente il pesante 5-2 dell’andata, ma si arrende nei supplementari. Il sogno ottavi si spegne nell’extra-time, lasciando all’Italia una sola rappresentante: l’Atalanta.
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Una notte di orgoglio bianconero
Sin dal primo minuto il copione è chiaro: la Juventus attacca, il Galatasaray difende e prova a colpire di rimessa. I bianconeri spingono con continuità, ma per sbloccare il risultato serve un episodio. Arriva al 37’, quando Manuel Locatelli è freddissimo dal dischetto e trasforma il rigore che riaccende la speranza.
La partita sembra cambiare volto all’inizio della ripresa, quando l’espulsione – giudicata da molti eccessiva – di Kelly al 49’ lascia la Juve in dieci uomini. In Champions, spesso, è una sentenza. Non questa volta. La squadra bianconera reagisce con rabbia e personalità, alzando addirittura l’intensità del pressing.
Il pareggio del Galatasaray non arriva, anzi è ancora la Juve a colpire. Al 70’ Gatti svetta e firma il 2-0, poi Yildiz colpisce un palo che fa tremare lo Stadium. Il gol che completa la rimonta arriva all’82’: McKennie trova il 3-0 che manda la sfida ai supplementari, in un clima surreale, tra incredulità e speranza.
Supplementari fatali e rammarico finale
Nei trenta minuti aggiuntivi, però, l’inerzia cambia lentamente. La Juventus paga lo sforzo enorme e l’inferiorità numerica. L’uscita di Yildiz toglie brillantezza e imprevedibilità, mentre il Galatasaray ritrova campo e lucidità. Dopo un clamoroso errore di Zhegrova che avrebbe potuto chiudere i giochi, arrivano i colpi decisivi.
Al 106’ è Victor Osimhen a punire i bianconeri in contropiede, spegnendo gran parte delle speranze. Nel finale, con la Juve ormai stremata, Baris Yilmaz firma il gol che chiude definitivamente il discorso qualificazione. I turchi volano agli ottavi, dove affronteranno Liverpool e Tottenham, mentre i bianconeri escono tra gli applausi.
Resta il rammarico, inevitabile, per la gara d’andata: quei tre gol di scarto pesano come un macigno. Ma resta anche una prestazione che dice molto sul carattere della squadra, capace di sfiorare l’impensabile nelle condizioni più difficili.
Ora però non c’è tempo per guardarsi indietro. Domenica arriva lo scontro diretto con la Roma, decisivo per il quarto posto. La Juventus è a -4 dai giallorossi e un altro passo falso sarebbe una mazzata, in classifica e nel morale. La Champions è sfumata, ma la stagione bianconera è tutt’altro che finita.