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Giro delle Fiandre 2026, favoriti e percorso della Classica Monumento di Pasqua

Tadej Pogacar

C’è chi a Pasqua cerca sorprese nell’uovo e chi, invece, le cerca sulle pietre delle Fiandre. Domenica il ciclismo torna a uno dei suoi rituali più sacri: il Giro delle Fiandre 2026, seconda Classica Monumento della stagione e appuntamento che, più di ogni altro, racconta l’anima dura e romantica del Nord.

La 110ª edizione partirà da Anversa e terminerà a Oudenaarde dopo quasi 280 chilometri, un viaggio fatto di vento, pavé e salite brevi ma spietate. Una corsa che raramente mente: qui vincono i più forti, quasi sempre i più coraggiosi.

E quest’anno i candidati sembrano già avere nomi e cognomi ben definiti.

Favoriti Giro delle Fiandre 2026: sfida tra Van der Poel e Pogacar

Tra i principali candidati alla vittoria spicca Mathieu van der Poel, già trionfatore nel 2020, 2022 e 2024 e considerato uno degli specialisti più completi sulle strade del Nord. Il neerlandese conosce perfettamente dinamiche e punti chiave della corsa, fattore spesso decisivo nel finale.

Il grande rivale annunciato resta Tadej Pogacar, vincitore dell’ultima edizione grazie a un attacco solitario che gli aveva permesso di precedere Mads Pedersen e lo stesso Van der Poel. Lo sloveno ha dimostrato di poter dominare anche nelle classiche più dure, confermandosi corridore totale. Nella lista dei favoriti figurano anche Wout van Aert e Pedersen, entrambi perfettamente adatti a una corsa che richiede resistenza, esplosività e grande lettura tattica.

Il percorso del Giro delle Fiandre: muri e pavé decisivi

Il tracciato 2026 mantiene tutte le caratteristiche che hanno reso celebre la corsa. I primi cento chilometri attraversano la campagna delle Fiandre senza particolari difficoltà altimetriche, fase iniziale spesso dedicata alla formazione della fuga. La gara entra nel vivo con il primo settore in pavé, la Lippenhovestraat (km 109,6), mentre la prima vera selezione arriva sull’Oude Kwaremont al km 142,2: 1500 metri con pendenza media del 4% su fondo irregolare.

Complessivamente i corridori dovranno affrontare dodici muri e sei settori in pavé, elementi che trasformano il Fiandre in una prova di resistenza progressiva più che in una corsa esplosiva. Negli ultimi chilometri emergono quasi sempre i corridori più completi.

Gli italiani al Fiandre: tra scelte strategiche e caccia al piazzamento

L’Italia arriva al Giro delle Fiandre 2026 senza un vero uomo da vittoria, ma con diverse storie interessanti da seguire lungo le strade fiamminghe. Filippo Ganna dopo il successo alla Dwars door Vlaanderen ha preferito non forzare il calendario: l’obiettivo dichiarato resta la Parigi-Roubaix, terreno più adatto alle sue caratteristiche.

Le speranze azzurre per un piazzamento passano allora soprattutto dall’esperienza di Matteo Trentin, corridore che nelle classiche del Nord ha costruito gran parte della propria carriera. Solidità, lettura tattica e resistenza lo rendono ancora oggi uno degli italiani più affidabili quando la corsa diventa selettiva. Occhi puntati anche su Luca Mozzato, autore nel 2024 della miglior gara della sua carriera proprio al Fiandre, conclusa con uno straordinario secondo posto. Ripetersi sarà complicato in un’edizione dominata da fuoriclasse assoluti, ma il veneto ha già dimostrato di sapersi muovere nel momento giusto, qualità indispensabile in una corsa dove spesso conta più l’intuizione della forza pura.In gruppo ci sarà invece l’ultimo vincitore italiano della corsa.

Alberto Bettiol, protagonista dello storico trionfo del 2019. Il toscano torna sulle strade che lo hanno consacrato, ma con una condizione lontana da quella che gli permise di sorprendere tutti con un attacco destinato a entrare nella memoria della corsa.

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