Italia, la crisi parte dall’attacco: nessun azzurro in doppia cifra dal 2023

Il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale non ha portato una soluzione immediata a uno dei problemi che accompagnano l’Italia ormai da tempo: il gol. Lo 0-2 contro il Belgio ha aperto il nuovo ciclo senza reti, nonostante Mancini abbia schierato contemporaneamente Cambiaghi, Pio Esposito e Kean.

Il problema, però, viene da lontano. Prendendo come riferimento il periodo iniziato il 9 settembre 2023, con l’esordio di Luciano Spalletti contro la Macedonia del Nord, e arrivando alla prima partita del Mancini-bis, emerge un dato significativo: nessun attaccante italiano è riuscito ad arrivare in doppia cifra in Nazionale.

Kean e Retegui sono i migliori realizzatori offensivi del periodo con 9 reti. Numeri che assumono un peso diverso se confrontati con quelli prodotti nello stesso arco storico dalle altre grandi Nazionali europee.

Da Spalletti a Mancini, il gol resta un problema

Sono cambiati gli allenatori, gli schemi e soprattutto gli interpreti. L’Italia ha cercato il centravanti in Retegui, Kean, Scamacca, Raspadori e, più recentemente, Pio Esposito. Nessuno, però, è riuscito finora a diventare un riferimento realizzativo stabile.

Il paradosso della gestione Spalletti fotografa bene il problema. Nelle prime 22 partite del suo ciclo il miglior marcatore azzurro era Davide Frattesi con 7 gol, quindi un centrocampista. Retegui e Raspadori lo seguivano a quota 4.

Con Gattuso qualcosa è cambiato. Il 5-0 all’Estonia del settembre 2025 portò le firme di Kean, Retegui due volte, Raspadori e Bastoni; un mese più tardi, nel 3-1 a Tallinn, segnarono addirittura tre attaccanti: Kean, Retegui e Pio Esposito.

La continuità, però, è mancata. E il confronto internazionale rende il dato italiano ancora più interessante.

Kane contro Kean e Retegui: il divario con l’Inghilterra

L’esempio più semplice è Harry Kane.

Nella sola stagione internazionale 2025/26 il centravanti inglese ha segnato 12 gol in 16 presenze, sei dei quali al Mondiale 2026. England Football lo ha premiato come miglior marcatore stagionale della Nazionale.

Il confronto rende immediatamente l’idea: Kean ha segnato 9 gol dal settembre 2023 e Retegui 9. L’Italia non ha trovato un giocatore capace di raggiungere quota 10 nell’intero periodo considerato. Kane ne ha segnati 12 nella sola ultima stagione internazionale.

Ma ridurre tutto alla mancanza di un Harry Kane sarebbe troppo semplice.

La Francia ha Mbappé, ma non soltanto lui

La Francia rappresenta probabilmente il caso più distante dalla situazione italiana.

Al Mondiale 2026 Kylian Mbappé ha segnato 10 gol. Da solo, quindi, ha raggiunto in una singola competizione una quota che nessun attaccante azzurro ha toccato nell’intero periodo iniziato nel settembre 2023.

Alle sue spalle c’è però molto altro. Ousmane Dembélé ha realizzato 6 reti al Mondiale, Bradley Barcola 3 e Désiré Doué una. Significa 20 gol prodotti da quattro giocatori offensivi nella sola Coppa del Mondo.

Il problema italiano appare quindi doppio: manca il grande realizzatore, ma manca anche un gruppo di attaccanti capace di compensarne l’assenza attraverso una produzione collettiva elevata.

Cristiano Ronaldo continua a fare la differenza con il Portogallo

Il Portogallo offre un altro termine di paragone particolare perché continua ad avere a disposizione Cristiano Ronaldo.

A 41 anni Ronaldo è arrivato a 146 gol con la Nazionale, ma è soprattutto la continuità realizzativa a interessarci. Anche nelle qualificazioni al Mondiale 2026 Ronaldo aveva realizzato 5 reti, mentre Bruno Fernandes e João Neves ne avevano segnate 3 ciascuno.

Il Portogallo possiede quindi ancora un finalizzatore eccezionale, ma non dipende esclusivamente da lui.

La Spagna dimostra che il centravanti non è obbligatorio

La Spagna è forse il confronto più utile per capire la crisi italiana, perché dimostra che non è indispensabile avere un centravanti alla Kane per costruire un attacco produttivo.

Mikel Oyarzabal è diventato uno dei riferimenti offensivi della Roja, ma intorno a lui segnano giocatori con caratteristiche molto diverse.

La Spagna riesce infatti a distribuire la produzione tra centravanti, esterni e centrocampisti. È una differenza sostanziale rispetto all’Italia: non deve necessariamente aspettare che sia il numero 9 a risolvere la partita perché riesce a portare diversi uomini in zona gol.

Anche la Germania distribuisce maggiormente i gol

La Germania propone un modello simile, pur con caratteristiche differenti. Non ha avuto nello stesso periodo un realizzatore dominante quanto Kane, Mbappé o Ronaldo, ma ha trovato reti attraverso giocatori come Havertz, Undav e Kleindienst, affiancati dalla produzione di Wirtz, Musiala e altri centrocampisti offensivi.

Ed è proprio questo confronto a impedire di ridurre la crisi azzurra alla vecchia domanda: “Dov’è il nuovo centravanti dell’Italia?”

Un grande numero 9 aiuterebbe. Ma non è l’unica soluzione possibile.

L’Italia è rimasta nel mezzo

Le principali Nazionali europee sembrano mostrare due strade.

Da una parte ci sono squadre che dispongono di un realizzatore capace di spostare sensibilmente i numeri: Kane per l’Inghilterra, Mbappé per la Francia, Cristiano Ronaldo per il Portogallo.

Dall’altra c’è soprattutto la Spagna, capace di distribuire la produzione offensiva tra punte, esterni e centrocampisti.

L’Italia, invece, è rimasta nel mezzo.

Non ha avuto un attaccante in doppia cifra dal settembre 2023 nel periodo analizzato. Ma non è riuscita neppure a trasformare con continuità il proprio gioco in una produzione collettiva tale da rendere secondaria l’assenza del bomber.

Il dato di Frattesi miglior marcatore della gestione Spalletti non rappresenta quindi soltanto una curiosità statistica. È uno dei segnali di un problema più ampio.

Kean e Retegui hanno raggiunto quota 9, Pio Esposito ha cominciato a trovare spazio e gol durante il ciclo successivo, ma il salto di qualità non è ancora arrivato. E nella prima partita del nuovo corso Mancini il tabellino è rimasto nuovamente vuoto.

Mancini dovrà quindi trovare non soltanto chi segna, ma soprattutto un modo per aumentare il numero di giocatori in grado di farlo.

Perché il confronto con le altre grandi d’Europa racconta proprio questo: il problema dell’Italia non è semplicemente non avere un Kane o un Mbappé. È non aver ancora trovato un’alternativa collettiva alla loro assenza.

FAQ sulla crisi dell’attacco dell’Italia

Chi è il miglior marcatore dell’Italia dal settembre 2023?

Nel periodo preso in esame, Kean e Retegui sono i due attaccanti più prolifici con 9 reti. Nessuno dei due ha ancora raggiunto la doppia cifra.

Chi è stato il miglior marcatore dell’Italia di Spalletti?

Davide Frattesi. Il centrocampista è stato il principale realizzatore azzurro del ciclo Spalletti.

Quanti gol ha segnato Harry Kane nell’ultima stagione con l’Inghilterra?

Kane ha realizzato 12 gol in 16 presenze nella stagione internazionale 2025/26, sei dei quali al Mondiale 2026.

Quanti gol ha segnato Mbappé al Mondiale 2026?

Kylian Mbappé ha segnato 10 reti. Nella stessa competizione Dembélé ne ha realizzate 6 e Barcola 3.

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